Grammatica islandese

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1leftarrow blue.svgVoce principale: Lingua islandese.

La grammatica islandese descrive le regole e le irregolarità della lingua islandese. La lingua islandese è una lingua altamente flessiva, si distinguono tre generi (maschile, femminile, neutro), due numeri (singolare, plurale) e quattro casi (nominativo, genitivo, dativo, accusativo). I verbi vengono declinati per tempo, modo e persona.

Sostantivi[modifica | modifica wikitesto]

I sostantivi islandesi come detto precedentemente sono declinati per genere, numero e caso. Vi sono due declinazioni principali per ogni genere, declinazione forte e declinazione debole, le quali a loro volta si dividono in altre sottodeclinazioni a seconda di varie regole grammaticali (aspirazioni, cambio di consonanti o vocali ecc.). la seguente tabella mostra la declinazione di alcuni sostantivi: hattur (cappello), borg (città), glas (bicchiere), gler (vetro).

numero caso maschile femminile neutro neutro
singolare nom. hattur borg glas gler
acc. hatt borg glas gler
dat. hatti borg glasi gleri
gen. hatts borgar glass glers
plurale nom. hattar borgir glös gler
acc. hatta borgir glös gler
dat. höttum borgum glösum gler(j)um
gen. hatta borga glasa gler(j)a

Si può riconoscere il genere grammaticale di un sostantivo la maggior parte delle volte in base alla sua terminazione al nominativo:

  • Genere maschile: di solito al nominativo termina in -ur, -i, -ll oppure -nn.
  • Genere femminile: di solito al nominativo termina in -a, -ing oppure -un.
  • Genere neutro: di solito non ha una terminazione al nominativo oppure termina in vocale accentata.

Articoli[modifica | modifica wikitesto]

Non ci sono articoli indeterminativi in islandese (ital. un, uno, una) mentre l'articolo determinativo di solito è unito alla fine del sostantivo nelle domande. L'articolo determinativo indipendente di solito non si unisce alla fine del sostantivo e il suo utilizzo non risponde a regole precise, diventando così più un problema di stile che grammaticale. La seguente tabella mostra l'uso dell'articolo enclitico (cioè unito alla fine del sostantivo) nei vari casi, generi e numeri del sostantivo cui è attaccato (Attenzione! la tabella non è esaustiva poiché esistono moltissime eccezioni alla regola!)

Senza articolo Articolo determinativo
maschile femminile neutro maschile femminile neutro
sing. plu. sing. plu. sing. plu. sing. plu. sing. plu. sing. plu.
-ur -ar - -ir - - -urinn -arnir -in -irnar -ið -in
-i -inn
-ll -a -ur -llinn -an -urnar
-nn -nninn

Esiste in islandese moderno una versione dell'articolo determinativo non enclitico che rimane lo stesso per tutti i tre generi, rappresentato dalla parola hinn.

Pronomi[modifica | modifica wikitesto]

Personali[modifica | modifica wikitesto]

I pronomi personali in islandese sono i seguenti:

caso prima persona seconda persona terza persona
singolare nom. ég þú hann hún það hán
acc. mig þig hann hana það hán
dat. mér þér honum henni því háni
gen. mín þín hans hennar þess háns
plurale nom. við þið þeir þær þau
acc. okkur ykkur þá þær þau
dat. okkur ykkur þeim
gen. okkar ykkar þeirra

L'islandese ha una versione differente del pronome loro a seconda che il gruppo di persone di cui si parla sia fatto di sostantivi maschili, femminili o neutri. Nel caso di gruppi di cose/persone in cui vi è presenza di più di un genere si usa il genere neutro. Come in tutte le lingue germaniche in islandese i verbi sono sempre preceduti (od accompagnati) dal pronome personale, ma a differenza di molte altre lingue germaniche (come inglese, danese o norvegese) il pronome può anche presentarsi a fine frase (tutto ciò è possibile a causa dell'alto grado di flessione presente in islandese).

