Enzo Fusco

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Lorenzo Fusco, detto Enzo (Napoli, 1º gennaio 1899Napoli, 27 luglio 1951), è stato un cantante, chitarrista e poeta italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Napoli il 1º gennaio 1899 da Carlo Fusco (di Sant'Agata de' Goti) e da Maria Teresa Folena (di Lucca), fu il primo di sette fratelli, quattro dei quali divennero apprezzati musicisti. Tarcisio, compositore, pianista e direttore d’orchestra, fu uno dei primi musicisti a dedicarsi ai rapporti tra la musica ed il cinema dirigendo orchestre durante la proiezione dei film muti. Antonio e Romeo furono rispettivamente violinista e percussionista. Infine Giovanni, il più giovane dei fratelli, fu compositore, pianista e direttore d'orchestra, e lavorò principalmente alla composizione di colonne sonore per film.

Il padre, proprietario di una friggitoria nel famoso borgo Sant'Antonio Abate, avrebbe voluto che il figlio scegliesse una carriera professionale: un medico o un avvocato. Ma il giovanissimo Enzo si appassionò al teatro e alla canzone e cominciò a trascurare lo studio. Compagno di studi di Beniamino Gigli all'Accademia nazionale di Santa Cecilia a Roma, iniziò a recitare in compagnie filodrammatiche con Ettore Petrolini e presto trovò lavoro come impiegato. Poi, unitosi al maestro Giuseppe Cioffi, anch'egli alle primi armi, scrisse un gruppo di canzoni italiane che, restate per alcuni anni inedite, egli stesso cantava nei salotti. Questi primi componimenti lo fecero classificare come autore dalla vena facile, efficace, intelligente, originale.

Dotato di una voce da tenore, negli anni venti iniziò a registrare su dischi in vinile grandi liriche partenopee e famose canzoni patriottiche. Il suo primo disco fu realizzato il 19 novembre 1924 per la Società Italiana di Fonotipia, con la quale Fusco registrò fino al 20 aprile 1929, accompagnandosi alla chitarra. Nel corso degli anni trenta collaborò con quasi tutte le case discografiche italiane e scrisse diverse fortunatissime canzoni, delle quali, in qualche caso, fu anche autore della musica. In questo periodo Fusco incise, insieme al grande Crivel, numerose canzoni fasciste e militari come Il condottiero, Giovinezza, Carovane del Tigrai, Ritorna il legionario, Canzone azzurra e Amba Alagi.

Il suo maggiore successo fu la canzone napoletana Dicitencello vuje, scritta nel 1930 su musica di Rodolfo Falvo. Lanciata da Vittorio Parisi al Teatro Augusteo e da Fusco stesso incisa per la Columbia Records all'inizio del 1931, fu oggetto, nel corso degli anni, di altre innumerevoli versioni e reinterpretazioni.

Successivamente Fusco riprese l'attività d'impiegato, che aveva abbandonato, e lavorò per alcuni anni nelle Ferrovie dello Stato. Nel 1951, ammalatosi, fu ricoverato nel reparto di malattie psichiatriche e neurologiche del Vecchio Policlinico di Napoli, dove gli fu riscontrato un tumore incurabile del midollo spinale. Il 27 luglio Fusco, in un profondo attimo di sconforto, si gettò nel vuoto dalla finestra della sua camera al secondo piano, sfracellandosi al suolo.

Discografia parziale[modifica | modifica wikitesto]

78 giri[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]