La torre di Babele

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La torre di Babele
ArtistaEdoardo Bennato
Tipo albumStudio
Pubblicazione1976
Durata41:06
Dischi1
Tracce10
GenereRock
EtichettaRicordi SMRL 6190
Edoardo Bennato - cronologia
Album successivo
(1977)

La torre di Babele è il quarto album in studio di Edoardo Bennato.

Il disco[modifica | modifica wikitesto]

Sia i testi che le musiche sono di Edoardo Bennato (tranne "Venderò", il cui testo è del fratello Eugenio Bennato), così come gli arrangiamenti; la scrittura e direzione dell'orchestra d'archi è invece opera del maestro Antonio Sinagra.
Le registrazioni ed il mixaggio sono stati effettuati negli studi Ricordi di Milano (tranne "Cantautore", registrata dal vivo dal terzo fratello Bennato, Giorgio); i tecnici del suono sono Walter Patergnani, Mario Carulli, e Carlo Martenet, mentre il tecnico del mixaggio è Gaetano Ria.
Da segnalare, tra i musicisti che suonano nell'album, il batterista dei Libra David Walter e quello dei Maxophone Sandro Lorenzetti.
La copertina, opera dello stesso Bennato, rappresenta l'evoluzione tecnologica dell'uomo attraverso lo sviluppo delle armi, strumento utilizzato costantemente nei secoli per farsi strada e conquistare la terra e lo spazio tutto: cento figurine di guerrieri e soldati sono schierate in un'ideale Torre di Babele cronologica (in basso a sinistra l'uomo primitivo con l'ascia, sulla sommità un missile), sviluppando così il tema della title track.
Disco di successo grazie alla canzone trainante "Cantautore", ironica sbeffeggiatura del culto della personalità dei musicisti impegnati, La torre di Babele si presenta come una raccolta di pezzi a tinte scure, quasi grotteschi, proseguendo la poetica surreale del precedente LP Io che non sono l'imperatore.
I testi spaziano dalla crisi della Berlino del muro, spaccata tra due regimi speculari ("Franz è il mio nome", dedicata ad un moderno omino di burro germanico, che in qualche modo anticipa il disco successivo Burattino senza fili, vedi anche i versi «come Pinocchio non crederai ai tuoi occhi / quando vedrai il Paese dei Balocchi»), ad allusioni non tanto velate sulla connivenza fra dittature sudamericane e governi democratici occidentali ("Fandango"), attacchi al perbenismo ("Quante brave persone") e quadretti di delirio metropolitano "rionale" ("Ma chi è?", dove le lamentele del vicino per qualche disturbatore sono un pretesto per i virtuosismi alle percussioni di Tony Esposito).
Lavoro ancora sperimentale, ma che mette maggiormente a fuoco il discorso che più avanti, con Burattino senza fili, troverà una perfetta sintesi.

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

LATO A

  1. La torre di Babele - 3:53
  2. Venderò - 4:04
  3. EAA - 3:18
  4. Franz è il mio nome - 6:07
  5. Ma chi è? - 2:55

LATO B

  1. Viva la guerra - 4:52
  2. Cantautore (dal vivo) - 5:26
  3. Quante brave persone - 4:39
  4. Fandango - 3:39
  5. Cantautore "ma non è giusto" - 1:51

Musicisti[modifica | modifica wikitesto]

Cover[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2009 Luca Carboni ha realizzato una cover di Venderò nel suo album Musiche ribelli.

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