Glamour (periodico)

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Glamour
StatoItalia Italia
Periodicitàmensile
Formatorivista
Fondazione1992
EditoreCondé Nast Publications
Diffusione cartacea151 776 (agosto 2015)
ISSN1617-3929 (WC · ACNP)
Sito web
 

Glamour è una rivista mensile, indirizzata per lo più ad un pubblico femminile, che tratta principalmente argomenti inerenti alla moda e ai costumi della società. Pubblicata dall'editore statunitense Condé Nast Publications, è l'edizione italiana dell'omonima rivista nata nel 1939 con il nome di Glamour of Hollywood[1]. Esce dal 1992.

Oltre all'Italia, è pubblicata in moltissime nazioni, nella maggior parte dei casi con cadenza mensile.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il primo direttore della rivista è Grazia d’Annunzio che gli ha dato un’estetica forte e riconoscibile sin dall’inizio[2].

Nel 1998 Valeria Corbetta, direttore della rivista[3], la ha trasformato nel formato pocket.

Nel 2001 Danda Santini diventa il direttore della rivista e viene iniziata la creazione del sito online del mensile. Il compito viene affidato alla vice direttrice Paola Centomo[4].

Nel 2003 Paola Centomo prende il posto di direttore della rivista, e con lei il progetto di restyling vede la luce nel marzo dello stesso anno[5].

A paritire dal 2013, il giornale mensile è diretto da Cristina Lucchini e si conferma ancora oggi come il magazine più letto in Italia[6].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Agenziemoda, Agenzie di Moda: Glamour (magazine), su Agenzie di Moda. URL consultato il 19 maggio 2017.
  2. ^ Condé Nast Italia | Brand | Glamour, su www.condenast.it. URL consultato il 19 maggio 2017.
  3. ^ Valeria Corbetta – Da direttore di ‘Glamour’ a direttore di ‘Marie Claire’ | Prima Comunicazione, su primaonline.it. URL consultato il 19 maggio 2017.
  4. ^ (IT) 25 anni di "Glamour". Cristina Lucchini racconta il suo "Glamour" - Vogue.it, in Vogue.it, 13 marzo 2017. URL consultato il 19 maggio 2017.
  5. ^ Glamour, vent'anni di sfide vinte insieme alle donne, su Style.it. URL consultato il 19 maggio 2017 (archiviato dall'url originale il 7 marzo 2017).
  6. ^ (IT) cristina lucchini su Libero 24x7, in Libero 24x7. URL consultato il 19 maggio 2017.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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