L'abete

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L'abete
Titolo originale Grantræet
Vilhelm Pedersen, 8Z, ubt.jpeg
Illustrazione di Vilhelm Pedersen
Autore Hans Christian Andersen
1ª ed. originale 1844
Genere fiaba
Lingua originale danese

L'abete (Grantræet) è una fiaba dello scrittore e poeta danese Hans Christian Andersen, pubblicata per la prima volta nel 1844. Viene raccontata la storia di un albero d'abete sempre proteso alle cose del futuro e costantemente ansioso di crescere, che perciò non riesce mai ad apprezzare le piccole cose che capitano nel presente.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

La vicenda narra della vita di un piccolo abete e dei suoi desideri. Nel folto del bosco si trova un piccolo abete, ed essendo uno degli alberelli più minuti fra quelli vicini a lui, suo più gran desiderio è quello di essere finalmente grande come gli altri; crede fermamente che soltanto allora la sua vita sarebbe davvero incominciata. Se solo fosse più grande gli uccelli costruirebbero nidi tra i suoi rami!

Egli si preoccupa di riuscir a crescere il prima possibile, ed è pertanto completamente in imbarazzo quando capita che una lepre salti su di lui, un atto che sottolinea e dimostra senza dubbio quanto ancora sia piccolo. Anche i bambini hanno imparato a chiamarlo "il piccolo della foresta" ed egli si sente ogni volta più imbarazzato e frustrato.

Una cicogna proveniente dall'Egitto gli fa notare i vecchi e possenti alberi abbattuti per esser utilizzati nella costruzione degli scafi delle navi, ed il piccolo abete li invidia tanto. Giunta la stagione l'autunnale gli alberi che si trovano a vivere vicino a lui vengono abbattuti e i passeri raccontano al piccolo abete di averli veduti arredare l'interno delle case.

Un giorno però, mentre ancora i trova nella fase della sua giovinezza l'alberello viene tagliato per essere usato come decorazione natalizia. Dopo essere stato comprato è condotto in una casa e, la vigilia di Natale addobbato ed illuminato con candele, mele colorate, giocattoli e tante ceste di buone caramelle. Una stella dorata viene affissa sulla cima del piccolo abete.

I bambini della casa ad un certo unto entrano e, saccheggiato l'alberello di tutti i suoi doni e dolciumi, si mettono seduti ad ascoltare un ometto grasso che comincia a raccontar loro delle favole. La mattina successivo, l'abete si attende che i festeggiamenti proseguano rinnovando così l'atmosfera d'allegria e contentezza della sera precedente, ma invece i servitori prendono l'albero e lo portano in soffitta

Qui relegato il piccolo abete rimane inizialmente tutto solo e deluso, ma presto i topolini si riuniscono per ascoltarlo recitare le favole udite dall'ometto grasso. Terminato però il racconto, anche i topi si allontanano senza più ritornare.

Arriva la bella stagione e con la primavera avanzante il piccolo abete, oramai appassito e del tutto spogliato dei suoi bei colori, viene portato giù in cortile; un ragazzo prende la stella che era rimasta sulla sua cima, poi finisce tagliato a pezzi e bruciato.

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