L'essere e il nulla

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L'Essere e il Nulla
Titolo originaleL'Être et le néant: Essai d'ontologie phénoménologique
AutoreJean-Paul Sartre
1ª ed. originale1943
1ª ed. italiana1958
Generesaggio
Lingua originalefrancese

L'Essere e il Nulla (L'Être et le Néant: Essai d'ontologie phénoménologique) è un saggio di ontologia fenomenologica pubblicato da Jean-Paul Sartre nel 1943 nel quale l'autore afferma che l'esistenza dell'individuo precede l'essenza e che il libero arbitrio esiste. Secondo la formula, espressa con un pensiero contraddittorio, scelta da Sartre per individuare la tragica natura dell'esistenza umana, «l'uomo è condannato a essere libero»; la necessità di dare un senso a questa tragedia implica un obbligo: la nostra responsabilità a inventare un significato[1].

Analisi[modifica | modifica wikitesto]

Durante la sua prigionia di guerra tra il 1940 e il 1941, Sartre lesse Essere e tempo di Martin Heidegger, una ricerca ontologica condotta con la visione ed il metodo della fenomenologia di Edmund Husserl, che di Heidegger fu il maestro.

Il saggio di Sartre è manifestamente influenzato da Heidegger, sebbene l'autore francese nutrisse profondo scetticismo riguardo ad ogni forma in cui l'umanità potesse raggiungere una sorta di stato personale di realizzazione comparabile con l'ipotesi heideggeriana di re-incontro con l'Essere. Nella sua più tetra descrizione de L'essere e il nulla, l'uomo è una creatura ossessionata da una visione di "compiutezza", che Sartre chiama ens causa sui,[2][3] e che le religioni fanno coincidere con Dio.

Venuti al mondo nella realtà materiale del proprio corpo, in un universo disperatamente materiale, ci si sente inseriti nell'essere (con la "e" minuscola). La coscienza è in uno stato di coabitazione con il suo corpo materiale, ma non ha alcuna realtà obiettiva; è nulla (nel senso etimologico di nulla res, "nessuna cosa"). La coscienza ha l'attitudine di concettualizzare le possibilità, e di farle apparire, o di annichilirle.

Edizioni italiane[modifica | modifica wikitesto]

  • L'essere e il Nulla, traduzione di Giuseppe Del Bo, Collezione Arcobaleno n.5, Milano, Mondadori, 1958, pp. 759.
  • L'essere e il Nulla, traduzione di Giuseppe Del Bo, Collezione La Cultura n.92, Milano, Il Saggiatore, 1964, pp. 756.
  • L'essere e il Nulla, traduzione di Giuseppe Del Bo, a cura di F. Fergnani e M. Lazzari, Collezione La Cultura, Milano, Il Saggiatore, 2014, ISBN 978-88-428-2059-8.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ François Noudelmann
  2. ^ "Esistente a causa di sé stesso", ovvero "che è causa di sé". Tradizionalmente, un essere che non deve la propria esistenza ad altro essere, per cui Dio o un essere supremo, si confronti il concetto di primum mobile.
  3. ^ L'ontologia di Sartre Archiviato il 26 aprile 2009 in Internet Archive.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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