Il bagno turco (Ingres)

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Il bagno turco
Le Bain Turc, by Jean Auguste Dominique Ingres, from C2RMF retouched.jpg
AutoreJean-Auguste-Dominique Ingres
Data1862
Tecnicaolio su tavola
Dimensioni108×108 cm
UbicazioneMuseo del Louvre, Parigi

Il bagno turco (Le Bain Turc) è un dipinto (diametro 108 cm) del pittore Jean-Auguste-Dominique Ingres, probabilmente fra i più noti dell'artista, realizzato nel 1862. Definito uno dei dipinti più "intensamente personali" di Ingres, nonché una "sintesi di tutte le esperienze che (Ingres) aveva iniziato sessant'anni prima". Il bagno turco viene spesso considerato fra le sue opere più mature.[1][2]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Originalmente di forma rettangolare, il dipinto venne terminato nel 1862 dopo oltre tre anni di lavoro. Il suo primo committente fu il principe Napoleone che lo restituì al pittore poco tempo dopo. Successivamente l'opera venne trasformata in un tondo e vennero aggiunti nuovi particolari, quali la bagnante coricata nella vasca e il tavolo imbandito sullo sfondo. Dopo essere appartenuta all'ambasciatore turco Kahlil Bey, che la acquistò per ventimila franchi, l'opera passò a nuovi acquirenti fino al 1911, anno in cui entrò a far parte della collezione del Louvre.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Come suggerito dal titolo, Il bagno turco raffigura un harem luminoso dove numerose odalische completamente nude si rilassano. Esse, che si presentano monumentali ed emotive,[3][4] contribuiscono a generare un'atmosfera intima, sensuale, ed evocativa.[5] Oltre a rendere unitario il dipinto[4] ed a valorizzare le rotondità delle donne, la forma circolare del dipinto simula, secondo le intenzioni dell'artista, uno spioncino finalizzato a stimolare il lato voyeurista dello spettatore.

Il dipinto cita diverse opere e studi realizzati da Ingres lungo la sua carriera: la bagnante voltata di schiena in primo piano è pressoché identica alla Bagnante di Valpinçon (1808); la donna con le braccia alzate all'estrema destra è ripresa da uno studio a olio (1815 circa) in cui venne presa a modello la prima moglie del pittore Madeleine; quella con la mano sul volto ha l'aspetto della seconda moglie del pittore (già ritratta in precedenza nel dipinto Delphine Ramel, Madame Ingres del 1859); mentre la donna coricata a destra con le braccia incrociate ha il viso identico a quello di un angelo presente nell'opera Il voto di Luigi XIII (1824).[6] L'opera è inoltre frutto delle impressioni che Ingres ebbe leggendo una lettera di Lady Montagu (qui raffigurata in primo piano con la testa coronata):[6]

«Erano circa duecento bagnanti... i primi sofà furono coperti di cuscini e di ricchi tappeti e quelle donne vi si sistemarono. Erano tutte... nude. Dopo il pasto si finì col caffè e coi profumi... due schiave mi coprirono d'incenso i capelli, il fazzoletto, i vestiti.»

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Andrew Carrington Shelton, Ingres and His Critics, Cambridge University Press, 2005, p. 13.
  2. ^ (vedi in bibliografia Il grand Louvre e il Museo d'Orsay)
  3. ^ Giovanna Magi, Il grand Louvre e il Museo d'Orsay, Bonechi, 1952, p. 50.
  4. ^ a b Ingo F. Walther, Masterpieces of Western Art: A History of Art in 900 Individual Studies from the Gothic to the Present Day (Parte 1), Taschen, 2002, p. 428.
  5. ^ Secondo la scrittrice Fatema Mernissi: (Ingres) era riuscito a catturare la sensazione più importante del bagno, quella pura e semplice sensualità che deriva dal togliersi gli abiti di dosso e sedersi immobili in una calda stanza di vapore. (L'harem e l'Occidente, Fatema Mernissi, Giunti, 2011, pag. 79)
  6. ^ a b Marco Fabio Apolloni, Ingres, Giunti, 1994, pp. 42-45.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Il grand Louvre e il Museo d'Orsay (Giovanna Magi, Bonechi, 1992, pag. 50)
  • Portraits by Ingres: Image of an Epoch (Jean-Auguste-Dominique Ingres, Gary Tinterow, Philip Conisbee, Metropolitan Museum of Art, 1999, pag. 372)

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