Obbligazione naturale

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Le obbligazioni naturali, secondo la legge italiana, sono un tipo di obbligazione contemplate dal codice civile italiano del 1942. La categoria deriva dal diritto romano.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Nel diritto romano si parlava di obligationes pure con riguardo a rapporti non sanzionati da actiones (obbligazioni naturali) e che quindi erano rapporti più in punto di fatto che in punto di diritto non essendo coercibile l'adempimento. Di esse si incominciò a parlare in relazione a:

  • i debiti da atto lecito assunti dallo schiavo in favore di persona diversa dal dominus
  • debiti da atto lecito tra alieni iuris e persone che su di esse esercitavano la potestà.
  • le obbligazioni assunte dal pupillo senza l'auctoritas del tutor.
  • i debiti da atto lecito assunti in favore di estranei da parte di filiae familias e donne in manu,

Con questo riconoscimento, si volle tener fede al principio che negava agli alieni iuris la capacità giuridica senza dall'altro lato negare al negozio qualsiasi efficacia. Chi faceva dunque solutio in dipendenza di un'obligatio naturale adempiva un debito e una volta adempiuto non era più comunque possibile chiederne la restituzione (soluti retentio).

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Sono previste dall'art. 2034, sono quelle obbligazioni che trovano la propria fonte nei doveri morali e sociali che, pur non essendo giuridici, quindi non coercibili, non sono indifferenti per l'ordinamento. Sono tradizionalmente definite obbligazioni imperfette: non è possibile infatti agire giudizialmente per ottenere l'esecuzione dell'adempimento che integra tale obbligazione. Esse sono rilevanti per il diritto a partire dal momento dell'esecuzione della prestazione. Una volta eseguita, infatti, la prestazione oggetto dell'obbligazione naturale, il debitore non può ripetere ciò che ha spontaneamente prestato (cosiddetta soluti retentio). L'adempimento dell'obbligazione naturale si atteggia come negozio unilaterale, attributivo di un bene al creditore, senza che il debitore abbia possibilità di ripetere.

Requisiti[modifica | modifica wikitesto]

Affinché una prestazione integri una obbligazione naturale è necessario che il soggetto adempiente, o debitore, sia capace di intendere e di volere e che la prestazione sia di carattere spontaneo. In dottrina il pagamento spontaneo del debito prescritto è stato interpretato come adempimento di obbligazione naturale e in quanto tale non ripetibile.

I debiti di gioco[modifica | modifica wikitesto]

Il debito di gioco è un classico esempio di obbligazione naturale. Il gioco d'azzardo nel nostro ordinamento giuridico è infatti illecito e proibito. Logica conseguenza sarebbe, nel diritto civile, la nullità del contratto di gioco o scommesse (ai sensi dell'art. 1418 c.c. infatti il contratto è nullo quando contrario a norme imperative) e che quindi la relativa obbligazione di pagare i debiti di gioco sia nulla con la inevitabile conseguenza di prevedere, a favore del debitore, la possibilità di riavere indietro quanto pagato (cd. azione di ripetizione di indebito, ex art. 2033 c.c.). Tuttavia, proprio perché si tratta di obbligazioni naturali vengono in considerazione altre norme, gli artt. 1933 e 2034 c.c., che vietano la ripetizione di quanto pagato in esecuzione a un'obbligazione naturale, come appunto il debito di gioco.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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