Fonderie Ilva di Follonica

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Fonderie Ilva di Follonica
Ilva.jpg
L'area delle ex fonderie
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneToscana
LocalitàFollonica
Coordinate42°55′22.08″N 10°45′38.16″E / 42.9228°N 10.7606°E42.9228; 10.7606
Informazioni generali
Condizionidismesso, parzialmente recuperato ad uso civile
UsoStabilimento siderurgico
Realizzazione
CommittenteIlva

La zona nota come area ex-ILVA è situata all'interno del centro abitato di Follonica, nella provincia di Grosseto, e racchiude gli stabilimenti ormai dismessi dell'ex-ILVA. La posizione geografica degli stabilimenti dell'ex-Ilva è stata determinata dalla equidistanza fra le miniere di ferro elbane e i grandi boschi demaniali dove veniva prodotto il carbone di legna. Sui due lati dell'area si è sviluppata una lottizzazione a maglie ortogonali che ha interessato il territorio compreso tra la fabbrica e la marina. Con le espansioni che si sono sviluppate oltre il torrente Petraia, l'area è collocata in posizione baricentrica rispetto all'agglomerato urbano complessivo. Attualmente alcuni fabbricati versano in condizioni di completo abbandono, altri sono già stati destinati ad attività importantissime per la città, vista la centralità dell'area.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Cancello monumentale

Le origini[modifica | modifica wikitesto]

1546
Gli Appiani, signori di Piombino, fanno costruire a Follonica, accanto a un mulino già esistente, una ferriera alla casentinese per fondervi il ferro estratto dalle miniere di Rio nell'Elba.
1557-1568
Follonica viene dotata, probabilmente da Cosimo Granduca di Toscana, di un nuovo impianto di raffinazione del ferro.
1577-1578
Sotto la direzione di Benedetto Tornaquinci viene costruito un grande forno fusorio per fondere il ferro elbano
1806
Costruzione di un secondo forno quadro, detto il "Fornino"
1815
Col Congresso di Vienna la giurisdizione sui territori dell'ex Principato di Piombino passa al Granducato di Toscana e inizia un'azione di ammodernamento e miglioramento degli impianti produttivi.
1818
Si costruisce il primo forno tondo, il S. Ferdinando
1831
Leopoldo II dà il via alla grande bonifica maremmana e Follonica diviene il centro dell'Imperiale e Reale Amministrazione delle Miniere di Rio e delle Fonderie del Ferro di Follonica (IRAMFF) che avvia un intenso programma di rinnovamento tecnologico degli impianti, facendo di Follonica uno dei più moderni e funzionali poli della siderurgia a livello nazionale. Da questa data iniziano le vicende connesse all'attività dei nuovi stabilimenti industriali.
1834-1841
Viene realizzato il complesso della fonderia su progetto di H. A. Brasseur, con i due forni accoppiati di S. Leopoldo, inaugurato nel 1835, e di Maria Antonia, inaugurato nel 1841.
1843
Viene completato il "Forno piccolo" per la produzione di getti di seconda fusione.
1844
Realizzazione della seconda ferriera detta "alle Contese".
1851
In cambio di un prestito alle Reali Finanze, la Società Cointeressata (Banca Bastogi) assume, in concessione trentennale, la gestione diretta degli impianti.
1853-1854
Si inizia la costruzione dei Forni delle Ringrane.
1855-1859
Costruzione dell'Altoforno n. 4 o "Fornone".
1897
Concessione in affitto ventennale prorogabile alla nuova "Società Anonima Alti Forni e Fonderie di Piombino", qualche anno dopo fusasi con la "Società Elba" in un potente trust siderurgico, che assume nel 1918 la denominazione di "Ilva".

In Ilva[modifica | modifica wikitesto]

1905-1907
Viene realizzato il nuovo polo siderurgico piombinese e comincia la lenta fine delle fonderie di Follonica.
1907
Vengono demoliti i quattro forni follonichesi e lo stabilimento viene declassato a fonderia di seconda fusione con la realizzazione della fonderia n. 1.
1926
Costruzione della fonderia per cilindri.
1935
Realizzazione del forno a crogiuolo per le fusioni di piombo.
1960
Chiusura dello stabilimento Ilva di Follonica.

Il recupero[modifica | modifica wikitesto]

Attualmente l'area dopo una serie di interventi di recupero, è sede fra l'altro, della Porta del Parco Tecnologico Archeologico delle Colline Metallifere Grossetane, della Biblioteca Comunale, del Museo del ferro e delle ghisa e del polo universitario distaccato dell'Università degli Studi di Siena.

