Native

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Native
ArtistaOneRepublic
Tipo albumStudio
Pubblicazione22 marzo 2013
(vedi date di pubblicazione)
Durata50:16
Dischi1
Tracce13
GenerePop rock
Pop
EtichettaMosley Music Group, Interscope Records
ProduttoreRyan Tedder
Registrazione2012-2013
Certificazioni
Dischi d'oroMessico Messico
(vendite: 35 000+)

Brasile Brasile
(vendite: 20 000+)
Germania Germania
(vendite: 100 000+)

Italia Italia[1]
(vendite: 25 000+)
Dischi di platinoAustralia Australia
(vendite: 70 000+)

Austria Austria
(vendite: 15 000+)
Canada Canada
(vendite: 80 000+)
Polonia Polonia
(vendite: 60 000+)
Svezia Svezia
(vendite: 40 000+)
Svizzera Svizzera
(vendite: 30 000+)
Regno Unito Regno Unito
(vendite: 300 000+)

Stati Uniti Stati Uniti[2]
(vendite: 1 100 000+)
OneRepublic - cronologia
Album precedente
(2009)
Album successivo
(2016)
Singoli
  1. Feel Again
    Pubblicato: 27 agosto 2012
  2. If I Lose Myself
    Pubblicato: 8 gennaio 2013
  3. Counting Stars
    Pubblicato: 14 giugno 2013
  4. Something I Need
    Pubblicato: 25 agosto 2013
  5. Love Runs Out
    Pubblicato: 14 aprile 2014
  6. I Lived
    Pubblicato: 23 settembre 2014

Native. Terzo album in studio del gruppo musicale statunitense OneRepublic, pubblicato il 22 marzo 2013, mentre il 14 aprile 2014 è stata pubblicata una riedizione negli Stati Uniti e in Canada, mentre in Europa è uscita in il 3 giugno 2014.

Singoli[modifica | modifica wikitesto]

Il primo singolo inizalmente pubblicato ed estratto dall'album il 27 agosto 2017 fu Feel Again. Una parte del ricavato delle vendite del singolo venne devoluto all'organizzazione indipendente Save the Children, campagna a sostegno della formazione frontline di operatori sanitari di tutto il mondo. Il singolo raggiunge la 36ª posizione nella Billboard Hot 100 e la 59ª posizione nella Canadian Hot 100. In seguito fu pubblicato, If I Lose Myself, esattamente l'8 gennaio 2013, del quale il 2 aprile 2013 fu pubblicata una nuova versione remix, in collaborazione con il DJ Alesso. Il 14 giugno 2013 venne pubblicato un altro singolo estratto dall'album, Counting Stars. Il quarto singolo, Somthing I Need venne pubblicato Il 25 agosto 2013, seguito il 14 aprile 2014 dal quinto singolo, Love Runs Out insieme con una riedizione dell'album negli Stati Uniti. Il 23 settembre 2014 il gruppo pubblica come ultimo e sesto singolo complessivo I Lived.

Singoli Promozionali[modifica | modifica wikitesto]

Il 19 febbraio 2013 su iTunes venne pubblicato il singolo promozionale, What You Wanted. Il 17 febbraio 2014 venne rilasciato sul canale You Tube il singolo, Burning Bridges, salendo fino alla 96ª posizione in Germania.

Critica[modifica | modifica wikitesto]

L'album Native ricevette recensioni sostanzialmete positive dalla maggior parte dei critici musicali; su Metacritic l'album ha totalizzato un punteggio di 65/100 basato su sette recensioni. Matt Collar, recensista di AllMusic ha detto sull'album: "Come fanno a spiccare in un mare di artisti che fanno musica simile alla loro, in primis perché il loro autore Ryan Tedder, ha largamente definito gran parte della moderna musica pop?". Continuando, Collar ha sottolineato che "In molti modi, gli OneRepublic sono una camera di compensazione per le sensibilità pop attuali, e Native non fa eccezione" e che "Ultimamente, tutto questo potrebbe sembrare un attacco agli OneRepublic in quanto opportunisti de pop, se le musiche non fossero così dannatamente orecchiabili." A Entertainment Weekly, Adam Markovitz ha segnalato che l'album "è un pop-rock chimicamente puro: insapore, trasparente - e sufficientemente potente da sciogliere la vostra resistenza come l'acido di una batteria", e ha detto che l'album contiene "cori evangelici, altissimi, che fanno venire i brividi, come in Feel Again e If I Lose Myself."

Jody Rosen, recensista di Rolling Stone ritiene che "Native sia orecchiabile e prevedibile: grandi melodie, testi ispiranti, una produzione che sta fra il pop, il rock e il dance", ma ha criticato Tedder, chiamandolo "un selvaggio delle canzoni, un cantante noioso e senza carattere". Elliah Heifetz di musicOMH ha riferito che "Piuttosto spesso, comunque, Native brilla", che denota il fatto che "non c'è domanda che l'uomo non possa scrivere", ma ha al contempo criticato Tedder, dicendo che "è una sfortuna che Tedder sembri aver dimenticato come si scrive per la sua band. E questo, ultimamente, è quello che impedisce a Native di diventare un grande album degli OneRepublic, e un grande album di Ryan Tedder." Amy Sciarretto di PopCrush ha alluso a come "Native presenti note speranzose e riflessive, così come musiche melanconiche. Anche quando le cose non vanno per il meglio, si può ancora ballare al suo ritmo." Matt Crane di Hellhound Music ha trovato l'album "pieno di esplorazione musicale, di temi densi, di profondità emozionale, e di varietà d'esecuzione strumentale."

