Palazzo Cisterna (Roma)

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Coordinate: 41°53′43.22″N 12°28′08.44″E / 41.895339°N 12.469012°E41.895339; 12.469012

Palazzo Cisterna è un edificio di Roma, situato a Via Giulia, nel rione Regola.

La Storia del Palazzo è da leggersi in maniera strettamente collegata alla figura dell'artista Guglielmo della Porta.

Quando lo scultore è assunto al servizio della decorazione del vicino Palazzo Farnese è certo da alcuni sui scritti che inizia ad acquistare alcuni edifici sulla stessa via per fini speculativi. Nel testamento dello stesso del 1558 si legge:

"Et dixit habere et possedere bona qua secuntur unam domum in qua ad presens inhabitat habentem duos introitus unum in via Iulia et alterum in via Ste Chaterine [ … ] item unam appotecam sitam Rome in conspectu palatii q. Alexandri de Malesis " Storia

Sotto il pontificato di Papa Giulio II della Rovere (1503) venne promosso un piano di modernizzazione delle vecchie strutture organizzative dello Stato della Chiesa, che coinvolse anche l'assetto urbanistico della città di Roma.

In tale contesto, la “via Julia” assunse il ruolo di nuova arteria, destinata a rappresentare la Roma degli affari, a causa della sua vicinanza con la zona dei Banchi, luogo destinato all'attività finanziaria. Palazzo Cisterna, che fu costruito alla metà del cinquecento, su commissione di Guglielmo dalla Porta, sorge appunto lungo questa storica via romana. Il noto scultore visse a Roma anni fondamentali per la sua produzione artistica. Non si sa con certezza quando lo scultore inizi ad acquistare gli edifici su Via Giulia, ma è probabile che ciò avvenga negli ultimi anni del Pontificato di Paolo III, forse dopo il 1556, anno in cui il della Porta ha ancora lo studio in via delle Botteghe Oscure.

Dopo tale data lo scultore elegge Via Giulia come sua residenza. Ad ogni modo è più probabile che lo stesso abbia utilizzato come sua casa il Palazzo al civico 167, l'attuale Palazzo Muccioli, unendola in un secondo momento all'attuale Palazzo Cisterna.

Secondo Warner Gramberg lo schizzo in fig.1 potrebbe essere un progetto autentico del Della Porta per il primo piano ed il pianterreno dell'edificio. Lo schizzo accompagnato dalla scritta "La scala a Banda dritta per la bottega e per commodare la salla " sarebbe secondo, viste le attuali differenze architettoniche, da riferirsi a un progetto non attuato per ristrutturare le case.

Al di la delle ipotesi, l'ampliamento del palazzo con l'annessione della casa vicina (l'attuale Palazzo Cisterna) sarebbe comprovato dal fatto che l'iscrizione, ancor oggi visibile sulla prima e quinta finestra del piano nobile potrebbe leggersi come GUIEILMUS D(della) P(orta) ME(diolanensis) – S(culptor) CI(vis) RO(Manus).

Un altro indizio sarebbe da rintracciarsi in un lettera, con data 24 aprile 1575, con cui Guiglielmo Della Porta invita un amico allora in Spagna a venire a Roma: " …Ho finito la casa nova in strada Iulia con il pogiolo qua sta per suo servirci. Ho comperato quella casa sopra la e S.to Ieronimo, dove farò un bellissimo loco colligato con il restante del casamento… ".

Palazzo Cisterna è ancora oggi fornito di pogiolo al piano nobile, ed è quindi probabile che proprio ad esso si riferisca l'artista.

