Flammeum

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Il flammeum era un velo da sposa usato nell'antica Roma.

Nel matrimonio romano è attestato l'uso del flammeum, di colore fiamma, ossia arancione o giallo o rosso. Questo velo scendeva dal capo della sposa per coprirne la parte alta del volto e, nel corso della cerimonia, veniva sollevato e teso anche sul capo dello sposo. Sul flammeum era poggiata una corona intrecciata di maggiorana e verbena poi sostituita, in età imperiale, da una di mirto e fiori d'arancio: tale corona simboleggiava la vittoria della sposa che, fino a quel momento, aveva protetto la sua verginità dagli attacchi della passione.

La presenza del flammeum nell'abbigliamento tradizionale della sposa romana deve probabilmente la sua origine alla flaminica Dialis, la moglie del Flamine Diale, sacerdote di Giove: la flaminica indossava un abito e un velo color fiamma con il quale, durante i sacrifici, si velava il capo.

Il flammeum era considerato un segno di buon auspicio, poiché alla flaminica non era lecito divorziare. Secondo altri invece il flammeum aveva una valenza simbolica negativa, in quanto rappresentava la rinuncia alla libertà e la reclusione fra le pareti domestiche.

L'importanza di questo capo di abbigliamento per la sposa romana era tale che l'atto di sposarsi per la donna era detto nubere, ossia in senso proprio "velarsi, prendere il velo".