Elysa Gardner di USA Today ha riferito come "Ryan Tedder né sorprende, né delude, offrendo un pop solido, atmosferico". Emily Tan di Idolator ha detto che "Native è la dimostrazione di come gli OneRepublic siano cresciuti come band riuscendo al contempo a rimanere fermi alle loro origini musicali." Nel Knoxville News Sentinel, Chuck Campbell ha asserito che con Tedder lui "si attacca felicemente alle sue pistole, sparando colpi su colpi, incessantemente, finché non vince la battaglia con gli irresistibili ritornelli e con l'attitudine perlopiù ottimistica", che "in Native contiene qualche banalità per nulla dispiaciuta, partendo dai vasti ritornelli fino ai ritmi in upbeat, passando per le pittoresche tastiere", e che l'album non è "ingenuamente affettuoso". In più, Campbell ha evidenziato che, pur rispettando l'album, "la manipolazione del suono è trasparente: più spudorati sono gli OneRepublic con i ritornelli e meglio è, e in più suoni più estroversi sono molto più efficaci di arrangiamenti sottili", critica che lo ha portato a concludere che "se pure è musica dance, è musica dance intelligente." Tony Cummings di Cross Rhythms ha asserito che "con testi così passionali e il virtuosismo nella produzione multi-livello di Tedder, l'effetto complessivo è un pop rock dai più alti standard."

Haley Black di Highlight Magazine ha detto che "Native non fa eccezione e la band continua a produrre musiche accattivanti che attraggono un vasto numero di ascoltatori", anche se la stessa Black ha fatto presente che "la voce di Tedder è in qualche modo soffocata e gli strumenti che dovrebbero essere dominanti sono diluiti dai sintetizzatori. Se molte delle canzoni fossero state più essenziali, questo album avrebbe superato ogni aspettativa." John Pareles del New York Times ha dato recensioni positive dell'album, elogiando l'album: "L'abilità artistica è scrupolosa e impressionante: un livello dopo l'altro delle scintillanti tastiere, delle chitarre riverberanti e del controcanto quasi corale (anche se Mr. Tedder usa un po' troppo l'Auto-Tune). Ma queste produzioni simili ad un pezzo di cristallo sono un'orgogliosa vetrina per testi unti, talvolta stranamente morbidi." Al Daily Star, John Earls ha affermato che "Ryan Tedder canta più magnificamente che mai, e che non può far altro che scrivere armonie agili, piene d'anima" che "perfino per i propri standard, la band confeziona e serve pulite, pronte per essere messe in radio."

Successo commerciale[modifica | modifica wikitesto]

Native ha esordito alla 4ª posizione della Billboard 200, essendo il primo album degli OneRepublic che ha raggiunto la top 10 statunitense. Nella prima settimana ha venduto 60.000 copie, il miglior andamento commerciale per la band dal 2007, quando Dreaming Out Loud, l'album di esordio, vendette 75.000 copie nella sua prima settimana. Il disco ha venduto oltre quattro milioni e mezzo di copie nel mondo.

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

  1. Counting Stars - 4:17
  2. Love Runs Out - 3:44
  3. If I Lose Myself - 4:01
  4. Feel Again - 3:05
  5. What You Wanted - 4:01
  6. I Lived - 3:54
  7. Light It Up - 4:10
  8. Can't Stop - 4:09
  9. Au Revoir - 4:50
  10. Burning Bridges - 4:17
  11. Something I Need - 4:01
  12. Preacher - 4:08
  13. Don't Look Down - 1:39
Tracce bonus nella Deluxe Edition
  1. Something's Gotta Give - 4:51
  2. Life in Color - 3:22
  3. If I Lose Myself (Acoustic) - 3:50
  4. What You Wanted (Acoustic) - 3:23
  5. Burning Bridges (Acoustic) - 4:35
Traccia bonus nella riedizione britannica e nordamericana
  1. If I Lose Myself (Alesso Vs. OneRepublic) - 3:35

Classifiche[modifica | modifica wikitesto]

Classifica (2013-2014) Posizione
massima
Australia 8
Austria 5
Belgio (Fiandre) 39
Belgio (Vallonia) 65
Canada 12
Corea del Sud 80
Francia 52
Germania 4
Grecia 47
Irlanda 12
Italia 31
Norvegia 22
Nuova Zelanda 12
Olanda 24
Polonia 26
Scozia 32
Spagna 34
Svizzera 4
Svezia 16
Regno Unito 9
Repubblica Ceca 48
Stati Uniti[3] 4
Mondo 10

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Altri musicisti[modifica | modifica wikitesto]

  • Brian Willett – percussioni, sintetizzatore, tastiera, xilofono, cori
  • HarpEri – arpa
  • David McGlohon – cori
  • Bobbie Gordon – cori
  • Billy Kraven – cori
  • Trever Hoehne – cori
  • The Beauregards – cori
  • Benjamin Levin – cori
  • Chris Sclafani – cori
  • Danielle Edinburgh Wilson – cori
  • Jermon Wilson – cori
  • Margaret-Anne Davis – cori
  • Scott Yarmovsky – cori
  • Toni Skidmore – cori
  • Brian Willett – tastiera
  • Tyler Sam Johnson – tastiera
  • Jeff Bhasker – piano
  • Aaron Anderson – steel guitar

Date di pubblicazione[modifica | modifica wikitesto]

Paese Data Etichetta
Austria 22 marzo 2013 Interscope Records
Germania
Olanda
Indonesia
Irlanda
Norvegia
Slovenia
Svizzera
Grecia 25 marzo 2013
Hong Kong
Italia
Regno Unito
Russia
Spagna
Canada 26 marzo 2013
Stati Uniti
Giappone 27 marzo 2013
Australia 26 aprile 2013
Stati Uniti 14 aprile 2014
Europa 3 giugno 2014

Note[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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