Doppio

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Dante Gabriel Rossetti, How They Met Themselves, acquerello, 1860-1864 circa

Il doppio, inteso come il raddoppiarsi di una realtà (dal latino dŭplus[1]) è un concetto presente, con varie accezioni, nel pensiero filosofico, religioso, psicologico e psicoanalitico, ripreso anche nel campo del paranormale e della parapsicologia.

Filosofia[modifica | modifica wikitesto]

La tematica del "doppio", intesa come la dottrina che si serve di due principi per poter coglier ogni più profondo tipo di realtà, rientra nella corrente filosofica opposta al monismo, quella del "dualismo ontologico", ulteriormente suddivisibile in:

  • dualismo delle sostanze: corrispondente al dualismo cartesiano classico, che concepisce pensiero e materialità come due sostanze diverse;
  • dualismo delle proprietà: la sostanza può essere unica, ma il pensare e la materialità sono caratteristiche completamente separate.

Il tema del doppio trova spazio nella storia del pensiero specialmente nel campo della religione: in questo senso viene trattato per la prima volta dall'orientalista inglese Thomas Hyde (1636 - 1703) nella sua Historia religionis veterum persarum (1700), dove si descrivono l'antica religione persiana di Zoroastro e quella fondata da Mānī (215 - 277), predicatore e teologo nato nel regno dei Parti e vissuto nell'Impero sasanide, identificando in esse l'eterna lotta tra due divinità, due principi, la Luce e le Tenebre, ossia il Bene e il Male, coevi, indipendenti e contrapposti, dal cui esito temporaneo dipende ogni aspetto dell'esistenza e della condotta umana.

Pierre Bayle (16471706) nel suo Dizionario e Leibniz (16461716) nella Teodicea, fanno risalire a questi due principi anche l'origine materiale dell'universo mentre Christian Wolff (1679 - 1754) sarà il primo a modificare i due principi cosmogonici in due entità metafisiche riprendendo il dualismo cartesiano di «sostanze materiali e sostanze spirituali».[2]

Il dualismo metafisico si trasforma in Kant (1724 - 1804) nel dualismo critico del fenomeno e della cosa in sé, doppio successivamente rifiutato dalla speculazione ottocentesca idealistica di Francis Herbert Bradley (1846 - 1924) che ridusse tutto ad un rigido monismo (apparenza e realtà), che però non resistette al riemergere del doppio nella filosofia successiva di Henri Bergson (intuizione e concetto), di William James (1842 - 1910) (religione e scienza).

A queste forme di dualismo in età contemporanea si sostituisce un dualismo metodologico utilizzato come strumento per la comprensione delle scienze fisiche e di quelle spirituali come avviene nel marxismo per il dualismo di struttura e sovrastruttura, evoluzione degli originari concetti di teoria e prassi, nella psicanalisi con la scoperta del conscio condizionato dall'inconscio, nella logica con i meccanismi contrapposti della tautologia e verificazione empirica, nella linguistica con il dualismo di sincronia e diacronia, ed infine nello strutturalismo.

Antropologia e religione[modifica | modifica wikitesto]

In un certo senso l'anima delle antropologie dualistiche o dell'animismo può esprimere questo concetto di doppio, come spiega Tylor[3].

Con il termine Ka si indicava nell'antico Egitto proprio tale idea del doppio[4]. Il Ka era simbolizzato nei geroglifici egiziani con due braccia che stavano ad indicare sia l'abbraccio che la protezione.

Psicologia e psicoanalisi[modifica | modifica wikitesto]

Il concetto di doppio è presente in alcuni studiosi di psicoanalisi nei meccanismi di difesa come la scissione e dissociazione[5].

In psicologia analitica, esso è implicito nella distinzione che Carl Gustav Jung fa tra personalità uno, quale personalità centrata sull'Io e la personalità due, una personalità più ampia centrata sul , anche se Jung non parla di doppio ma di "ombra"[6].

Ma già Sigmund Freud aveva anticipato questi studi con il suo concetto di perturbante[6]; il suo allievo Otto Rank, in Der Doppelgänger (Il Doppio, 1914)[7] sviluppa un ampio studio e mette il doppio in connessione con la morte[8].

Parapsicologia[modifica | modifica wikitesto]

Lo sdoppiamento in punto di morte[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Esperienze ai confini della morte.

Questo concetto rimanda anche allo sdoppiamento tipico delle esperienze al confine della morte (NDE) di cui Jung ha descritto un'esperienza in prima persona, allorché in età avanzata dopo una caduta fu colpito da un attacco cardiaco. Nella sua autobiografia racconta come egli in quelle drammatiche condizioni riuscisse a vedere se stesso, quasi un suo doppio, giacere in coma. Di questa esperienza, così Jung riferisce:

« Posso parlare di questa esperienza soltanto come di un'estasi in cui il presente, il passato e il futuro sono una cosa sola. »
(Ricordi, sogni, riflessioni, 1961)

Bilocazione e viaggi extracorporei[modifica | modifica wikitesto]

Al doppio ci si riferisce per esempio quando riferendosi al fenomeno dello sdoppiamento tipico delle esperienze di bilocazione, come quelle descritte nelle vite di numerosi santi, ad esempio Padre Pio o Giuseppe da Copertino, dai parapsicologi definite anche esperienze extracorporee (OBE)

Robert A. Monroe, manager americano delle telecomunicazioni, all'inizio degli anni sessanta affermò di avere sperimentato simili esperienze di sdoppiamento ma volle farsi studiare in maniera scientifica così si sottopose ad elettroencefalogramma mentre simili esperienze erano in corso. Il dottor Charles Tart si incaricò di questi studi scientifici e concluse che si trattava di manifestazioni oniriche[9]

Spiritismo[modifica | modifica wikitesto]

Certi studiosi di spiritismo si riferiscono al doppio con il termine di "corpo astrale" o "ectoplasma"[10]. Parlano anche di "doppio etereo" o Doppelganger.

Letteratura[modifica | modifica wikitesto]

Il tema del doppio è presente in letteratura già in epoca classica. Autori latini come Plauto e Ovidio utilizzano questo tema per le loro opere. Plauto usa il doppio come espediente per creare la situazione comica, l'equivoco su cui sono basate le sue commedie[11]. È stato ben illustrato anche da Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde di Robert Louis Stevenson in cui più personalità convivono in uno stesso corpo. Ecco dei testi letterari noti per il "doppio":

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Doppio, Sosia, in «Dizionario dei temi letterari», I, Torino, UTET 2007
  • Otto Rank, Il doppio, Milano, SE editore 2008 ISBN 88-7710-762-6

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]