Legge dei volumi di combinazione

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La legge dei volumi di combinazione, o legge dei volumi di combinazione di Gay-Lussac, formulata da Joseph Louis Gay-Lussac nel 1808,[1] afferma che quando due sostanze gassose reagiscono mantenendo temperatura e pressione costante, i volumi dei gas reagenti stanno tra loro secondo rapporti (detti rapporti di combinazione) espressi da numeri interi e piccoli.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Gay-Lussac ha cominciato a elaborare la sua teoria simulando che il volume di un gas fosse un cubetto e due blocchi equivalessero a due cubetti. Lui non conosceva ancora il concetto di molecola e le somme che lui faceva non corrispondevano sempre alla realtà, infatti riusciva a dimostrare la sua teoria solamente in alcuni casi e non riusciva a spiegarselo. Allora un suo contemporaneo, Amedeo Avogadro, scopre e divulga l'esistenza della molecola, inoltre espone la sua teoria secondo la quale "Volumi uguali di gas diversi, nelle stesse condizioni di temperatura e pressione, contengono lo stesso numero di molecole". Grazie a questa intuizione dell'italiano, Gay-Lussac capisce che i volumi dei gas si combinano secondo un rapporto dato da numeri costanti piccoli e interi, anche basandosi sulla legge di Proust e sulla legge di conservazione della massa.

Esempi[modifica | modifica sorgente]

  • Facendo reagire (a temperatura e pressione costante) un litro di idrogeno gassoso (H2) e un litro di cloro gassoso (Cl2) si ottengono due litri di acido cloridrico gassoso (HCl); in questo caso i volumi dei reagenti stanno in rapporto 1:1.
  • Facendo reagire (a temperatura e pressione costante) due litri di idrogeno gassoso (H2) e un litro di ossigeno gassoso (O2) si ottengono due litri di acqua allo stato gassoso (H2O); in questo caso i volumi dei reagenti stanno in rapporto 2:1.
  • Facendo reagire (a temperatura e pressione costante) tre litri di idrogeno gassoso (H2) e un litro di azoto gassoso (N2) si ottengono due litri di ammoniaca allo stato gassoso (NH3); in questo caso i volumi dei reagenti stanno in rapporto 3:1.

In tutti i casi precedenti si può notare che sia il numero di litri di reagenti sia il numero di litri di prodotti stanno tra loro secondo rapporti di numeri interi; i rapporti ottenuti non variano al variare del numero di litri ottenuti. Ad esempio, per ottenere 0,3 litri di HCl bisogna fare reagire (a temperatura e pressione costante) 0,15 di idrogeno gassoso (H2) e 0,15 litri di cloro gassoso (Cl2), ma i volumi dei reagenti stanno sempre in rapporto 1:1.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Enrico Campolmi, Leggi, modelli e teorie.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]