Palazzo di Margherita d'Austria

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Palazzo di Margherita d'Austria
Paleis van Margareta van Oostenrijk
Hof van Margareta.JPG
la corte interna
Ubicazione
Stato Belgio Belgio
Località Mechelen
Indirizzo Kaizerstraat
Informazioni
Condizioni In uso
Costruzione 1517-77
Uso Palazzo di Giustizia - Gerechtshof
Realizzazione
Architetto Rombout II Keldermans
 

Il palazzo di Margherita d'Austria, in Neerlandese paleis van Margareta van Oostenrijk , detto anche palazzo di Savoia, (Hof van Savoye) è un edificio nobiliare della città fiamminga di Mechelen, in Belgio. Rappresenta uno dei migliori esempi in Belgio di Architettura rinascimentale.

Storia e architettura[modifica | modifica sorgente]

la facciata principale

.

Margherita d'Asburgo, figlia dell'Imperatore Massimiliano I, conosciuta anche come Margherita di Savoia, dal suo secondo matrimonio col duca Filiberto II di Savoia, era una delle donne più illuminate e colte del Cinquecento. Nel 1507 venne nominata dal padre governatrice dei Paesi Bassi e vi fu assegnata una casa in Korte Maagdenstraat a Mechelen; le piccole dimensioni furono il motivo della sua ristrutturazione.

Nel 1517 il celebre architetto cittadino Rombout II Keldermans presentò un ambizioso progetto per espandere notevolmente la residenza lungo Kaizerstraat. Il disegno, ispirato ai nuovi canoni dell'architettura del rinascimento che arrivavano dall'Italia, incentrava l'edificio attorno a un cortile arrangiato a giardino e circondato da portici. Keldermans ne iniziò subito i lavori, che proseguirono ininterrotti fino al 1530, anno della morte di Margherita. È uno dei primi edifici eretti in Belgio di stile rinascimentale. Lo storico inglese Eric William Ives descrive che Anna Bolena, in visita alla corte di Margherita, era rimasta così colpita dalla corte interna e l'ala sud del palazzo che le prese a modello per la ricostruzione del palazzo di Whitehall a Londra intorno al 1530[1]


In seguito alla morte di Margherita il palazzo passò al Comune. Nel 1546 l'edificio venne danneggiato da un'esplosione della Zandpoort, la porta delle Polveri. Nel 1561 viene acquistato da Antoine Perrenot de Granvella, primo arcivescovo della città e braccio destro di Filippo II di Spagna. Il nuovo arcivescovo continuò i lavori di ampliamento affidandoli all'architetto francese Guyot de Beauregard, che terminò la costruzione nel 1577.

Nel 1609 l'edificio venne riacquistato dal Comune e destinata già nel 1616 a divenir sede del Grote Raad van Mechelen, "Gran consiglio di Mechelen", autorità giuridica suprema di tutti i Paesi Bassi, a cui restò fino al 1795 , quando venne destituito dall'invasione della Rivoluzione francese.

Il complesso venne ampiamente restaurato tra il 1876 e il 1885 dall'architetto provinciale Leonard Blomme per adattarlo a Palazzo di Giustizia, Gerechtshof, a cui è ancora oggi destinato.

Note e referenze[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ [1] "The Life and Death of Anne Boleyn: 'The Most Happy'", Eric William Ives, ed. Wiley-Blackwell, 2004, pag. 23, ISBN=978-0-631-23479-1

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]