Horagalles

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Sami nell'atto di pregare Horagalles o Tiermes.

Nella Religione sami, Horagalles, scritto anche Hora Galles e Thora Galles, è il dio del tuono. Viene raffigurato come una figura di legno con un chiodo in testa e un martello, oppure, sui tamburi sciamanici, con due martelli nelle mani. Si è ipotizzato che il nome sia derivato da quello di Thor, divinità norrena.

Caratteristiche e funzioni[modifica | modifica wikitesto]

Gli idoli di Horagalles sono fatti di legno e hanno un chiodo, una spina o una pietra focaia sul capo.[1][2] Hanno anche un martello chiamato Wetschera, Aijeke Wetschera,[3][4] o Ajeke veċċera, "il martello del vecchio".[5]

Horagalles è la divinità del cielo, del tuono, del fulmine, dell'arcobaleno, del clima, degli oceani e dei laghi e governa la vita degli uomini e il loro benessere.[6] Inoltre, punisce i Demoni e gli Spiriti maligni che infestano le rocce e le montagne tramite i suoi fulmini, le sue frecce e il suo martello. L'arcobaleno è il suo arco, "Aijeke dauge".[3][4][7]

Raffigurazioni di Horagalles sui tamburi sciamanici[modifica | modifica wikitesto]

Sui tamburi rituali Sami, Horagalles è occasionalmente raffigurato con una mazza in una mano e un martello cruciforme nell'altra. Un martello produce i fulmini e l'altro li assorbisce per prevenire danni al dio.[6]

Origine del nome e relazione con le altre divinità[modifica | modifica wikitesto]

Il nome Horagalles non appare nei più vecchi dizionari di lingua sami, datati circa 19th secolo.[8] Spesso è equiparato a Tiermes; nel 1673 Johannes Scheffer scrisse che quando Aijeke tuonava, veniva chiamato Tiermes.[7][3] La pronuncia del nome del dio varia in base alle regionalità: Horagalles o Thoragalles è tipica delle regioni sami più meridionali e il suo arco è identificato con termini sinonimi al termine "tuono".[1][5][9][10]

I primi studiosi notarono le similitudini tra Horagalles e il dio norreno Thor e che alcuni Sami si riferissero a lui come Thoron o direttamente Thor, probabilmente in seguito a un'influenza culturale.[11] Ma al giorno d'oggi il nome Horagalles è interpretato come un prestito linguistico dal vecchio norreno Þórr Karl,"il vecchio Thor".[1][12]

La sua consorte è Ravdna, a cui sono sacre le bacche rosse del sorbo selvatico. Il nome Ravdna deriva dal termine per indicare l'albero nella lingua Nord-germanica, pianta legata mitologicamente a Thor, perché il dio, secondo l'Edda di Snorri, ci si arrampicò per salvarsi.[12]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c W.J.J. Pijnenburg, Finnisch-ugrische Sprachen zwischen dem germanischen und dem slavischen Sprachraum, in AMSTERDAMER BEITRÄGE ZUR ÄLTEREN GERMANISTIK, vol. 37, n. 1, 17 novembre 1993, pp. 229–231, DOI:10.1163/18756719-037-01-90000026. URL consultato il 6 novembre 2020.
  2. ^ Finska TSN-YTN-målet med några nationella, nordiska och europeiska reflektioner (in Swedish), su dx.doi.org, 29 maggio 2015. URL consultato il 6 novembre 2020.
  3. ^ a b c Works Cited, in Style, vol. 50, n. 4, 2016, pp. 526, DOI:10.5325/style.50.4.0526. URL consultato il 6 novembre 2020.
  4. ^ a b Henrik Wallin, Torstein Kvamme, Johannes Bergsten, Figure 8 from: Wallin H, Kvamme T, Bergsten J (2017) To be or not to be a subspecies: description of Saperda populnea lapponica ssp. n. (Coleoptera, Cerambycidae) developing in downy willow (Salix lapponum L.). ZooKeys 691: 101-148. https://doi.org/10.3897/zookeys.691.12880, su dx.doi.org, 17 agosto 2017. URL consultato il 6 novembre 2020.
  5. ^ a b Norsk, nordmenn og Norge 2, Antologi, University of Wisconsin Press, 1º settembre 2010, pp. 3–10, ISBN 978-0-299-13453-2. URL consultato il 6 novembre 2020.
  6. ^ a b Svein Friis, Psykiatrisk forskning og kunnskapsgrunnlag, in Tidsskrift for Den norske legeforening, vol. 130, n. 9, 2010, pp. 953–953, DOI:10.4045/tidsskr.10.0078. URL consultato il 6 novembre 2020.
  7. ^ a b Scheffer, Johannes, 1621-1679., The history of Lapland, Rediviva [Nord. bokh. (distr.)], 1971, ISBN 91-7120-001-0, OCLC 540621. URL consultato il 6 novembre 2020.
  8. ^ Cornelius Cappelen e Herman Cappelen, Demokrati og uvitenhet, in Norsk filosofisk tidsskrift, vol. 55, n. 02-03, 19 agosto 2020, pp. 185–198, DOI:10.18261/issn.1504-2901-2020-02-03-07. URL consultato il 6 novembre 2020.
  9. ^ Takashi Murakami e Dana Friis-Hansen, Portfolio, in Grand Street, n. 65, 1998, pp. 216, DOI:10.2307/25008368. URL consultato il 6 novembre 2020.
  10. ^ Rydving, Håkan., The end of drum-time : religious change among the Lule Saami, 1670's-1740's, Almqvist & Wiksell International, 1993, ISBN 91-554-3065-1, OCLC 28159692. URL consultato il 6 novembre 2020.
  11. ^ Markus Lacher e Robert Friis, Wnt-Frizzled signaling in cell proliferation and survival, in Nature Genetics, vol. 27, S4, 2001-04, pp. 66–66, DOI:10.1038/87164. URL consultato il 6 novembre 2020.
  12. ^ a b Edvard D. Vogt e E. O. G. Turville-Petre, Myth and Religion of the North: The Religion of Ancient Scandinavia, in Journal for the Scientific Study of Religion, vol. 5, n. 3, 1966, pp. 464, DOI:10.2307/1384175. URL consultato il 6 novembre 2020.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Axel Olrik. "Nordisk og lappisk gudsdyrkelse." Danske Studier 1905, pp. 39–63. (in Danish)
  • Axel Olrik. "Tordenguden og hans dreng i lappernes myteverden." Danske Studier 1906, pp. 65–69. (in Danish)