Gordon Music Learning Theory

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La Music Learning Theory è una teoria dell'apprendimento musicale basata sulla ricerca di Edwin Gordon.[1][2] La teoria ipotizza che l'apprendimento musicale sia basato sull'audiation e sulle differenti attitudini musicali degli studenti e utilizza i concetti di discriminazione e deduzione per spiegare i pattern tonali, ritmici e armonici[3][4]

Audiation[modifica | modifica wikitesto]

Audiation è un termine coniato da Gordon nel 1986 che definisce la comprensione e realizzazione interna della musica, ossia la sensazione che un individuo prova ascoltando o 'sentendo' internamente un suono non fisicamente presente.[5] I musicisti in precedenza hanno usato termini quali percezione auditiva o immaginazione auditiva per descrivere questo concetto, anche se immaginazione auditiva implica una componente notazionale che l'audiation non necessariamente ha.[6] Gordon suggerisce che "L'audiation sta alla musica come il pensiero sta alla parola"[7], le sue ricerche sono basate sulle similarità tra come gli individui apprendono il linguaggio e come imparano a fare e capire la musica.[8] Gordon specifica che il potenziale dell'audiation è un elemento dell'attitudine musicale.[9]

Audiation e linguaggio[modifica | modifica wikitesto]

Gordon afferma che la audiation 'accade' quando un individuo "ascolta, ricorda, suona, interpreta, crea, improvvisa, legge o scrive musica."[1] L'audiation mentre si ascolta musica, afferma, è analoga alla traduzione simultanea da un linguaggio ad un altro, dando senso al suono e alla musica basandosi sulla conoscenza ed esperienza individuale.[10] Gordon mette l'accento sul fatto che la musica non è un linguaggio in quanto non ha parole né grammatica, tuttavia ha una sintassi, una "disposizione ordinata di suoni, e un contesto."[11]

Tipi di audiation[modifica | modifica wikitesto]

Gordon individua differenti varietà di audiation a le categorizza in 8 tipi e 6 fasi.[12]

  • Tipo 1 Ascolto di musica familiare o ignota
  • Tipo 2 Lettura di musica familiare o ignota
  • Tipo 3 Scrivere musica familiare o ignota sotto dettatura
  • Tipo 4 Ricordare ed eseguire musica familiare
  • Tipo 5 Ricordare e scrivere musica familiare
  • Tipo 6 Creare o improvvisare musica ignota durante l'esecuzione o in silenzio
  • Tipo 7 Creare o improvvisare musica ignota durante la lettura
  • Tipo 8 Creare o improvvisare musica ignota durante la scrittura

Stadi dell'audiation[modifica | modifica wikitesto]

Oltre alla distinzione dei differenti tipi di audiation, Gordon distingue le differenti fasi dell'audiation[13]

  • Stadio 1 Temporanea memorizzazione
  • Stadio 2 Imitazione e audiazione dei pattern tonali e ritmici e riconoscimento e identificazione del centro tonale e dei macrobeat
  • Stadio 3 Stabilire tonalità e metro oggettivi e soggettivi
  • Stadio 4 Mantenimento in audiation dei pattern tonali e ritmici che sono stati organizzati
  • Stadio 5 Richiamo dei pattern tonali e ritmici organizzati e audiati in altri brani musicali
  • Stadio 6 Anticipo e predizione dei pattern tonali e dei processi ritmici

Sequenze di apprendimento[modifica | modifica wikitesto]

Per descrivere come gli studenti imparano la musica, Gordon individua due principali categorie di apprendimento basate sulle sue ricerche sulla 'audiation': apprendimento discriminatorio e apprendimento deduttivo.[14]

Apprendimento Discriminatorio[modifica | modifica wikitesto]

L'apprendimento discriminativo è definito come l'abilità di determinare tra due elementi se sono o non sono lo stesso elemento. Gordon descrive cinque livelli sequenziali di discriminazione: auditivo/orale, associazione verbale, parziale sintesi, associazione simbolica, sintesi composta.

Auditivo/Orale[modifica | modifica wikitesto]

Gordon afferma che il tipo più semplice di discriminazione è quello auditivo/orale, in cui lo studente ascolta pattern, ossia modelli, ritmici e tonali e li imita muovendosi e cantandoli a sua volta al docente. L'ascolto è la fase auditiva dell'apprendimento discriminativo, l'esecuzione è la fase orale. In questa fase gli studenti cantano sillabe neutre.