Riflessivi[modifica | modifica wikitesto]

L'islandese possiede un pronome riflessivo, il cui utilizzo è simile al pronome si italiano. Questo pronome non ha distinzione di genere e numero e, in quanto riflessivo, manca del nominativo.

caso pronomi
acc. sig
dat. sér
gen. sín

Possessivi[modifica | modifica wikitesto]

I pronomi possessivi si declinano per genere, numero e caso, e si accordano sia con il possessore che col posseduto.

caso prima persona seconda persona terza persona
singolare nom. minn mín mitt þinn þín þitt sinn sín sitt
acc. minn mína mitt þinn þína þitt sinn sína sitt
dat. mínum minni mínu þínum þinni þínu sínum sinni sínu
gen. míns minnar míns þíns þinnar þíns síns sinnar síns
plurale nom. mínir mínar mín þínir þínar þín sínir sínar sín
acc. mína mínar mín þína þínar þín sína sínar sín
dat. mínum þínum sínum
gen. minna þinna sinna

Dimostrativi[modifica | modifica wikitesto]

I pronomi dimostrativi sono i seguenti:

caso "questo" "quello" "quell'altro"
singular nom. þessi þessi þetta það hinn hin hitt
acc. þennan þessa þetta þann þá það hinn hina hitt
dat. þessum þessari þessu þeim þeirri því hinum hinni hinu
gen. þessa þessarar þessa þess þeirrar þess hins hinnar hins
plural nom. þessir þessar þessi þeir þær þau hinir hinar hin
acc. þessa þessar þessi þá þær þau hina hinar hin
dat. þessum þeim hinum
gen. þessara þeirra hinna

Þessi e corrispondono pressappoco a questo/quello mentre hinn significa l'altro di due.

Indefiniti[modifica | modifica wikitesto]

Ci sono circa 20 pronomi indefiniti che si declinano in vario modo, ma per semplificare l'argomento mostreremo la declinazione di uno dei più complessi, enginn (nessuno).

nessuno caso Maschile Femminile Neutro
singolare nom. enginn (engi) engin (engi) ekkert (ekki)
acc. engan (öng(v)an) enga (öng(v)a) ekkert (ekki)
dat. engum (öng(v)um) engri (öngri) engu (öng(v)u)
gen. einskis (einkis) engrar (öngrar) einskis (einkis)
plurale nom. engir (öng(v)ir) engar (öng(v)ar) engin (engi)
acc. enga (öng(v)a) engar (öng(v)ar) engin (engi)
dat. engum (öng(v)um)
gen. engra (öngra)

Le forme tra parentesi sono dialettali mentre le altre sono quelle dell'islandese ufficiale, ma se vorrete imparare e parlare islandese le incontrerete entrambe nel corso del tempo. Esiste anche una forma fossilizzata, Einugi, che si incontra solo nel proverbio Fátt er svo illt, að einugi dugi (Ci sono poche cose così brutte da non poter essere superate)

Numerali[modifica | modifica wikitesto]

I numeri da uno a quattro sono declinati a seconda di genere e caso.

uno maschile femminile neutro
nominativo einn ein eitt
accusativo einn eina eitt
dativo einum einni einu
genitivo eins einnar eins
due maschile femminile neutro
nominativo tveir tvær tvö
accusativo tvo tvær tvö
dativo tveimur
genitivo tveggja
tre maschile femminile neutro
nominativo þrír þrjár þrjú
accusativo þrjá þrjár þrjú
dativo þremur
genitivo þriggja
quattro maschile femminile neutro
nominativo fjórir fjórar fjögur
accusativo fjóra fjórar fjögur
dativo fjórum
genitivo fjögurra

Gli altri numeri non sono declinati, ad eccezione di quelli usati anche come sostantivi.

cinque fimm diciannove nítján
sei sex venti tuttugu
sette sjö ventuno tuttugu og einn
otto átta trenta þrjátíu
nove níu quaranta fjörutíu
dieci tíu cinquanta fimmtíu
undici ellefu sessanta sextíu
dodici tólf settanta sjötíu
tredici þrettán ottanta áttatíu
quattordici fjórtán novanta níutíu
quindici fimmtán (uno) cento (eitt) hundrað
sedici sextán (uno) mille (eitt) þúsund
diciassette sautján (un0) milione (ein) milljón
diciotto átján zero núll

hundrað ad esempio è un sostantivo neutro mentre þúsund è un sostantivo neutro o femminile, e tutti i multipli di mille sono rispettivamente maschili o femminili, a seconda della terminazione.

