Pesche

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Pesche
comune
Pesche – Stemma Pesche – Bandiera
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Molise-Stemma.svg Molise
ProvinciaProvincia di Isernia-Stemma.png Isernia
Amministrazione
SindacoIdo De Vincenzi (lista civica) dal 05/06/2016
Territorio
Coordinate41°37′N 14°17′E / 41.616667°N 14.283333°E41.616667; 14.283333 (Pesche)Coordinate: 41°37′N 14°17′E / 41.616667°N 14.283333°E41.616667; 14.283333 (Pesche)
Altitudine732 m s.l.m.
Superficie12,96 km²
Abitanti1 682[1] (31-3-2018)
Densità129,78 ab./km²
Comuni confinantiCarpinone, Isernia, Miranda, Sessano del Molise
Altre informazioni
Cod. postale86090
Prefisso0865
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT094031
Cod. catastaleG486
TargaIS
Cl. sismicazona 1 (sismicità alta)
Nome abitantiPescolani
PatronoMadonna del Rosario, San Michele Arcangelo
Giorno festivoPrima domenica di ottobre, 29 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Pesche
Pesche
Pesche – Mappa
Posizione del comune di Pesche nella provincia di Isernia
Sito istituzionale

Pesche (Pèschë in molisano[2], L Pèschia in pescolano) è un comune italiano di 1.682 abitanti della provincia di Isernia nel Molise.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa parrocchiale della Madonna Del Rosario[modifica | modifica wikitesto]

Costruita su precedenti edifici religiosi, risalenti a prima del XV secolo, fu eretta a parrocchia nel 1593, e portata alla forma odierna dall'arciprete Silvestro Biondi tra il 1727 e il 1759, con la spesa di 4645 ducati d'oro e di 864 per la fusione delle campane. Dal 1758 al 1761 fu costruita la gradinata esterna, mentre nel 1759 fu sistemato il pregevole armadio ligneo in sagrestia. Nel 1760 fu completata la navata principale, lunga 22 metri, larga 8 e alta 12. La navata laterale, invece, ha una lunghezza di 19 metri per una larghezza di 6 e un'altezza di 8. Nel 1762 venne acquistato l'altare maggiore per 632 ducati, il tutto offerto "piis sumpitbus", cioè con le offerte dei fedeli. Questo altare, nel 1840,fu restaurato, essendo stato danneggiato dal terremoto del 1805, per volere di Don Troiano Clemente, a proprie spese.

La navata centrale presenta anche un coro in legno con sette stalli, un pulpito, una balaustra marmorea e un fonte battesimale del 1761. La navata laterale, invece, ha cinque altari laterali, di cui quattro di fattura simile, del 1749, dedicati a San Giuseppe, Sant'Antonio di Padova, San Michele Arcangelo e alla Madonna Addolorata. Un ultimo altare, donato dai pescolani emigrati a Buenos Aires, fu costruito nel 1917 e ospita il simulacro di San Nicola di Bari. A destra del presbiterio è presente una cappella dedicata al Sacro Cuore di Gesù, con un altare costruito nel 1916 e recante l'iscrizione "HOC ALTARE MUNIFICENTIA ARCHIP. ZEPHYRINI PETRECCA IAM DEFUNCTI OEC. CURATUS MANLIUS IESULAURO F. F. ANNO 1916".

Santuario di Santa Maria del Bagno[modifica | modifica wikitesto]

Nella parte bassa del paese si trova un piccolo tempio dedicato alla Vergine del Bagno, avente questo titolo poiché in antichità, in quel luogo, sorgevano dei bagni romani, con due vasche per le immersioni, alimentati con una sorgente di acqua sulfurea. Inizialmente la chiesa era una piccola cappella, in cui si celebrava Messa poche volte all'anno. Con la costruzione del cimitero attiguo, nel 1882, divenne cappella cimiteriale. Con un decreto di Papa Giovanni XXIII, nel 1963,la chiesa venne elevata al rango di santuario, e nel maggio la tavola quattrocentesca raffigurante La Vergine col Bambino fu incoronata per mano del vescovo d'Isernia e Venafro Mons. Achille Palmerini. Negli anni Settanta subì un pesante adeguamento liturgico, che cancellò interamente ogni traccia della chiesa antica, ad eccezione del soffitto a cassettoni. L'altare maggiore fu spostato nella piccola chiesa di San Giovanni Battista.