Associazione verbale[modifica | modifica wikitesto]

Quando lo studente, diventato abile nell'audiazione ed esecuzione di semplici pattern tonali e ritmici, prende confidenza con l'imitazione di suoni e canti introducendo metri e tonalità, entra nella fase dell'associazione verbale il cui si dà nome a ciò che lo studente sta audiando e imitando attraverso sillabe tonali o ritmiche, come il solfeggio, o ai concetti che lo studente sta audiando, come tonica e dominante.[15]

Sintesi Parziale[modifica | modifica wikitesto]

In entrambi i livelli auditivo/orale e di associazione verbale, lo studente identifica pattern familiari, ritmici e tonali, eseguiti su sillabe neutre, attraverso un'associazione verbale.

Associazione simbolica[modifica | modifica wikitesto]

L'associazione simbolica è il momento in cui allo studente viene introdotto alla notazione musicale, imparando ad associare con simboli scritti i pattern tonali e ritmici introdotti nei precedenti livelli auditivo/orale e di associazione verbale.[16]

Sintesi Composta[modifica | modifica wikitesto]

Al livello di sintesi composta lo studente dà un contesto agli ormai noti pattern tonici e ritmici, leggendoli, scrivendoli e identificando il loro metro e la loro tonalità come introdotto nel livello di associazione simbolica.[17]

Apprendimento Inferente[modifica | modifica wikitesto]

Al livello di apprendimento inferente lo studente prende un ruolo attivo nella sua propria educazione musicale e impara a individuare, creare e improvvisare pattern non familiari. In maniera simile all'apprendimento discriminatorio, Gordon delinea separate categorie di apprendimento inferente che lo studente segue logicamente nel corso dell'apprendimento musicale: generalizzazione, creatività/improvvisazione e comprensione teorica.

Generalizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Così come l'apprendimento auditivo/orale è il più semplice elemento dell'apprendimento discriminativo, la generalizzazione è la base dell'apprendimento deduttivo. La generalizzazione consiste in apprendimento auditivo/orale, verbale, scrittura. A questo livello lo studente può ascoltare serie di noti e ignoti pattern ritmici e tonali e determinare se due pattern sono uguali o differenti.[18]

Creatività/Improvvisazione[modifica | modifica wikitesto]

Il livello di creatività/improvvisazione ha i propri livelli auditivo/orale e simbolico. Sul livello auditivo/orale l'insegnante presenta pattern familiari o meno e lo studente risponde con propri pattern, prima con sillabe neutre e poi con associazione verbale. A livello simbolico lo studente impara a riconoscere e cantare i pattern nel contesto di simboli di accordi scritti, così come impara a scrivere le proprie risposte ai modelli tonali e pattern ritmici.[19]

Comprensione Teorica[modifica | modifica wikitesto]

Il livello finale dell'apprendimento deduttivo è la comprensione teorica, in cui lo studente acquisisce una maggiore comprensione dei concetti di teoria musicale in contesti aurali/orali, verbali e simbolici. Lo studente apprende concetti come i nomi delle note, gli intervalli, le chiavi, o concetti come cadenze e imparare a riconoscere ed eseguire i pattern che applicano tali concetti..[20]

Jump Right In[modifica | modifica wikitesto]

Jump Right In è un libro di metodo strumentale, accompagnato dall'edizione per insegnanti, che applica la Gordon Music Learning Theory, scritto dagli insegnanti della Eastman School of Music Richard F. Grunow e Christopher D Azzara a fianco di Gordon. La serie per fiati e percussioni fu pubblicata per prima nel 1989-90.[21] La collana comprende anche una edizione per strumenti a corda.

