Heptaméron

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Heptaméron
Altri titoliEptamerone, L'Eptameron
MargaretNavarreHeptameron.jpg
AutoreMargherita d'Angoulême
1ª ed. originale1558
1ª ed. italiana1923
Genereraccolta di racconti
Sottogenerenovelle
Lingua originalefrancese
AmbientazioneFrancia

L'Heptaméron è una raccolta di 72 novelle scritte in francese dalla regina di Navarra, Margherita d'Angoulême. Questo libro fu scritto da Margherita per divertimento personale, restando per anni in forma manoscritta.

L'opera[modifica | modifica wikitesto]

La prima edizione stampata fu pubblicata postuma a Parigi nel 1558 col titolo Histoires des amans fortunez da Pierre Boaistau, che si prese notevoli libertà nell'apportare modifiche, tagli e rifacimenti al testo originale, usando solo 67 delle novelle. Una seconda edizione del libro apparve l'anno seguente a cura di Claude Gruget, il quale rivendicò di aver ripristinato i prologhi e gli epiloghi di ciascuna storia, eliminati dal Boaistau, e al quale fu dato per la prima volta il titolo col quale oggi è conosciuto.

La struttura formale del testo prende a modello il Decameron del poeta italiano Giovanni Boccaccio,[1] usando lo stratagemma del gruppo di persone isolate dal mondo, che decidono di raccontare delle storie per passare tempo. Se nel Decameron i narratori si rinchiudono in una villa di campagna per scappare alla dilagante epidemia di peste a Firenze del 1348, nell'opera di Margherita d'Angoulême i personaggi si isolano nella villa di campagna perché il ponte è stato distrutto da un acquazzone primaverile, raccontandosi delle storie per passare tempo. Queste storie sono moralmente oscene e affrontano i temi del tradimento, della lussuria, dell'inganno e dell'avidità, anche se spesso l'amore viene presentato rispettando la tradizione cortese e platonica.[1]

Gli eroi e le eroine delle storie sono spesso moralmente riprovevoli.

I racconti narrati erano ispirati a fatti realmente accaduti od a vicende narrate nelle corti[2], descritti con una vena satirica e con profonda acutezza, come la storia di Marguerite de La Rocque de Roberval, abbandonata sull'isola dei Demoni.[3] Complessivamente l'autrice ci offre un quadro completo della realtà a lei contemporanea.[1]

Come il Decameron, il libro fu concepito per essere composto da 100 novelle, divise per 10 giornate, ma Margherita morì prima di aver completato l'opera, fermandosi a 72 novelle, per cui gli venne dato come nome Heptaméron, composto dalle parole greche "sette e giorno".

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Le Muse, vol. 5, Novara, De Agostini, 1965, p. 500.
  2. ^ Antonio Fichera, Breve storia della vendetta, Castelvecchi, 2004, p. 152.
  3. ^ Johnson, p.111.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Edizioni italiane[modifica | modifica wikitesto]

  • Margherita D'Angoulême, Eptamerone. Prima versione italiana di Francesco Picco con xilografie di Benito Boccolari, Collana Classici del Ridere, Formiggini Editore, Roma, I° ed. 1923 - II° ed. 1925, pp. XXX-310; riedito da Bietti Editore, Milano, 1973 e da Orsa Maggiore Editrice, Torriana (Fo), 1988 con una "Giustificazione" di Sergio Musitelli.
  • Margherita di Navarra, L'Eptameron, a cura di Emilio Faccioli, Collana i millenni n.40, Einaudi, Torino, 1958, pp. XXX-588, 9 tavole illustrate a colori - ristampa, Einaudi, Torino, 1969.
  • I Libertini - Aneddoti piccanti e curiosi da "L'Eptamerone", Collana Classici della letteratura erotica di tutti i popoli e di tutti i tempi, Poker d'Assi n. 14, periodico mensile, 1967.

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