Galassia Nana dell'Aquario

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Galassia Nana dell'Aquario
Galassia irregolare
IC 4662 (Telescopio spaziale Hubble)
IC 4662 (Telescopio spaziale Hubble)
Dati osservativi
(epoca J2000)
CostellazioneAquario
Ascensione retta20h 46m 51.8s
Declinazione-12° 50′ 53″
Distanza6,599 milioni di a.l.
(2,023 milioni di pc)
Redshift- 0,000470
Velocità radiale-141 km/s
Caratteristiche fisiche
TipoGalassia irregolare
Altre designazioni
Aquarius Dwarf, AqrDIG, DDO 210, IC 380, PGC 65367, MCG -02-53-003
Mappa di localizzazione
Galassia Nana dell'Aquario
Aquarius IAU.svg
Categoria di galassie irregolari

Coordinate: Carta celeste 20h 46m 51.8s, -12° 50′ 53″

La Galassia Nana dell'Aquario (AqrDIG) è una galassia nana irregolare situata nell'omonima costellazione alla distanza di circa 7 milioni di anni luce dalla Terra. Catalogata nel 1959 nel catalogo DDO (David Dunlap Observatory), fu poi descritta nel 1966 da Sidney van den Bergh[1].

La galassia mostra un blueshift, cioè è in avvicinamento verso la Via Lattea alla velocità di 137 km/s. Rispetto ad altre galassie simili la Nana dell'Aquario risulta di più debole luminosità[2]. Il diametro è stimato in circa 5.000 anni luce.

Anche se sussistono ancora alcuni dubbi, viene solitamente considerata un membro del Gruppo Locale e comunque si trova in una zona periferica.

In questa galassia sono state scoperte stelle del tipo variabili RR Lyrae, il che suggerisce l'esistenza di astri di età superiore a 10 miliradi di anni, anche se la maggior parte delle stelle presenti è molto più giovane con un'età media di circa 6,8 miliardi di anni[3]. Dal momento che nell'ambito del Gruppo Locale solo la Galassia Leo A possiede stelle con età media più bassa, si ipotizza una formazione stellare più recente possa essere associata all'isolamento in cui si è trovata questa galassia nel corso della sua esistenza[4].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Sidney van den Bergh e Sidney van den Bergh, Updated Information on the Local Group, in Publications of the Astronomical Society of the Pacific, vol. 112, nº 770, 1° aprile 2000, pp. 529–536, DOI:10.1086/316548. URL consultato il 31 marzo 2016.
  2. ^ Ayesha Begum e Jayaram N. Chengalur, Kinematics of Extremely Faint Dwarf Galaxies, in arXiv:astro-ph/0310171, 07 ottobre 2003. URL consultato il 31 marzo 2016.
  3. ^ Alan W. McConnachie, Nobuo Arimoto e Mike Irwin, The stellar content of the isolated transition dwarf galaxy DDO210, in Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, vol. 373, nº 2, 1° dicembre 2006, pp. 715–728, DOI:10.1111/j.1365-2966.2006.11053.x. URL consultato il 31 marzo 2016.
  4. ^ Andrew A. Cole, Daniel R. Weisz e Andrew E. Dolphin, Delayed Star Formation in Isolated Dwarf Galaxies: HST Star Formation History of the Aquarius Dwarf Irregular, in The Astrophysical Journal, vol. 795, nº 1, 13 ottobre 2014, pp. 54, DOI:10.1088/0004-637X/795/1/54. URL consultato il 31 marzo 2016.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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