Nel bosco

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Nel bosco
Titolo originale藪の中 (Yabu no Naka?)
AutoreRyūnosuke Akutagawa
1ª ed. originale1922
Genereracconto
Lingua originale giapponese
ProtagonistiBoscaiolo, prete buddista, prigioniero, signora anziana, Tajomaru, Masago, Takehiro

Nel bosco è un racconto dello scrittore Ryūnosuke Akutagawa, pubblicato nella rivista Shinchō nel gennaio 1922.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

La storia si apre con il resoconto del ritrovamento, da parte di un boscaiolo, di un cadavere in mezzo al bosco: l'uomo è morto a causa di un colpo di spada al petto, e le foglie calpestate sparse intorno al corpo suggeriscono una lotta violenta, senza ulteriori indizi su ciò che è realmente accaduto. Vengono rinvenuti solo un pezzo di corda e un pettine.

La successiva testimonianza viene deposta da un prete buddista: dice di aver incontrato l'uomo, accompagnato da una donna a cavallo, durante il mezzogiorno del giorno precedente all'omicidio. L'uomo portava con sé una spada, un arco e una faretra nera. Tutti questi dettagli non erano presenti quando il boscaiolo ha scoperto il corpo dell'uomo.

La prossima persona chiamata a testimoniare è un homen (un prigioniero rilasciato che collabora con la polizia): ha catturato un criminale di nome Tajomaru, il quale è rimasto ferito in seguito ad una caduta da cavallo, e che portava con sé un arco e una faretra nera, non facenti parte del suo solito arsenale. Questo sembrerebbe dimostrare che Tajomaru è l'autore dell'omicidio; però, Tajomaru non aveva la spada appartenuta al morto.

La successiva dichiarazione è quella di una signora anziana, che si identifica come la madre della ragazza scomparsa. Sua figlia è una bella e volitiva diciannovenne di nome Masago, sposata con il samurai ventiseienne Takehiro, il morto. Ella afferma che l'unico uomo con cui sua figlia sia mai stata è Takehiro, ed implora la polizia di trovare la figlia.

Tajomaru confessa: dice di aver incontrato la coppia sulla strada verso il bosco; rimasto colpito dalla bellezza della ragazza, decise di possederla. Per poterlo fare senza complicazioni, separò la coppia attirando Takehiro nel bosco, con la promessa di trovarvi un tesoro sepolto; in seguito riempì la bocca dell'uomo con delle foglie di bambù, legandolo ad un cipresso ed andando a prendere Masago. Quando Masago vide il marito legato all'albero, cercò di accoltellare Tajomaru con un pugnale, fallendo e venendo posseduta. Tajomaru afferma che non avrebbe voluto uccidere Takehiro: Masago lo pregò di uccidere o il marito o se stesso, poiché non poteva vivere col pensiero di due uomini a conoscenza del suo disonore. Tajomaru e Takehiro duellarono a colpi di spada, e durante questo confronto Masago fuggì. Tajomaru sconfisse l'uomo, appropriandosi della spada, dell'arco e della faretra nera, così come del cavallo della donna. Inoltre, dice di aver venduto la spada prima di essere catturato dall'homen.

La penultima deposizione è quella di Masago[1]: Tajomaru fuggì dopo averla stuprata, mentre suo marito, ancora legato all'albero, la guardò con gelido disprezzo. Si vergognò di essere stata violentata e desiderò la morte, pregando Takehiro di morire insieme. Lui parve accettare, dunque Masago lo pugnalò al petto. Dopo essersi rifugiata nel bosco, tentò più volte il suicidio, inutilmente.

Infine, a parlare è il fantasma di Takehiro, tramite una medium: dopo lo stupro, Tajomaru chiese a Masago di lasciare il marito per diventare sua moglie. La ragazza, sedotta dal brigante, accettò la proposta, chiedendogli però di uccidere il marito. Tajomaru si infuriò e la gettò a terra, chiedendo a Takehiro se dovesse uccidere quella disonorevole donna. Sentendo queste parole, Masago fuggì nel bosco. A questo punto, Tajomaru liberò Takehiro, per poi allontanarsi. Takehiro si suicidò con il pugnale. Poco prima di morire, egli percepì qualcuno strisciare verso di lui ed estrargli il pugnale dal petto. Anche in quel momento, è evidente la rabbia provata nei confronti della moglie.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Contrariamente a quanto alcune versioni in lingua straniera possono implicare, Masago non confessa alla polizia. Questo è evidente nella versione giapponese del testo. Il titolo di questa sezione è: 「清水寺に来れる女の懺悔」 (Kiyomizu-dera ni kitareru onna no zange, traducibile come La confessione della donna visitatrice al Tempio Kiyomizudera). La parola 懺悔 (zange) viene spesso tradotta come confessione, ma ha anche pesanti connotazioni religiose, simili a pentimento o penitenza. Anche se può significare confessare ad altre persone, significa quasi sempre confessare a Buddha/Dio. Ciò contrasta con la confessione di Tajomaru alla polizia, denominata 白状 (hakujō) nel testo.
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