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Ema (Shinto)

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Ema presso il santuario Tsurugaoka Hachiman di Kamakura.

Gli ema (絵馬 Ema?) sono piccole tavolette di legno su cui i credenti shintoisti scrivono preghiere o desideri.[1]

Caratteristiche e significato[modifica | modifica wikitesto]

Gli ema vengono lasciati appesi nei templi, dove i kami (spiriti o dei) li possono leggere. Essi hanno solitamente forma e dimensione uniformi (un pentagono irregolare di circa 20 cm di base), ma vi vengono impresse immagini differenti, come animali od icone shintoiste; inoltre spesso riportano la parola "negai" (願い? "desiderio") o "wish" ("desiderio" in inglese) scritta su una faccia. Normalmente l'immagine sulla tavoletta dovrebbe essere un cavallo, in giapponese "uma" (?) (contratto in "ma" nelle parole composte): infatti "ema" letteralmente significa "immagine di cavallo". Questo nome ha origine dal fatto che in passato i cavalli reali venivano offerti ai templi in cambio di salute e benedizione.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

A partire dal periodo Edo, nel periodo di maggior popolarità del teatro Kabuki, divenne comune per i templi ed i santuari ricevere ema da parte di pittori della scuola Torii. Questi possedevano quasi il monopolio della produzione di cartelli e di altro materiale promozionale per questi teatri, ed iniziarono a donare grandi dipinti di attori Kabuki fatti su tavolette di legno ai santuari. Nonostante i soggetti raffigurati potessero apparire insoliti per il contesto religioso, questi quadri furono ben accettati ed entrarono a far parte delle altre icone religiose dei santuari.

Contrariamente alle tradizioni occidentali dove la preghiera ha scopo di riverenza, lode e beatificazione di Dio, nello Shintoismo le persone chiedono ai kami una grande varietà di cose, che vanno dalla pace nel mondo alla buona valutazione nel prossimo esame. Alcuni dei più popolari e principali santuari, come Santuario Meiji di Tokyo, si possono trovare ema scritti in molte lingue che sono stati lasciati dai turisti e contengono i propri desideri e le preghiere.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Historical Dictionary of Shinto, Stuart D. b. Picken, pagina 54; ed. Scarecrow Press, anno 2002

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