Dura lex, sed lex

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Dura lex, sed lex («La legge è dura, ma è legge») è un invito, tratto da Socrate, a rispettare la legge anche nei casi in cui è più rigida e rigorosa. Secondo una diffusa attribuzione di significato, avendo lo scopo di risanare gli abusi, lesivi del diritto privato e pubblico, ossia in considerazione del beneficio della comunità, questo brocardo inviterebbe all'osservanza di leggi anche gravose.

Secondo altra interpretazione, ascrivibile al filosofo Fabio Germanà, la frase socratica è un invito a non rispettare tout court la legge. Poiché la legge è legge, non è giusta, è legge. Non c'è alcuna giustizia, così Socrate muore per mostrare la mostruosità di una legge ingiusta e come tale da combattere ed avversare, persino con la morte.

Questo motto risale al periodo di introduzione nell'antica Roma delle leggi scritte. Fino ad allora le leggi venivano tramandate per via orale e quindi si prestavano alla modifica da parte dei giudici, detentori del potere di riferire la tradizione orale. Essi introducevano una sorta di arbitrio. In questa ottica il motto significa: sebbene la legge sia dura, è una legge scritta, permane - temporaneamente - per tutti.

Tale frase, pertanto, non va contro la morale rivoluzionaria che afferma che una legge troppo dura o addirittura sbagliata nella sua formulazione non debba essere comunque subita.


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