La festa della Madonna del Bagno è celebrata solennemente ogni anno l'ultimo sabato e l'ultima domenica di maggio.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Cronotassi dei prevosti e degli arcipreti[modifica | modifica wikitesto]

  • Giordano (881), sacerdote e vice abate dell'Abbazia di San Vincenzo al Volturno;
  • Bernardo (1273), abate di Montecassino;
  • Celestino V (1276), frate e papa;
  • Fra Giovanni da Villaregia (1363), preposto di S. Croce;
  • Fra Giovanni da Barrea (1373), abate, preposto di S. Croce;
  • Enrico Tomacello (1404), abate;
  • Fra Ruberto Colella (1415), abate, preposto di S. Croce;
  • Pirro Tomacello (1433), abate, con Nicola Giovan Angeli, arciprete di S. Angelo;
  • N.N. arciprete morto nel terremoto del 5 dicembre 1456;
  • Enrico Donnangelo (1494), abate, preposto di S. Croce;
  • Don Giulio Arorchi (1551-1555), arciprete di S. Angelo, con
  • Don Agostino d'Aversa, monaco cassinese;
  • Don Vincenzo Spinelli (1570-1578), arciprete di S. Angelo, poi vescovo di Oppido;
  • P. Pietro (1580), frate domenicano;
  • Don Ippolito Gasdia (1606-1611), arciprete;
  • Don Domenico Maitino (1611-1620), arciprete;
  • Don Gio.Batta Mucci (1656-3 marzo 1697 +), arciprete, con
  • Don Domenico Petrilli, economo curato;
  • Don Gio.Batta Marro (1673-1697);
  • Don Silvestro de Benedictis (1697-1710), economo curato;
  • Don Gio.Batta Massaro (1717-1721), arciprete, con Don Domenico d'Arnetta (nato il 29 settembre 1660, morto dopo il 1720);
  • Don Domenico Petrilli (1719-1726), arciprete, morto il 2 agosto 1727;
  • Don Silvestro Biondi (3 dicembre 1727-1785), dal 1760 è anche protonotario apostolico;
  • Don Giuseppe de Agostino (1785-1790), economo curato;
  • Don Francesco Colaccio (1790-1794), arciprete, con Don Samuele Petrecca (1793), aiutante, e con Don Gennaro Bernardi (1794), altro aiutante;
  • Don Giuseppe Lazzaro Petrino (1795-1798), arciprete;
  • Don Antonio Franceschelli (1799-1803), arciprete;
  • Don Felice Antonio Perpetua (1803), di Isernia;
  • Don Evangelista Trivellini è Don Vincenzo Marinelli (1803-1805);
  • Don Antonio Clemente (1805-1820), arciprete;
  • Don Giuseppe Galluccio (1821-1827), economo curato;
  • Don Troiano Clemente (1827-1834), economo curato, poi se stesso come arciprete (1834-1860);
  • Don Raffaele Carnevale (1860-1873), arciprete;
  • Don Carlo Carnevale (1873), economo curato;
  • Don Zeffirino Petrecca (1873-1917), arciprete, con Don Manlio Jesulauro (1913-1917) come economo curato;
  • Mons. Manlio Jesulauro (1917-1958), arciprete, morto il 16 febbraio 1960;
  • Don Stefano Pedetti (1958-10 settembre 1975+), arciprete;
  • Don Luigino Bonato (1975-1976);
  • Don Gaetano Bonato (1976-1978); *Don Sante Tommasini (1978-1993);
  • Don Gaetano Bonato e Don Claudio Crescimanno (1993-2004);
  • Fra Pio Ciampi e Don Paolo Scarabeo (2003-2004);
  • Don Paolo Scarabeo (2004- 31 agosto 2013), parroco;
  • Fra Pio Ciampi (1 settembre 2013-31 dicembre 2015);
  • Padre Hiandry Michel O.SS.T. (1 gennaio 2016- 27 dicembre 2018).

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Artigianato[modifica | modifica wikitesto]

Tra le attività più tradizionali vi sono quelle artigianali, che pur non essendo diffuse come nel passato non sono del tutto scomparse, e si distinguono per la lavorazione del legno e del ferro, per la realizzazione di mobili e di altri oggetti. Molto diffuso è il ricamo, come il tombolo o l'uncinetto. [4]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio della città è la A.S.D. Pesche che milita nel girone A molisano di 1ª Categoria. I suoi colori sociali sono il bianco e il rosso.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

In località Fonte Lappone è situato il Dipartimento di Bioscienze e Territorio dell'Università del Molise, sede dei corsi di laurea triennale in Informatica e Scienze Biologiche, nonché i corsi di laurea magistrale in Biologia e Sicurezza dei Sistemi Software.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 marzo 2018.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 483.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28 dicembre 2012.
  4. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 2, Roma, A.C.I., 1985, p. 22.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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