Legge 16 gennaio 2003, n. 3

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La legge 16 gennaio 2003 n. 3 (detta anche legge Sirchia dal nome del suo promotore Girolamo Sirchia) è una legge vigente nella Repubblica Italiana.

Contenuto[modifica | modifica wikitesto]

La norma è un insieme di disposizioni relativi a vari argomenti, tra le sue disposizioni si possono ricordare:

Norme in materia di antifumo[modifica | modifica wikitesto]

La legge Sirchia prescrive tutta una serie di norme specifiche per le sale fumatori: devono essere ventilate separatamente, con specifici valori circa il tasso di ricambio dell'aria; la pressione atmosferica in tali sale deve essere costantemente più bassa di quella delle sale adiacenti; devono essere munite di porte a chiusura automatica. Al momento solo l'1% dei locali pubblici ha introdotto una sala fumatori a causa degli elevati costi degli adeguamenti[senza fonte].

La norma all'art. 51 al comma 1 prevede il divieto di fumo:[1]

«1. E' vietato fumare nei locali chiusi, ad eccezione di:

  • a) quelli privati non aperti ad utenti o al pubblico;
  • b) quelli riservati ai fumatori e come tali contrassegnati.»

La norma obbliga anche esercizi pubblici e i luoghi di lavoro di dotarsi di impianti per la ventilazione ed il ricambio di aria regolarmente funzionanti.

In seguito a una sentenza del TAR del Lazio del 1º agosto 2005, confermata dal Consiglio di Stato il 7 ottobre 2009, non sono più previste sanzioni per il gestore che non segnala alla forza pubblica gli avventori in contravvenzione.

Disposizioni la l'innovazione tecnologica[modifica | modifica wikitesto]

La legge dispose l'emanazione a mezzo di regolamento, da adottare ai sensi della legge 23 agosto 1988, n. 400, per introdurre norme volte al perseguimento dell'innovazione informatica e tecnologica, tra i quali ad esempio per la diffusione della carta nazionale dei servizi, estensione dell'uso della posta elettronica nell'ambito delle pubbliche amministrazioni, per consentire il diritto di accesso e di reclamo in via telematica da parte nei confronti delle pubbliche amministrazioni italiane.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ L. 3/2003, su www.camera.it. URL consultato l'8 novembre 2019.
  2. ^ Art. 27 comma 8 lett. da a) ad i) della legge 16 gennaio 2003, n. 3, su edizionieuropee.it.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]