Misure cautelari

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La giustizia

Procedura di applicazione
Misure pre-cautelari e cautelari

Misure pre-cautelari: Arresto in flagranza,
Fermo di indiziato di delitto
entro 48h dall'arresto o fermo

Udienza di convalida (GIP)

  • Applicazione di una misura cautelare coercitiva
  • Ordinanza di liberazione immediata
Misure cautelari: interdittive, coercitive
su richiesta PM

Ordinanza del GIP
Accoglie o Respinge la richiesta

entro 5 giorni (per misure custodiali) o entro 10 giorni

Interrogatorio di garanzia (GIP)
La misura cautelare viene Revocata,
Sostituita o Confermata

Impugnazione

Le misure cautelari sono misure di vario tipo e di diversa gravità che possono essere disposte prima di un procedimento o durante lo stesso.

Ci sono provvedimenti aventi questa natura sia nel Diritto processuale civile sia nel Diritto processuale penale. Inoltre anche il processo amministrativo conosce istituti cautelari.

In complesso esse apprestano la tutela cautelare.

Diritto processuale civile[modifica | modifica sorgente]

Nel diritto processuale civile le misure cautelari sono dei provvedimenti ottenuti con la proposizione di una azione cautelare rivolti a evitare in via provvisoria prima del processo o durante il tempo necessario perché questo si svolga, vengano irrimediabilmente pregiudicate le condizioni o i beni occorrenti per il fruttuoso esercizio di una azione di cognizione o un'azione esecutiva. I provvedimenti cautelari sono disciplinati agli artt. 669-bis - 669-quaterdecies del c.p.c. Sono considerati "sommari" perché si compongono in una struttura bifasica dove nella prima fase il giudice cautelare (individuato nel Tribunale Monocratico che sarebbe competente per il merito) accoglie (art. 669-octies) o rigetta (art. 669-septies) la richiesta di autorizzazione della misura cautelare con ordinanza e sulla base della sussistenza o meno dei due requisiti propri del ricorso cautelare (il periculum in mora e il fumus boni iuris); mentre nella seconda fase si instaura il giudizio a cognizione piena che integra il principio del contraddittorio e il principio dispositivo a tutela della difesa delle parti. Il giudizio cautelare instaurato a seguito dell'esercizio è strumentalmente collegato a quello di merito: esso si conclude con una ordinanza di carattere provvisorio, proprio perché la tutela cautelare è volta a porre rimedio ai rischi che derivano dalla durata del processo. Nel caso in cui il giudice, durante la prima fase, decida di emettere il provvedimento inaudita altera parte e solo nel caso in cui la comparizione della controparte possa pregiudicare seriamente l'attuazione del provvedimento, il giudice provvede con decreto motivato, fissando l'udienza di comparizione entro un termine perentorio di 15 giorni nonché fissando alla parte che ne ha fatto richiesta un termine perentorio di 8 giorni per la notificazione del decreto e del ricorso. In questo caso il contraddittorio si intende "differito" a udienza successiva, altrimenti il giudice, sentite le parti e omessa ogni formalità non necessaria del contraddittorio, dichiara con ordinanza il provvedimento cautelare. In caso di rigetto o di ordinanza con la quale il giudice si dichiara incompetente, il procedimento perde efficacia ma non pregiudica la riproposizione della domanda qualora si provino mutamenti delle circostanze o vi siano nuove ragioni di fatto o in diritto. Se il giudice emette ordinanza di accoglimento della misura cautelare (tranne che si tratti di provvedimenti d'urgenza o col carattere dell'anticipatorietà ex art. 700 c.p.c.) qualora sia emessa ante causam, fissa con termine perentorio che il procedimento sia instaurato entro 60 giorni davanti al giudice competente per il merito. Entrambi i giudici possono modificare o revocare il provvedimento, a richiesta di parte e solo sulla base di mutamenti delle circostanze e allegazione di fatti anteriori ma non conosciuti prima dell'instaurazione del giudizio sommario. L'attuazione della misura cautelare si svolge ai sensi dell'art. 491 se ha come oggetto una somma di denaro davanti al giudice dell'esecuzione. Se invece riguarda consegna o rilascio di cose determinate o di una quantità determinata di cose fungibili o riguarda obblighi di fare o di non fare, queste misure vengono prese direttamente dal giudice cautelare il quale può provvedere nel senso che ritiene più opportuno. Contro l'ordinanza o il decreto che accoglie o rigetta il provvedimento cautelare non è più ammessa opposizione bensì reclamo ex art. 669-terdecies entro il termine perentorio di 15 giorni che decorrono dalla notificazione o comunicazione del provvedimento che si vuole reclamare. La competenza in sede di reclamo è attribuita al Tribunale in composizione collegiale o alla Corte d'Appello se la misura è stata richiesta in secondo grado. il reclamo non sospende l'esecuzione dell'ordinanza tranne che se si prova che questo possa pregiudicare il soggetto passivo con grave e irreparabile danno.

Diritto amministrativo[modifica | modifica sorgente]

Il ricorrente può richiedere al giudice amministrativo di porre in essere tutti i provvedimenti che riterrà opportuni per la tutela della pretesa, secondo la fondatezza del fumus boni iuris e del periculum in mora, fra cui anche i provvedimenti cautelari innominati ex art. 700 c.p.c. (art. 21 c. 8 L. TAR)

Diritto processuale penale[modifica | modifica sorgente]

Le misure cautelari (artt. 272-325 c.p.p. Legge 8 agosto 1995 n. 332) sono misure di vario tipo e genere adottate dalla autorità giudiziaria, sia nel corso delle indagini preliminari sia nella fase processuale che hanno effetti limitativi della libertà personale o della disponibilità di beni al fine di evitare che il tempo, più o meno lungo, necessario alla conclusione del processo comprometta l'esplicazione della attività giudiziaria penale, pregiudicandone lo svolgimento e il risultato.

Le misure cautelari si suddividono in:

Bibliografia diritto processuale civile[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia diritto amministrativo[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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