Ljusik Artem'evna Lisinova

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Ljusik Artem'evna Lisinova, vero cognome Lisinjan (in russo: Люсик Артемьевна Лисинова, Лисинян?; Tiflis, 1897Mosca, 13 novembre 1917, 1º novembre del calendario giuliano), è stata una rivoluzionaria russa di etnia armena.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nata a Tiflis nella famiglia di un commerciante, studiò al ginnasio, dove partecipò a gruppi di studio nei quali circolava letteratura illegale e iniziò a dedicarsi all'attività rivoluzionaria. Iscrittasi all'Istituto di economia di Mosca, nel 1916 entrò a far parte del partito bolscevico e organizzò circoli propagandistici in numerose fabbriche. Dopo la rivoluzione di febbraio fu tra i principali organizzatori dell'Unione della gioventù operaia e fu eletta segretaria del Comitato militare rivoluzionario dello Zamoskvoreč'e, dove operò come spia e come staffetta con il quartier generale. Partecipò attivamente agli scontri per l'affermazione del potere sovietico a Mosca subito dopo la rivoluzione d'ottobre e fu uccisa il 1º novembre in via Ostoženka.[1]

Sepolta nella necropoli delle mura del Cremlino, le sono state intitolate quattro strade di Mosca, ulica Ljusinovskaja nel 1922 e tre vicoli nel 1952.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Abramov, pp. 67-68.
  2. ^ Abramov, p. 68.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (RU) Aleksej Abramov, U Kremlëvskoj steny [Presso le mura del Cremlino], 2ª ed., Mosca, Izdatel'stvo političeskoj literatury, 1978.