Gordon music learning theory and music aptitude[modifica | modifica wikitesto]

La teoria di apprendimento musicale di Gordon è basata sulle sue ricerche sull'attitudine musicale in linea con le teorie cognitive che riguardano l'organizzazione di stimoli.[22] Le ricerche di Gordon suggeriscono che l'attitudine musicale è normalmente distribuita nella popolazione in maniera simile all'attitudine intellettiva.[23] La sua ricerca suggerisce anche che l'attitudine musicale con la quale il bambino nasce può essere mantenuta solo con ripetute positive esposizioni all'esperienza musicale immediatamente dopo (o anche prima) della nascita, fino all'età di circa 9 anni, alla quale il fanciullo raggiunge una sua propria "stabilizzata" attitudine.[23] Già negli anni venti e trenta Carl Seashore, E. Thayer Gaston, H.D. Wing, Arnold Bentley e Edwin Gordon annunciavano l'ideazione di test musicali attitudinali e di livello, allo scopo di identificare gli studenti che avrebbero maggiormente beneficiato di una istruzione musicale.[24] Gordon creò numerosi test per determinare l'attitudine musicale in vari gruppi di età, il suo primo test, il Musical Aptitude Profile, fu sviluppato nel 1965 per bambini dai 4 ai 12 anni di età. Gli ultimi test includono il Primary Measures of Music Audiation (PMMA), pubblicato nel 1979 per bambini tra i 5 e gli 8 anni, Intermediate Measures of Music Audiation(IMMA) per bambini dai 6 ai 9 anni,[25] e Audie [26] per bambini tra di 3 o 4 anni.[27] Gordon afferma che questi test hanno lo scopo di permettere agli insegnanti di adattare la loro metodo alle esigenze individuali degli studenti, per gli studenti con elevata attitudine musicale che non potrebbero altrimenti ricevere un'istruzione avanzata.[28]

La critiche della teoria[modifica | modifica wikitesto]

La critica della teoria dell'apprendimento musicale comprende le preoccupazioni di Paul Woodford che 'teoria' sia un termine improprio, e che invece di una teoria dell'apprendimento si tratti di una "tassonomia delle precondizioni musicali per il pensiero critico"[29] e anche che "... invece di sovraccaricare gli studenti più giovani nelle fasi iniziali di istruzione e concentrarsi solo sulla complessità della musica, gli insegnanti dovrebbero usare approcci come Gordon insieme a Kodaly, Orff, e altre metodologie, per aiutare gli studenti a padroneggiare le competenze musicali di base e la conoscenza che sono prerequisiti per i tipi più indipendenti di pensiero."[30] Gordon rispose a queste affermazioni, sostenendo che Woodford ha frainteso i suoi elementi di metodologia, erroneamente associando Gordon con "battiti di mani ritmici", così come ha malinteso la differenza tra età cronologica ed età musicale, differenza che spiega perché i pattern tonali e ritmici dovrebbero essere insegnati in modo indipendente al fine di creare la base per "cognizione complessa e pensiero musicale indipendente che si riferisce a forme musicali più grandi."[30] Altresì Gordon concorda con il commento di Woodford, che il proprio approccio dovebbe essere usato insieme ad altri metodi, affermando anche di essere d'accordo con quanto Woodford suggerisce: "gli studenti dovrebbero essere introdotti all'intera gamma di reali generi musicali e pensieri musicali, inclusi le meno convenzionali e più atipiche pratiche."[30] Critiche analoghe sono le accuse che i programmi di Gordon basati sulle competenze in applicazione della Music Learning Theory sono "probabilmente troppo ristretti e di portata troppo limitata per fornire agli studenti l'accesso alla esistente diversità dei sistemi di credenze musicali, pratiche e gruppi"(Paul G. Woodford e Bennett Reimer).[31] Woodford infatti stima Gordon per il suo sistema altamente sviluppato sulla natura della didattica musicale e di apprendimento, ma avverte che il sistema di Gordon è troppo prescrittivo e proscrittivo, e che gli insegnanti di musica dovrebbero anche essere consapevoli della diversità delle pratiche e dovrebbero sforzarsi di non esercitare pressione sugli studenti allo scopo di conformarli al pensiero e al comportamento musicale convenzionale.[29]

Pubblicazioni sulla Music Learning theory[modifica | modifica wikitesto]