Il Palazzo viene acquisito agli inizi del 1600 dai Missionari Spagnoli, che lo occupano sino agli inizi del XX secolo. Agli inizi del novecento fu venduto alla famiglia Cisterna, di cui era membro il pittore Eugenio Cisterna, considerato l'ultimo grande pittore accademico di ambiente romano e morto nel 1930. Nella seconda metà del secolo scorso fu in parte acquisito dalla Famiglia Ducci.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Pur mancando delle caratteristiche architettoniche dei palazzi monumentali di via Giulia, Palazzo Cisterna si presenta particolarmente elegante nella sua linearità, soprattutto nella corte quadrata divisa da due arcate centrali a tutto sesto che si replicano sulla parete di fronte all'ingresso a formare un loggiato, oggi chiuso da vetrate. Su uno dei semplici, ma armoniosi architravi delle porte che danno sulla corte, appare l'iscrizione, “Pietrux Alphonsius”, che forse si riferisce all'avignonese Pietro Alfonsi, il quale fondò, a Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, la cappella dedicata ai Santi Pietro e Paolo (1580). Nelle pareti libere della corte sono murati antichi frammenti romani, alcuni dei quali di raffinata fattura. Gli interni del Palazzo presentano alcuni importanti saloni con soffitti a cassonetto dipinti e pareti affrescate a grottesche. Nei seminterrati, anticamente utilizzati come stalle, nei quali insiste anche una cisterna romana, si può rilevare la presenza di fondamenta di edifici preesistenti, alcune delle quali del I e del II secolo DC.

I locali dell'atelier sono stati oggetto di un attento e raffinato restauro sulla base della destinazione di rappresentanza che dette loro nel 1700 la Congregazione dei Missionari Spagnoli, che furono proprietari del palazzo per oltre due secoli. Caratteri Stilistici

Palazzo Cisterna si presenta oggi alterato da vari interventi posteriori sia nella struttura, nelle decorazioni e nella facciata. Il cortile, che originariamente si apriva a destra in un vasto portico rettangolare, è oggi diviso trasversalmente da un corpo di fabbrica impostato su pilastri costruiti successivamente in stile cinquecentesco. A parte queste alterazioni, è possibile affermare che la struttura originaria del palazzo ha avuto tempi successivi di costruzione. Infatti le forme dell'atrio, della scala e del cortile possono risalire tutte alla prima metà del ‘500, al contrario la cifra stilistica del corpo anteriore del palazzo fa pensare che questo sia opera successiva, forse proprio a mano dello scultore Guglielmo Della Porta.

Tra il 1832 e il 1846 la volumetria del Palazzo Cisterna è stata modificata dal proprietario del tempo Giovan Battista Marcucci in modo sostanziale, innalzando un altro piano rispetto ai quattro originali.

Oggi pur mancando delle caratteristiche architettoniche dei palazzi monumentali di via Giulia, Palazzo Cisterna si presenta particolarmente elegante nella sua linearità, soprattutto nella corte quadrata divisa da due arcate centrali a tutto sesto che si replicano sulla parete di fronte all'ingresso a formare un loggiato, oggi chiuso da vetrate. Nelle pareti libere della corte sono murati antichi frammenti romani, alcuni dei quali di raffinata fattura. Gli interni del Palazzo presentano alcuni importanti saloni con soffitti a cassettoni dipinti e pareti affrescate a grottesche. Nei seminterrati, anticamente utilizzati come stalle, nei quali insiste anche una cisterna romana, si può rilevare la presenza di fondamenta di edifici preesistenti, alcune delle quali del I e del II secolo DC. Esposizioni artistiche

Tra aprile e luglio 2014, la Fondazione Ducci ha destinato i locali dell'Atelier di Palazzo Cisterna ad un ciclo di esposizioni di arte contemporanea all'interno della rassegna “ArtInFondazione” .

“ArtInFondazione” è il nome della nuova rassegna d'arte contemporanea, che per la sua prima edizione si presenta con il titolo Contemporaneo Europeo 2000-2010. La Fondazione Ducci fu istituita nel 1999 da Paolo Ducci, in memoria dell'impegno culturale e sociale dei genitori, Francesco Paola e Annamaria Ferraro di Castiglione –napoletani, trasferitisi a Roma negli anni settanta, appassionati viaggiatori, studiosi, mecenati, collezionisti - la fondazione opera attraverso borse di studio, eventi, concerti, convegni, spettacoli, nei campi economico-sociale, scientifico, culturale ed artistico, ma anche in quello della ricerca storico-politica; oltre alla sede romana, nel cinquecentesco palazzo di via Giulia, altre due residenze: il Castello di Goro, nel borgo medievale di Montebenichi, tra il Chianti e il Valdarno, e il riad Jisr Assalam, a Fez, in Marocco.