E pur si muove!

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E pur si muove! (varianti: Eppur si muove!, E pur si move!) è una frase celebre della lingua italiana.

La frase sarebbe stata pronunciata da Galileo Galilei al tribunale dell'Inquisizione al termine della sua abiura dell'eliocentrismo.

In realtà la frase è stata soltanto attribuita a Galileo da Giuseppe Baretti, che aveva ricostruito la vicenda per il pubblico inglese, in un'antologia pubblicata a Londra nel 1757, Italian Library.

La fonte bibliografica[modifica | modifica wikitesto]

Il proposito di Baretti era chiaramente quello di evidenziare l'atteggiamento contraddittorio ed intellettualmente violento della Chiesa cattolica del tempo.[1]

(EN)

« This is the celebrated Galileo, who was in the inquisition for six years, and put to the torture, for saying, that the earth moved. The moment he was set at liberty, he looked up to the sky and down to the ground, and, stamping with his foot, in a contemplative mood, said, Eppur si move; that is, still it moves, meaning the earth. »

(IT)

« Questo è il famoso Galileo, che fu sottoposto all'inquisizione per sei anni, e torturato per aver detto che la terra si muoveva. Quando fu liberato, egli alzo' lo sguardo al cielo e giù verso terra e battendo il piede, con animo contemplativo disse: Eppur si move; ossia, ancora si muove, intendendo la terra. »

(Giuseppe Marco Antonio Baretti, The Italian Library)

[2]

A "muoversi", naturalmente, è la Terra, secondo quella teoria copernicana che Galilei aveva cercato di verificare sperimentalmente e che aveva difeso nel Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo. Inventando l'aneddoto, Baretti voleva probabilmente difendere la dignità dello scienziato italiano, pure costretto dalla religione all'atto di abiura. Infatti, mentre da una parte le teorie eliocentriche che egli aveva insegnato come vere erano in realtà solo ipotesi matematiche, e lo portarono perciò all'abiura, dall'altra parte l'apparato di teorie e osservazioni suggerivano a Galileo la veridicità delle teorie, che infatti successivamente sarebbero state dimostrate scientificamente.

L'utilizzo della frase nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

In una celebre conferenza tenuta alla Columbia University nel semestre invernale del 1909, all’interno di un ciclo dedicato a Charles Darwin e la sua influenza sulla scienza, John Dewey affermò che Darwin "disse delle specie ciò che Galileo aveva detto della Terra, «e pur si muove»"[3].

La frase viene ancora usata, nel lessico giornalistico e colloquiale, per esprimere un dubbio o un'intima certezza che resiste a tutte le rassicurazioni (o le intimidazioni) fornite dall'interlocutore[4].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Galileo disse davvero "Eppur si muove"?, su Focus.it. URL consultato il 3 novembre 2015.
  2. ^ vedi pag. 52, Baretti (1757)
  3. ^ J. Dewey, The influence of Darwinism on Philosophy, in The influence of Darwin on Philosophy and Other Essays, H. Holt & Co., New York 1910, rist. Prometheus Books, Ahmerst (N. Y.) 1997, rist. in italiano John Dewey, L'influenza del darwinismo sulla filosofia, Società degli individui, 2007, fascicolo 28, p. 154 (Milano: Franco Angeli, 2007).
  4. ^ Eppur si muove: l'EmDrive, il motore impossibile, in National Geographic. URL consultato il 09 dicembre 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giuseppe Marco Antonio Baretti, The Italian Library. Containing an Account of the Lives and Works of the Most Valuable Authors of Italy: With a Preface, Exhibiting the Changes of the Tuscan Language, from the Barbarous Ages to the Present Time, A. Millar in the Strand (Londra), 1757