Pubblicazioni audio fondate sui principi della Music Learning Theory disponibili in Italia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ma che musica!, Andrea Apostoli, Alexandra Dufey - Ed. Curci, Milano 2007
  • Ma che musica! Vol.2, Andrea Apostoli, Alexandra Dufey - Ed. Curci, Milano 2009
  • Ma che Musica! Vol.3, Andrea Apostoli, Mariagrazia Orlandini - Ed. Curci, Milano 2010
  • Ma che Musica…in dolce attesa!, Andrea Apostoli, Mariagrazia Orlandini - Ed. Curci, Milano 2011
  • Pam Pam - Canto senza parole, Quarteto Gordon - Shared Listening SL001 Sao Paulo/Montespertoli 2014
  • Pam Pam 2 - Omaggio a Edwin E. Gordon - Shared Listening SL002 Sao Paulo/Montespertoli 2015

Pubblicazioni in lingua italiana[modifica | modifica wikitesto]

  • L'apprendimento musicale del bambino dalla nascita all'età prescolare Edwin E. Gordon - Ed. Curci, Milano 2003
  • Canti melodici e ritmici senza parole secondo la Music Learning Theory, Edwin E. Gordon, Andrea Apostoli - Ed. Curci, Milano 2004
  • Ascolta tu, scopri le tue potenzialità musicali con i giochi di ascolto del Prof. Gordon, Edwin E. Gordon - Ed. Curci, Milano 2005
  • Ascolta con lui, canta per lui, guida pratica allo sviluppo della musicalità del bambino da 0 a 5 anni, Andrea Apostoli, Edwin E. Gordon - Ed. Curci, Milano 2005
  • Atti del I convegno AIGAM Il bambino in ascolto. L'apprendimento musicale tra senso e sensorialità, Milano 2009
  • Il bambino e la musica. L'educazione musicale secondo la Music Learning Theory di Edwin E. Gordon, a cura di Silvia Biferale. - Ed Curci, Milano 2010
  • Valutare la performance musicale. Progettare, costruire e utilizzare scale e strumenti di misurazione, Edwin E. Gordon - Ed. Curci, Milano 2011
  • ·La Music Learning Theory: aspetti teorici e pratici, Riccardo Nardozzi - Ed. Curci, Milano 2014
  • L’Educazione Vocale e Strumentale del Bambino in età scolare secondo la Music Learning Theory di Edwin Gordon, Riccardo Nardozzi, Andrea Apostoli - Edizioni Curci, Milano, 2017.

Altre pubblicazioni in lingua inglese[modifica | modifica wikitesto]

  • What Great Music, Andrea Apostoli, Alexandra Dufey - GIA Publications, Chicago 2010
  • Songs and Chants without words according to the principles of Music Learning Theory, Edwin E. Gordon, Andrea Apostoli - GIA Publications, Chicago 2015

