Ermenegildo Zegna

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Ermenegildo Zegna
Logo
StatoItalia Italia
Forma societariasocietà per azioni
Fondazione1910 a Trivero
Fondata daErmenegildo Zegna
Sede principaleMilano
Filiali
  • Zegna Su Misura
  • Z Zegna
  • Agnona
  • Longhi Pelletteria
Persone chiave
Settoremoda
Prodottiabbigliamento maschile
Fatturato1.18 miliardi di [1] (2017)
Utile netto32,8 milioni di [1] (2017)
Dipendenti7000
Sito web

Ermenegildo Zegna (IPA: [eɾmeneˌʤildo ˈʣeɲɲa]) (spesso abbreviato e conosciuto semplicemente come Zegna) è una casa di moda di lusso italiano che produce abbigliamento e accessori maschili.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Gli inizi[modifica | modifica wikitesto]

Gli inizi dell'impresa familiare risalgono alla seconda metà dell'Ottocento. Angelo Zegna, di professione orologiaio, decide di aprire un laboratorio tessile. Dei suoi dieci figli, sarà l'ultimo nato - Ermenegildo Zegna - a prendere in mano le sorti di quella che diventerà una delle realtà più note e dinamiche dell'imprenditoria familiare italiana.

Il Lanificio Zegna viene fondato a Trivero nel 1910. L'obiettivo di Ermenegildo Zegna era quello di produrre tessuti di alta qualità per abbigliamento maschile selezionando le materie prime e importandole dall'Australia e dal Sudafrica, i macchinari utilizzati dal lanificio provenivano dalla Gran Bretagna, paese concorrente.

Alla fine degli anni trenta l'azienda impiegava oltre 1.000 dipendenti e cominciava le esportazioni negli Stati Uniti.

La crescita[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni sessanta Angelo e Aldo Zegna, figli di Ermenegildo, subentrarono, al posto del padre, al timone dell'azienda; nel 1968 fu aperto a Novara lo stabilimento per la confezione di pantaloni, cappotti e giacche. Ben presto l'azienda cominciò un'espansione al di fuori dell'Italia. Si allargò la produzione, nacquero linee di abbigliamento sportivo e accessori, nel 1972 si arriva al servizio "Su Misura".

Nel corso degli anni ottanta la filiera Zegna si è accresciuta attraverso l'apertura dei primi negozi monomarca, a Parigi nel 1980 e a Milano nel 1985. Alla fine degli anni novanta è stata avviata una strategia, basata sulla verticalizzazione, sulla diversificazione e sulla cosiddetta "brand extension". L'obiettivo era quello di espandere il business degli accessori e arricchire la gamma di prodotto appartenenti allo Stile Zegna.

Le acquisizioni[modifica | modifica wikitesto]

La diversificazione è passata anche attraverso alcune importanti acquisizioni. Nel 1999, il Gruppo Zegna ha acquistato la casa di moda Agnona, mentre dal 2002 controlla l'azienda Guida, proprietaria del marchio di pelletteria Longhi. Nel settembre dello stesso anno, Zegna ha costituito la società ZeFer, una joint venture paritetica con il Gruppo Salvatore Ferragamo per gestire, nel mondo, lo sviluppo di Zegna nel settore delle calzature e della pelletteria.

Nel 2003, Zegna ha aumentato la propria presenza nel mercato cinese, attraverso l'acquisto del 50% dell'azienda SharMoon, appartenente alla famiglia Chen, che produce abiti di alta qualità per il mercato cinese. Del 2003 è anche il lancio del primo profumo Zegna: è Essenza di Zegna, distribuito da YSL Beauté. Nel 2005, a questa fragranza si è aggiunta Z Zegna, anch'essa prodotta e distribuita nel mondo dalla divisione cosmetica del Gruppo Gucci. Nel 2007 il lancio di Zegna Intenso.

L'azienda distribuisce i suoi prodotti su oltre sessanta mercati mondiali ed ottiene all'estero il 90%% del suo fatturato. Nel 2016 Zegna acquisisce il 60% della Bonotto, azienda tessile di fascia alta di Molvena, Vicenza, con un fatturato di una trentina di milioni di euro; la famiglia Bonotto resta con il 40% e la responsabilità della gestione.[2] Nel giugno 2016 Alessandro Sartori diventa il nuovo direttore artistico del gruppo Zegna sostituendo Steefano Pilati.[3] Nel 2017 Zegna cede a un gruppo americano lo stabilimento di Città del Messico che produce abiti e giacche destinati a Stati Uniti e America Latina. Le produzioni messicane saranno riportate in Europa.[4]

