Parturient montes, nascetur ridiculus mus

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

La locuzione latina Parturient montes, nascetur ridiculus mus, tradotta letteralmente, significa: "I monti avranno le doglie del parto, nascerà un ridicolo topo" (Orazio, Ars poetica, verso 139).

Il poeta critica quegli scrittori che promettono mari e monti (opere di grande qualità), e poi non sanno mantenere le promesse fatte. La frase è divenuta proverbiale, e s'usa per dire, in tono sarcastico, anche in italiano: "La montagna ha partorito (o partorirà) un topolino" per indicare che un evento è stato (o finirà con l'essere) di gran lunga inferiore alle attese.

Il verso è spesso citato in forma un po' diversa, con parturiunt (presente) invece di parturient (futuro): "I monti hanno..." Si noti, in ogni caso, che il verbo parturire non significa "partorire" (che sarebbe in latino pàrere), ma, come verbo desiderativo, "aver voglia di partorire", e quindi "avere i dolori del parto".

Orazio allude qui a una favola d'Esopo[1], che sarà poi imitata anche da Fedro[2][3].


Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Favole di Esopo Traduzione dal greco di Giulio Landi (1805), da Wikisource, it.wikisource.org.
  2. ^ Fabulae III, XXII. Mons parturiens.
  3. ^ Favole Traduzione dal latino di Giovanni Grisostomo Trombelli (1797), Libro quarto: XXII - Il Monte Partoriente, da Wikisource, it.wikisource.org.


Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Lingua latina Portale Lingua latina: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di lingua latina