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Edwin Gordon, Learning Sequences in Music: A Contemporary Learning Theory (Chicago: GIA Publications, Inc, 2007) 3. ISBN 978-1-57999-688-8
  2. ^ Richard F. Grunow, Music Learning Theory: A Catalyst for Change in Beginning Instrumental Music Instruction (Chicago: GIA Publications, Inc, 2005): 195.
  3. ^ R.C. Gerhardstein: A Biographical and Historical Account of an American Music Educator and Researcher (diss., Temple U., 2001), 200–259
  4. ^ Jere T. Humphreys, Music Learning Theory. Grove Music Online. Oxford Music Online. (Oxford University Press. Web. 29 Sep. 2015 http://oxfordindex.oup.com/view/10.1093/gmo/9781561592630.article.A2267268
  5. ^ John Kratus, "Relationships among Children's Music Audiation and Their Compositional Processes and Products," Journal of Research in Music Education Vol. 42, No. 2 (1994): 115-130, http://www.jstor.org/stable/3345496
  6. ^ James M. Jordan, "The Pedagogy of Choral Intonation: Efficient Pedagogy to Approach an Old Problem," The Choral Journal Vol. 27, No. 9 (1987): 9-13, 15-16. http://www.jstor.org/stable/23547288
  7. ^ Christopher Azzara, Audiation, Improvisation, and Music Learning Theory. (1991, The Quarterly, 2(1-2), 106-109.
  8. ^ Edwin Gordon, Rhythm: Contrasting the Implications of Audiation and Notation (Chicago: GIA Publications, 2000): 111. ISBN 1-57999-098-3.
  9. ^ Edwin Gordon, All About Audiation and Music Aptitudes (September 1999, Music Educators Journal)
  10. ^ Edwin Gordon, Learning Sequences in Music: A Contemporary Learning Theory (Chicago: GIA Publications, Inc, 2007) 4-5. ISBN 978-1-57999-688-8
  11. ^ Edwin Gordon, Learning Sequences in Music: A Contemporary Learning Theory (Chicago: GIA Publications, Inc, 2007) 5. ISBN 978-1-57999-688-8
  12. ^ Edwin Gordon, Learning Sequences in Music: A Contemporary Learning Theory (Chicago: GIA Publications, Inc, 2007) 15. ISBN 978-1-57999-688-8
  13. ^ Edwin Gordon, Learning Sequences in Music: A Contemporary Learning Theory (Chicago: GIA Publications, Inc, 2007) 20. ISBN 978-1-57999-688-8
  14. ^ Edwin Gordon, Learning Sequences in Music: A Contemporary Learning Theory (Chicago: GIA Publications, Inc, 2007): 101. ISBN 978-1-57999-688-8
  15. ^ Edwin Gordon, Learning Sequences in Music: A Contemporary Learning Theory (Chicago: GIA Publications, Inc, 2007): 106-107. ISBN 978-1-57999-688-8
  16. ^ Edwin Gordon, Learning Sequences in Music: A Contemporary Learning Theory (Chicago: GIA Publications, Inc, 2007): 122-130. ISBN 978-1-57999-688-8
  17. ^ Edwin Gordon, Learning Sequences in Music: A Contemporary Learning Theory (Chicago: GIA Publications, Inc, 2007): 130-133. ISBN 978-1-57999-688-8
  18. ^ Edwin Gordon, Learning Sequences in Music: A Contemporary Learning Theory (Chicago: GIA Publications, Inc, 2007): 137-140. ISBN 978-1-57999-688-8
  19. ^ Edwin Gordon, Learning Sequences in Music: A Contemporary Learning Theory (Chicago: GIA Publications, Inc, 2007): 141-145. ISBN 978-1-57999-688-8
  20. ^ Edwin Gordon, Learning Sequences in Music: A Contemporary Learning Theory (Chicago: GIA Publications, Inc, 2007): 145-150. ISBN 978-1-57999-688-8
  21. ^ Christopher D. Azzara, Edwin E, and Gordon, Richard F. Grunow. Jump Right In: the instrumental series teacher's guide book one and two, revised edition. (Chicago, IL: GIA Publications, Inc., 2001) 3.
  22. ^ Robert A. Cutietta, Edwin Gordon's Impact on the Field of Music Aptitude (Fall 1991: Philosophy in Music Education, Volume II, Number 1 & 2): 73
  23. ^ a b Robert A. Cutietta, Edwin Gordon's Impact on the Field of Music Aptitude (Fall 1991: Philosophy in Music Education, Volume II, Number 1 & 2):74
  24. ^ Richard Colwell, et al. "Music education." Grove Music Online. Oxford Music Online. Oxford University Press, accessed September 29, 2015, http://oxfordindex.oup.com/view/10.1093/gmo/9781561592630.article.A2267268
  25. ^ Edwin Gordon, Intermediate Measures of music audiation.(Chicago: G.I.A. Publications, 1982)
  26. ^ Edwin Gordon, Audie: A game for understanding and analyzing your child's music potential. (Chicago: G.I.A. Publications, 1989)
  27. ^ Robert A. Cutietta, Edwin Gordon's Impact on the Field of Music Aptitude (Fall 1991: Philosophy in Music Education, Volume II, Number 1 & 2):73
  28. ^ Edwin Gordon, All About Audiation and Music Aptitudes (September 1999, Music Educators Journal) 43
  29. ^ a b Paul G. Woodford, Evaluating Edwin Gordon's Music Learning Theory from a Critical Thinking Perspective. (Philosophy of Music Education Review 4, no. 2: Fall 1996):83-95
  30. ^ a b c Edwin Gordon, "Edwin Gordon Responds," Philosophy of Music Education Review, Vol. 5, No. 1 (1997): 57-58. http://www.jstor.org/stable/40495414
  31. ^ Edwin Gordon, Learning Sequences in Music: A Contemporary Learning Theory (Chicago: GIA Publications, Inc, 2007) ISBN 978-1-57999-688-8