Nel gennaio 2018 Zegna e l'imprenditore Vincenzo Caldesi si aggiudicano all'asta il Cappellificio Cervo di Biella, fermo dal dicembre 2016 e messo in liquidazione dal tribunale biellese. In partnership, come socio d'opera, Artigiana Cappellai della famiglia Borrione.[5]

Dati economici[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2016 i ricavi hanno toccato 1,15 miliardi di euro con un utile di 20 milioni.[6] Nel 2017 il fatturato ha raggiunto 1,18 milirdi (+4,5%), gli utili hanno toccato i 32,8 milioni (+64%), il Margine operativo lordo (Mol) è di 142 milioni (il 12% delle vendite). I negozi monomarca sono 504 di cui 272 a gestione diretta e 232 di terzi.[1]

Incarichi[modifica | modifica wikitesto]

Amministratore del gruppo è Ermenegildo (Gildo),[7] nipote del fondatore, Angelo è presidente onorario del Gruppo, mentre Aldo è mancato nel 2000. Paolo Zegna, oltre ad essere presidente del Gruppo Zegna, è vicepresidente di Altagamma e ha ricoperto negli ultimi anni diversi incarichi come vice presidente di Confindustria, presidente di SMI (sistema moda Italia), presidente di Milano Unica, presidente di Idea Biella, vice presidente di Pitti Immagine, membro del cda del Centro di Firenze per la moda italiana e del quotidiano economico Il Sole 24 Ore.

Archivio[modifica | modifica wikitesto]

L'archivio storico del Gruppo Ermenegildo Zegna è conservato presso Casa Zegna a Trivero[8], presso Biella. Si tratta di un polo archivistico omnicomprensivo con origine dalle realtà triveresi ma con sviluppo internazionale che accoglie i documenti, le fotografie, i disegni tecnici, i campionari e gli oggetti generati in cento anni di attività industriale. È suddiviso nei fondi: A.D.A.M. Società anonima drapperie abbigliamento maschile di Milano (estremi cronologici:1931-1958)[9], Agnona (estremi cronologici:1950-2008)[10], Alea (estremi cronologici:1984)[11], Artema (estremi cronologici:1989-2005)[12], Bielmonte (estremi cronologici:1950-1956)[13], Bolgheri (estremi cronologici:1982-1996)[14], Caesar (estremi cronologici:1965-1971)[15], Condotti (estremi cronologici:1969-1976)[16], Consitex (estremi cronologici:1975-1991)[17].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Zegna torna a crescere e pianifica nuove aperture, su repubblica.it, 16 aprile 2018. URL consultato il 13 giugno 2018.
  2. ^ Shopping tessile Zegna si compra Bonotto, su pambianconews.com, 3 ottobre 2016. URL consultato il 4 novembre 2017.
  3. ^ Alessandro Sartori è il nuovo direttore artistico di Zegna, su ilpost.it, 5 febbraio 2016. URL consultato il 13 giugno 2018.
  4. ^ Corriere della Sera, 4 novembre 2017.
  5. ^ Ermenegildo Zegna rilancia il Cappellificio Cervo nella cordata di Caldesi, su lastampa.it, 22 gennaio 2018. URL consultato il 13 giugno 2018.
  6. ^ Zegna, nel 2016 fatturato in frenata ma si consolida la posizione finanziaria, su lastampa.it, 6 aprile 2017. URL consultato il 4 novembre 2017.
  7. ^ (EN) Gildo Zegna Bio, su businessoffashion.com. URL consultato il 21 dicembre 2017.
  8. ^ Casa Zegna, su SIUSA. Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Archivistiche. URL consultato l'8 maggio 2018.
  9. ^ A.D.A.M. Società anonima drapperie abbigliamento maschile di Milano, su SIUSA. Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Archivistiche. URL consultato l'8 maggio 2018.
  10. ^ Fondo Agnona, su SIUSA. Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Archivistiche. URL consultato l'8 maggio 2018.
  11. ^ Fondo Alea, su SIUSA. Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Archivistiche. URL consultato l'8 maggio 2018.
  12. ^ Fondo Artema, su SIUSA. Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Archivistiche. URL consultato l'8 maggio 2018.
  13. ^ Fondo Bielmonte, su SIUSA. Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Archivistiche. URL consultato l'8 maggio 2018.
  14. ^ Fondo Bolgheri, su SIUSA. Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Archivistiche. URL consultato l'8 maggio 2018.
  15. ^ Fondo Caesar, su SIUSA. Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Archivistiche. URL consultato l'8 maggio 2018.
  16. ^ Fondo Condotti, su SIUSA. Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Archivistiche. URL consultato l'8 maggio 2018.
  17. ^ Fondo Consitex, su SIUSA. Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Archivistiche. URL consultato l'8 maggio 2018.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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