Aggettivi[modifica | modifica wikitesto]

Gli aggettivi ovviamente devono accordarsi in genere, numero e caso al sostantivo cui sono riferiti. Per esempio l'aggettivo islenskur (islandese) si declina come segue.

Islandese (forte) caso Maschile Femminile Neutro
singolare nom. íslenskur íslensk íslenskt
acc. íslenskan íslenska íslenskt
dat. íslenskum íslenskri íslensku
gen. íslensks íslenskrar íslensks
plurale nom. íslenskir íslenskar íslensk
acc. íslenska íslenskar íslensk
dat. íslenskum
gen. íslenskra

La declinazione forte di un aggettivo si usa quando non ci è specificato da un pronome o da un articolo il genere del sostantivo che accompagna l'aggettivo. Per esempio, Ég bý með íslenskri konu--Io vivo con una donna islandese. Sia islenskri che konu sono al dativo singolare femminile, poiché nessun articolo o pronome ci dice che konu sia un sostantivo femminile, dunque deve essere l'aggettivo (islenskri) a dircelo. Se invece l'aggettivo è insieme ad un pronome oppure articolo che definiscono il genere del sostantivo modificato, allora si userà la declinazione debole.

Islandese (debole) caso Maschile Femminile Neutro
singolare nom. íslenski íslenska íslenska
acc., dat., gen. íslenska íslensku íslenska
plurale Tutti i casi íslensku

Per esempio nella frase Ég sá veiku konuna--Ho visto la donna malata, l'aggettivo veikku è all'accusativo singolare della declinazione debole poiché il sostantivo konu presenta l'articolo determinativo che ne specifica il genere (konuna).

Verbi[modifica | modifica wikitesto]

Esistono quattro modi nel sistema verbale islandese:

Come in tutte le altre lingue che si declinano i verbi spesso condizionano il caso dei sostantivi che vi sono correlati, per esempio:

  • Safna ('salvare o collezionare') regge il dativo.

Ég er að safna peningum til þess að geta keypt jólagjöf handa mömmu. Sto risparmiando dei soldi per fare un regalo di natale a mamma. (Peningum è il dativo plurale di peningur (soldo-moneta))

  • Sakna ('mancare') regge il genitivo

Ég sakna þín Mi manchi

All'infinito molti verbi islandesi terminano in -a, mentre alcuni terminano in -á, come ad esempio slá (colpire),e vi sono verbi che terminano in altre vocali come munu, skulu, ske(accadere, succedere), e þvo (lavare). Ci sono tre classi di verbi deboli in islandese: -ar, -ir, -ur riferendosi alla terminazione dei verbi quando coniugati alla terza persona singolare del presente indicativo.

Numero Singolare Plurale
Persona ég
Io
þú
tu
hann/hún/það
Lui/Lei/(Esso)
við
Noi
þið
Voi (pl.)
þeir/þær/þau
Loro
tala
Parlare
tala
Parlo
talar
Parli
talar
Parla
tölum
Parliamo
talið
Parlate
tala
Parlano

Il precedente esempio era di un verbo debole coniugato al presente indicativo (notate la terminazione in -ar della terza persona singolare. Ora prendiamo ad esempio un verbo -ir(Læra, imparare) ed uno -ur(velja, scegliere).

læra
imparare
læri
imparo
lærir
impari
lærir
impara
lærum
impariamo
lærið
imparate
læra
imparano
velja
scegliere
vel
scelgo
velur
scegli
velur
sceglie
veljum
scegliamo
veljið
scegliete
velja
scelgono

Notate ora invece la coniugazione dei verbi forti, vera (essere) e hafa (avere), sempre al presente indicativo.