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Runfola, M. & C. Taggart. (Eds.) The development and practical application of music learning theory. (Chicago: GIA, 2005)
  • Walters, D.L., and C.C. Taggart. Readings in music learning theory. (Chicago: GIA, 1989)
  • Grunow, R.F. Music Learning Theory: A catalyst for change in beginning instrumental music instruction. The Development and Practical Application of Music Learning Theory. Ed. Maria Runfola and Cynthia Crump Taggart. (Chicago: GIA Publications, INC, 2005)

Bibliografia in lingua italiana sulla Music Learning Theory[modifica | modifica wikitesto]

  • GORDON E. E., L'apprendimento musicale del bambino dalla nascita all'età prescolare, con Presentazione, Introduzione all'edizione italiana, nota alla traduzione e AppendiceI e II di Andrea Apostoli, Edizioni Curci, Milano, 2003
  • GORDON E. E. - APOSTOLI A., L'apprendimento musicale del bambino. Canti melodici e ritmici senza parole secondo la Music Learning Theory di E. E. Gordon, Edizioni Curci, Milano, 2004
  • APOSTOLI A., GORDON E. E., Canti melodici e ritmici senza parole, Curci, Milano, 2004
  • APOSTOLI A., Ascolta con lui, canta per lui, Edizioni Curci, Milano, 2005
  • GORDON E. E., Ascolta Tu, Edizioni Curci, Milano, 2005
  • APOSTOLI A., L'apprendimento musicale in età prescolare: il concetto di Audiation nella Music Learning Theroy di E. E. Gordon, in Musica, Ricerca e Didattica, a c. di A. Nuzzaci e G. Pagannone, Pensa Multimedia, Lecce, 2008
  • NARDOZZI R., La Music Learning Theory di Edwin Gordon, in Francesco Barone, Giuseppe Cristofaro, Teorie e prassi nell'asilo nido. Pensare, fare, educare, Edizioni Interculturali, Roma, 2009
  • APOSTOLI A., Ascolto e drammatizzazione del Falstaff di Giuseppe Verdi nella Scuola dell'Infanzia, in Insegnare il melodramma, sapere essenziali, proposte didattiche, a cura di Giorgio Pagannone, pp. 77–97, Pensa Multimedia, Lecce, 2010
  • NARDOZZI R., L'apprendimento della Musica nel bambino da 0 a 6 anni. Music Learning Theory: teoria e prassi secondo Edwin E. Gordon, Il Filo, Roma, 2010
  • AA.VV, Il bambino e la musica. L'educazione musicale secondo la Music Learning Theory di Edwin E. Gordon, Edizioni Curci, Milano, 2010
  • GORDON E. E., Valutare la Performance Musicale, progettare, costruire, e utilizzare scale e strumenti di valutazione e misurazione, edizione italiana a cura di Antonella Nuzzaci e Andrea Apostoli, Curci, 2011 (Titolo originale: Rating Scales and their uses for measuring and evaluating Achievement and Music Performance)
  • NARDOZZI R., Istruzione Formale e Didattica dello Strumento. L'educazione musicale e la didattica strumentale secondo i principi teorici e pratici della Music Learning Theory (MLT) di Edwin E. Gordon, in «Musicherie.net: Educazione Musicale», www.musicherie.net, ottobre 2013 (disponibile anche su www.aigam.it)
  • NARDOZZI R., La Music Learning Theory di Edwin E. Gordon: aspetti teorici e pratici, Edizioni Curci, Milano, 2014
  • NUZZACI A., Una ricerca osservativa sulle pratiche educative musicali nella prima infanzia: il modello della Music Learning Theory di E. Edwin Gordon, Brescia-Lecce, Pensa MultiMedia Editore s.r.l., 2012. ISBN 978-88-8232-980-8
  • NUZZACI A., "Educational practices in the model of Music Learning Theory of E. Edwin Gordon: an observational research", in Journal of Literature and Art Studies, III, 5, 2013, pp. 263–277. ISSN 2159-5836. DOI: 10.17265/2159-5836/2013.05.001
  • NARDOZZI R., APOSTOLI A., “L’Educazione vocale e strumentale del bambino in età scolare secondo la Music Learning Theory di Edwin Gordon” ed. Curci, Milano, 2017

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]


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