Orchestra Sinfonica di Göteborg

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Orchestra Sinfonica di Göteborg
Gothenburg concert hall in French flag colours after Paris attacks in November 2015.JPG
La Göteborg Concert Hall con i colori della bandiera francese dopo gli attacchi Parigi nel novembre del 2015.
Paese d'origineSvezia Svezia
(Göteborg)
GenereMusica classica
Periodo di attività musicale1905 – in attività
Etichetta
Logo ufficiale
Sito ufficiale

L'Orchestra Sinfonica di Göteborg (OSG; svedese: Göteborgs Symfoniker) è un'orchestra sinfonica svedese con sede a Göteborg. La OSG è residente presso la Concert Hall Göteborg a Götaplatsen. L'orchestra ha ricevuto il titolo di Orchestra Nazionale di Svezia (svedese: Sveriges Nationalorkester) nel 1997.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La OSG fu fondata nel 1905 ed Heinrich Hammer fu il suo primo direttore principale. Il compositore Wilhelm Stenhammar è stato il secondo direttore principale dell'orchestra, dal 1907 al 1922. Oltre a Stenhammar che dirigeva le proprie opere, Jean Sibelius e Carl Nielsen fecero regolari apparizioni come direttori della OSG. Le fortune dell'orchestra subirono alti e bassi negli anni successivi, fino all'avvento di Neeme Järvi come direttore principale, dal 1982 al 2004.[1] Anche se l'OSG ha un vasto repertorio, ha una particolare affinità per le opere dei compositori romantici tardo nordici, come ad esempio Jean Sibelius ed Edvard Grieg. Durante il mandato di Järvi come direttore principale, la più lunga permanenza in carica di un direttore principale nella storia della OSG, la sua reputazione a livello mondiale aumentò notevolmente e quindi arrivarono le sponsorizzazioni della Volvo e un contratto discografico con la Deutsche Grammophon.[2] Järvi detiene attualmente il titolo di Direttore Principale emerito (Chefdirigent Emeritus) con la OSG.

Gustavo Dudamel è stato il più recente direttore principale della OSG, dal 2007 al 2012.[3][4] Dudamel ha ora il titolo di hedersdirigent (direttore onorario) del OSG. attuale direttore ospite principale dell'orchestra è Christian Zacharias. Nel mese di agosto 2012, l'OSG ha annunciato la nomina di Kent Nagano come direttore ospite principale e consulente artistico, a partire dalla stagione 2013-2014, con un contratto iniziale di 3 anni.[5] Nel mese di agosto 2014, Santtu-Matias Rouvali per primo ha diretto l'OSG come direttore ospite. Nel mese di maggio 2016, l'OSG ha annunciato la nomina di Rouvali come suo prossimo direttore principale, efficace con la stagione 2017-2018, ed un contratto iniziale di 4 anni.[6][7]

Oltre a Deutsche Grammophon, l'orchestra ha registrato in commercio per etichette come BIS.[8][9]

Direttori principali[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Tim Ashley, North stars, in The Guardian, 27 luglio 2001. URL consultato il 28 maggio 2016.
  2. ^ Andrew Clements, Sibelius: The Symphonies, Gothenburg SO/ Jarvi(Deutsche Grammophon, four SACDs), in The Guardian, 9 settembre 2005. URL consultato il 22 luglio 2012.
  3. ^ Reed Johnson, Conductor Gustavo Dudamel is riding a wave of Dudamania, in Los Angeles Times, 23 novembre 2008. URL consultato il 23 novembre 2008.
  4. ^ Dudamel förnyar kontrakt med Göteborgs Symfoniker till 2012, Göteborgs Symfoniker, 30 settembre 2009. URL consultato il 6 dicembre 2009.
  5. ^ Malin Clausson, Nagano tar över efter Dudamel, in Göteborgs-Posten, 30 agosto 2012. URL consultato il 3 settembre 2012 (archiviato dall'url originale il 2 settembre 2012).
  6. ^ Gothenburg Symphony appoints Santtu-Matias Rouvali as Chief Conductor, Harrison Parrott, 25 maggio 2016. URL consultato il 25 maggio 2016 (archiviato dall'url originale il 7 ottobre 2016).
  7. ^ 31-årig dirigent ska leda symfonikerna i Goteborg, in Sverige-Radio, 25 maggio 2016. URL consultato il 25 maggio 2016.
  8. ^ Andrew Clements, Tchaikovsky: Symphony No 6; Francesca da Rimini: Gothenburg Symphony/ Järvi (BIS), in The Guardian, 6 agosto 2004. URL consultato il 22 luglio 2012.
  9. ^ Tim Ashley, Gubaidulina: The Deceitful Face of Hope and of Despair; Sieben Worte, Bezaly/ Miki/ Thedeen/ Gothenburg Symphony/ Vanzago (BIS), in The Guardian, 4 maggio 2006. URL consultato il 22 luglio 2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Alain, ed. Pâris, Dictionnaire des interprètes et de l'interprétation musicale au XXe siècle, Paris, R. Laffont, 1995, ISBN 2-221-08064-5.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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