Vera
Essere
er
sono
ert
sei
er
è
erum
siamo
eruð
siete
eru
sono
Hafa
Avere
hef
ho
hefur
hai
hefur
ha
höfum
abbiamo
hafið
avete
hafa
hanno

I verbi irregolari islandesi (verbi forti) si dividono in circa sei gruppi, ed ogni gruppo possiede le sue particolarità. Esistono anche dei verbi ausiliari chiamati verbi in r- insieme all'unico verbo in islandese che si può definire completamente irregolare (valda). Alcuni verbi infine all'infinito terminano in -ja, di questi verbi molti perdono la j durante la coniugazione (come il verbo telja = contare, che ad esempio alla prima persona singolare diventa ég tel) mentre altri verbi la mantengono, quindi la presenza della j in sé non è segno di una qualche irregolarità.

Tempi[modifica | modifica wikitesto]

In islandese esistono solo due tempi semplici, il presente ed il preterito (equivalente al simple past inglese). Tutti gli altri tempi richiedono un ausiliare per poter essere declinati correttamente. per esempio il gerundio si ottiene con il costrutto:

pronome personale + vera + + verbo all'infinito

ég er að læra

sto imparando

(benché molto spesso invece del gerundio si usa il presente indicativo)

I tempi che richiedono un ausiliare sono:

  • condizionale
  • futuro
  • congiuntivo passato
  • passato
    • gerundio (passato)
    • remoto (trapassato)
  • presente
  • gerundio
  • passato prossimo
  • presente congiuntivo

Voce[modifica | modifica wikitesto]

Oltre alle voci attiva e passiva, l'islandese possiede la voce media. La voce media corrisponde più o meno ai seguenti ruoli sintattici:

  • Riflessività: si usa per evitare di usare il pronome riflessivo (Þór klæðir sig ⇒ Þór klæðist (‘Þór si veste')
  • Reciprocità: qui la voce media si usa per indicare che due soggetti compiono un'azione l'uno sull'altro (Þór talar við Stefán og Stefán talar við Þór ⇒ Þór og Stefán talast við (‘Þór e Stefán si parlano / parlano l'un con l'altro')
  • Altro significato del verbo: un verbo alla voce media può cambiare completamente significato alle volte (koma venire diventa komast arrivare oppure gera fare diventa gerast succedere)
  • Passivo: alle volte la voce media assurge il ruolo della voce passiva (bíllinn sést ekki può essere tradotto con la macchina non può essere vista). Molto spesso la voce media è usata lì dove non vi è un soggetto chiaro.

Per ottenere la voce media basta aggiungere a tutti i tempi e modi verbali la terminazione -st, anche se la seconda e terza persona singolare perdono le loro desinenze per prendere solo -st. Il seguente esempio riguarda il verbo breyta cambiare.

breyta
cambiare
breyti
cambio
breytir
cambi
breytir
cambia
breytum
cambiamo
breytið
cambiate
breyta
cambiano
breytast
cambiare
breytist
cambio
breytist
cambi
breytist
cambia
breytumst
cambiamo
breytist
cambiate
breytast
cambiano

Avverbi[modifica | modifica wikitesto]

Rispetto ad altre categorie grammaticali islandesi gli avverbi sono relativamente facili, non si declinano (se non per comparazione seguendo una procedura molto semplice) e si ricavano molto spesso dagli aggettivi o verbi aggiungendo la terminazione -lega (un equivalente islandese di -mente): nýr - nuovo => nýlega - tardi/nuovamente

Gli avverbi terminanti in -lega si possono declinare per i vari gradi di comparazione ad esempio:

hætta - pericoloso => hættar - più pericoloso => hættast - pericolosissimo

Un altro modo per formare un avverbio è usare il nominativo neutro di un aggettivo in funzione avverbiale:

blítt—gentile ⇒ blítt—gentilmente, cf. hún sefur blítt—lei dorme gentilmente

Un altro modo è di prendere la radice di un aggettivo ed aggiungere una -a: illur—cattivo ⇒ illa—male, cf. hann hagar sér illa—Lui si comporta male (illur non prende mai il suffisso -lega).

