Maleppeggio

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Il maleppeggio è un attrezzo edile. Si presenta come un piccolo piccone in acciaio forgiato e stampato, di circa 25 centimetri in lunghezza e di 400/500 grammi di peso. È detto erroneamente anche "malepeggio".

È costituito da due parti: il manico, tradizionalmente di legno di frassino, e la massa lavorante di lega d'acciaio. Le sezioni terminali di quest'ultima sono sagomate a punta di scalpello, con lame ortogonali tra di loro. Una è parallela al manico e serve principalmente per tagliare o scheggiare. L'altra è perpendicolare al manico e può essere usata anche come una zappa per scavare e asportare materiale. Attualmente si è diffuso il manico di materiale plastico ma quello di legno è più comune.

Il maleppeggio è particolarmente adatto sia per sagomare pietre di tufo o mattoni da utilizzare nella costruzione di muri, sia per eseguire piccole demolizioni come, ad esempio, rimuovere l'intonaco o scavare nicchie e alloggiamenti.

Il nome, molto probabilmente, deriva dalla locuzione laziale "alla mala peggio", con il significato di "alla meno peggio". In effetti, l'attrezzo è più adatto a lavori di sgrossatura che di finitura[1]. Tuttavia, la tradizione popolare collega questo strano nome al fatto che, se si usa l'attrezzo come corpo contundente, una sua punta fa male e l'altra fa peggio.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Maleppeggio, in Grande Dizionario di Italiano, Garzanti Linguistica.
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