Edifici[modifica | modifica wikitesto]

Gli edifici attualmente presenti nell'area sono:

  • Bottaccio, serbatoio dell'acqua risalente già al XVI secolo.[1]
  • Cancello monumentale in ghisa (1831-1845) progettato da Alessandro Manetti e Carlo Reishammer.[2]
  • Carbonile (1840).[3]
  • Casa con torretta, ex ferriera e distendino seicenteschi, riattivati a partire dal 1818, dopo il 1845 invece adibita ad alloggio dei lavoratori.[4]
  • Case della Condotta (la prima costruita tra il 1817 e il 1822, le altre due nel corso degli anni trenta dello stesso secolo), alloggi di cavallai e bovari.[5]
  • Casetta Pierallini, palazzina settecentesca dall'affittuario delle ferriere Francesco Pierallini, poi ristrutturata dal 1818 per essere alloggio del guardia boschi.[6]
  • Centralina idroelettrica (1910).[7]
  • Due casotti di guardia di fianco all'entrata del cancello (1845).[8]
  • Fonderia n. 1, risalente al 1918 su modifica di un edificio del 1839.[9]
  • Fonderia n. 2, composta da più edifici realizzati a partire dal 1834, un tempo affiancata da due forni, San Leopoldo (1835) e Maria Antonia (1841), demoliti entrambi dopo il 1907.[10] Oggi ospita il Teatro Fonderia Leopolda.[11]
  • Forni delle Ringrane, edificati a partire dal 1853, poi chiusi nel 1907.[12]
  • Forno di San Ferdinando, ex mulino quattrocentesco, ferriera dal 1546 e forno fusorio dal 1818, smantellato poi dopo il 1907 e oggi sede del Museo delle arti in ghisa nella Maremma.[13]
  • Palazzina del Direttore (1822-1832).[14]
  • Palazzina dell'Ospedale Ricovero (1838-1841).[15]
  • Palazzina dell'osteria e dispensa, risalente al 1651 e oggi scuola media.[16]
  • Palazzo con Torre dell'Orologio, ex cappella seicentesca successivamente modificata (1839) prima per ospitare il granduca, poi utilizzata come alloggio dei dipendenti.[17]
  • Palazzo del Forno Quadro, risalente al 1578, ricostruito tra il 1838 e 1840, oggi sede della biblioteca comunale.[18]
  • Palazzo Granducale, ex dispensa nei primi del XIX secolo, poi alloggio del granduca dal 1845 e oggi sede delle guardie forestali.[19]
  • Porticato dei getti e dei camerotti (1842), voluto dal granduca per riparare gli sbavatori al piano terra, mentre al piano superiore dormitorio per i lavoratori, ampliato nel 1926 per ospitare la fonderia dei cilindri con la troniera, attiva fino alla chiusura nel 1960.[20]
  • Residenze dei lavoranti, abitazioni per i dipendenti realizzati tra il 1838 e il 1846.[21]
  • Torre idraulica in pietre e laterizi (1910).[22]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Bottaccio Archiviato il 22 maggio 2019 in Internet Archive., MAGMA.
  2. ^ Cancello monumentale Archiviato il 22 maggio 2019 in Internet Archive., MAGMA.
  3. ^ Carbonile Archiviato il 22 maggio 2019 in Internet Archive., MAGMA.
  4. ^ Casa con torretta Archiviato il 22 maggio 2019 in Internet Archive., MAGMA.
  5. ^ Case della Condotta Archiviato il 4 marzo 2016 in Internet Archive., MAGMA.
  6. ^ Casetta Pierallini Archiviato il 22 maggio 2019 in Internet Archive., MAGMA.
  7. ^ Centralina idroelettrica Archiviato il 4 marzo 2016 in Internet Archive., MAGMA
  8. ^ Casotti di guardia Archiviato il 22 maggio 2019 in Internet Archive., MAGMA.
  9. ^ Fonderia n. 1 Archiviato il 22 maggio 2019 in Internet Archive., MAGMA.
  10. ^ Fonderia n. 2 Archiviato il 22 maggio 2019 in Internet Archive., MAGMA.
  11. ^ Fonderia n. 2 sul sito del Comune.
  12. ^ Forni delle Ringrane Archiviato il 22 maggio 2019 in Internet Archive., MAGMA.
  13. ^ Forno di San Ferdinando Archiviato il 13 novembre 2013 in Internet Archive., MAGMA.
  14. ^ Palazzina del Direttore Archiviato il 22 maggio 2019 in Internet Archive., MAGMA.
  15. ^ Ospedale ricovero Archiviato il 22 maggio 2019 in Internet Archive., MAGMA.
  16. ^ Osteria e dispensa Archiviato il 4 marzo 2016 in Internet Archive., MAGMA.
  17. ^ Torre dell'Orologio Archiviato il 22 maggio 2019 in Internet Archive., MAGMA.
  18. ^ Palazzo del forno quadro Archiviato il 4 marzo 2016 in Internet Archive., MAGMA.
  19. ^ Palazzo Granducale Archiviato il 22 maggio 2019 in Internet Archive., MAGMA.
  20. ^ Porticato dei getti e dei camerotti Archiviato il 22 maggio 2019 in Internet Archive., MAGMA.
  21. ^ Residenze dei lavoranti Archiviato il 22 maggio 2019 in Internet Archive., MAGMA.
  22. ^ Torre idraulica Archiviato il 22 maggio 2019 in Internet Archive., MAGMA.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]