Libera Chiesa in libero Stato

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Con la frase Libera Chiesa in libero Stato si definisce la concezione separatista in tema di rapporti tra Chiesa e Stato.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Utilizzata per la prima volta dal francese Charles de Montalembert a cui piacque tanto la frase in latino (Ecclesia libera in libera patria) che ancora oggi è possibile ammirare incisa all'interno del suo castello di La-Roche-en-Brenil. Nell'Ottocento, il pastore calvinista francese Alexandre Vinet proclamò il principio libera Chiesa in libero Stato.

L'espressione venne poi ripresa in Italia da Cavour ed utilizzata in occasione del suo primo intervento al parlamento, fatto dopo la proclamazione del Regno d'Italia, il 17 marzo 1861, che portò alla proclamazione di Roma come capitale del regno[1]. Secondo il suo pensiero il Papa doveva dedicarsi unicamente al potere spirituale dimenticandosi il potere temporale sui suoi possedimenti; ciò avrebbe permesso la convivenza fra Stato e Chiesa.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Proclamazione formale, in quanto Roma fino al 1870 rimase nelle mani del pontefice

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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