Molte parole invece non prendono suffissi perché sono considerati essi stessi avverbi: bráðum—presto; núna—ora; oft—spesso; strax—diritto; austur—est; norður—nord; suður—sud; vestur—ovest; inn—in; innan—da dentro; utan—da fuori; út—fuori.

Altre classi di parole[modifica | modifica wikitesto]

Preposizioni[modifica | modifica wikitesto]

In islandese come in altre lingue germaniche (vedi tedesco) le preposizioni determinano il caso del sostantivo che reggono.

accusativo dativo genitivo acc. o dat. secondo il contesto
um—circa/riguardo a að—a, con til—per/verso á—su
gegnum—attraverso af—di/su án—senza eftir—dopo
umfram—inoltre frá—da meðal—tra fyrir—prima di
kringum—attorno hjá—con milli—tra í—in
umhverfis—attorno úr—fuori da sökum—secondo með—con
andspænis—opposto vegna—perché undir—sotto
ásamt—lungo (il) handan—oltre við—da/causa di
gagnvart—verso innan—dentro yfir—oltre
gegn—attraverso utan—fuori
gegnt—contro ofan—sopra
handa—per neðan—sotto a
meðfram—lungo il
móti—opposto, contro
undan—da sotto

Sintassi[modifica | modifica wikitesto]

L'islandese è una lingua SVO (Soggetto, Verbo, Oggetto) e l'inversione soggetto-verbo ha luogo per rendere la frase interrogativa oppure quando la frase inizia con un avverbio. Ovviamente a causa dell'alta flessibilità della lingua e per ragioni poetiche spesso l'ordine può essere del tipo OVS, ma in ogni caso il verbo deve essere almeno il secondo membro della frase (come avviene praticamente nel 90% delle lingue germaniche). Prendiamo l'esempio seguente per fissare le idee:

Mannfjöldinn var 1.500La popolazione era di 1500 persone

Il verbo (in azzurro) è al secondo membro mentre il soggetto (in giallo arancio) è al primo membro come in una tipica frase minima, se invece la frase iniziasse con un avverbio (verde) avremmo una inversione come mostrato in quest'altro esempio.

Árið 2000 var mannfjöldinn 1.500Nel 2000, la popolazione era di 1,500 persone (let. L'anno 2000 era la popolazione 1,500)

Infatti come si può notare il soggetto (giallo arancio) in questo caso è dopo il verbo (azzurro).

Domande[modifica | modifica wikitesto]

Per rendere una frase interrogativa si inverte l'ordine Soggetto-Verbo in Verbo-Soggetto:

Þú talar íslensku. => Tu parli islandese

Talar þú íslensku? => Tu parli islandese?

Capita spesso del discorso parlato una elisione del verbo col soggetto nelle frasi interrogative. Così invece di sentire Talar þú spesso sentirete dire Talarðu. L'inversione ha luogo anche in presenza di avverbi interrogativi quali:

  • hvað?—cosa/come?
    • Hvað ert þú að gera?—cosa stai facendo? (lit. What are you to do?)
  • hvaða?—quale?
    • Hvaða hundur?—quale cane?
  • hver?—chi?
    • Hver ert þú?—chi sei?
  • hvernig?—come?
    • Hvernig hefur þú það?—come stai? (let. come hai tu esso?)
  • hvar/hvert/hvaðan?—dove/donde/onde?
    • Hvar ert þú?—dove?
    • Hvert ert þú að fara—onde vai tu? (lit. onde hai tu da andare?)
    • Hvaðan kemur þú?—donde vieni tu?
  • hvenær?—quando?
    • Hvenær kemur þú?—quando vieni?
  • hvers vegna/af hverju/hví?—perché?
    • Hvers vegna hann?—perché lui?
  • Af hverju ekki?—perché no?
  • Hví?—perché?
  • hvort?—quale?
    • Hvort hann komi, veit ég ekki.—non so se viene oppure no. (let. se viene, so io no)
    • Hvort vilt þú?—quale vuoi?

hvað e hver si declinano secondo il caso dettato dal verbo oppure da una preposizione.