FIVI

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Logo FIVI
Il logo di FIVI, liberamente ispirato all'opera di Fortunato Depero

La FIVI – Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti rappresenta di fronte alle istituzioni i vignaioli. Le principali azioni della FIVI sono di tipo sindacale e di rappresentanza. I soci aderenti sono più di 1300, provenienti da tutta Italia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2006 inizia il percorso di costituzione della FIVI. Due anni dopo, CEVI - Confederazione Europea Vignaioli Indipendenti e FWS - Associazione dei Vignaioli Indipendenti dell’Alto Adige si attivano per istituire anche in Italia un gruppo a difesa degli interessi dei Vignaioli Indipendenti.

Il 17 luglio 2008 con la prima Assemblea Costituente presso la Reggia di Colorno (PR) viene costituita uffialmente la Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti. FIVI entra nella CEVI - Confederazione Europea dei Vignaioli Indipendenti, che comprende associazioni di vignaioli provenienti da tutta Europa.

Il primo presidente eletto è Costantino Charrère, vignaiolo in Valle d’Aosta. Gli succede nel 2013 Matilde Poggi, vignaiola in Veneto. Matilde Poggi viene rieletta nel 2016 e nel 2019. Il 9 novembre 2012 FIVI è stata ufficialmente riconosciuta come Persona Giuridica. I Vignaioli Indipendenti sono accreditati presso il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali e presso il Tavolo Vitivinicolo della Regione Piemonte, istituito il 07 novembre 2011 con DGR 57. La Federazione presenta interrogazioni e proposte che riguardano tutta la filiera del vino e interviene su temi riguardanti il lavoro e la vita dei vignaioli. FIVI fa anche parte della Consulta del Vino Italiano[1].

I presidenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Costantino Charrère 2008 - 2013
  • Matilde Poggi 2013 - in carica

I soci[modifica | modifica wikitesto]

Aderiscono alla FIVI le aziende vitivinicole, individuali o agricole, che si occupano in prima persona di tutte le fasi della produzione, ovvero la conduzione del vigneto, la vinificazione e la commercializzazione; le cooperative agricole di ridotte dimensioni così definite dall’art 21 della legge 266/1997; le associazioni di produttori di vino.

Nel 2020 i soci hanno raggiunto il numero di 1300. Sono distribuiti in tutta Italia, per una superficie totale di vigneti di 13.000 ettari. In media ogni socio aderente conduce 10 ettari di vite. Il 51% dei vigneti è a coltivazione biologica/biodinamica e il 49% a lotta integrata. Le bottiglie in commercio raggiungono i 95 milioni. Il fatturato complessivo è di 0,8 miliardi di euro, nei quali 330 milioni di euro sono costituiti dall’export[2].

Le attività[modifica | modifica wikitesto]

FIVI difende gli interessi morali, sociali, tecnici, economici e amministrativi dei Vignaioli Indipendenti. Contribuisce ai piani di sviluppo della filiera vitivinicola nelle singole regioni, in Italia e in Europa. FIVI svolge anche un’attività propositiva sia a livello economico che legislativo.

Il Mercato dei Vini[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2011 si è svolta a Piacenza la prima edizione del Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti FIVI. Da allora il Mercato si ripete ogni anno nel corso dell’ultimo weekend di novembre presso Piacenza Expo. I Vignaioli Indipendenti, provenienti da tutta Italia, espongono e vendono al pubblico i loro vini[3].

Il simbolo[modifica | modifica wikitesto]

Nel logo della FIVI - liberamente ispirato al lavoro di Fortunato Depero - è disegnato un vignaiolo che tiene sul capo un cesto di uva. La sua ombra ha la forma di una bottiglia. Il simbolo rimanda alle caratteristiche che contraddistinguono il vino prodotto dai soci, seguito in tutte le fasi di produzione direttamente dal vignaiolo. Il logo può essere posto sulle bottiglie ed è riservato all’uso esclusivo degli associati FIVI.

Note[modifica | modifica wikitesto]