Documento di trasporto

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Il Documento di trasporto o DDT è un documento previsto dalla legge italiana in tema di trasporto delle merci, introdotto in parziale sostituzione della bolla di accompagnamento, la cui obbligatorietà è stata parzialmente abrogata con il D.P.R. 14 agosto 1996 n. 472[1].

Funzione[modifica | modifica wikitesto]

Viene emesso per giustificare il trasferimento di un materiale da cedente a cessionario attraverso il trasporto dello stesso, sia che lo stesso venga effettuato in conto proprio dal mittente o dal destinatario, sia che lo stesso venga affidato ad un trasportatore. Deve essere emesso prima della consegna o della spedizione della merce con l'indicazione degli elementi principali dell'operazione.

Può anche essere sostituito dalla fattura accompagnatoria nei casi consentiti.

Il documento è in formato libero, ossia nessun vincolo di forma, dimensioni o tracciato e deve essere emesso in un minimo di due copie (diversamente dalla bolla di accompagnamento che prevedeva l'emissione di tre copie "valide"): una deve essere trattenuta e conservata dall'emittente; l'altra deve essere consegnata al cessionario in accompagnamento della merce ceduta e trasportata.

Contenuto[modifica | modifica wikitesto]

Il documento deve riportare i seguenti dati:

  • il numero progressivo
  • la data
  • le generalità del cedente, del cessionario e dell'eventuale incaricato al trasporto
  • la quantità dei beni trasportati suddivisa per voce/articolo
  • il numero di colli
  • il peso dei beni da trasportare
  • l'aspetto esteriore dei beni (cassoni, scatole, sfuso, vassoi, bobine, ecc. oppure "a vista")
  • la descrizione dei beni trasportati con l'indicazione della natura e qualità degli stessi.

Anche se non obbligatorio, è opportuno che il documento di trasporto rechi l'indicazione della causale del trasporto (vendita o movimentazione a titolo non traslativo, quale ad esempio conto lavoro, riparazione, campionatura, esposizione, ecc.) ed il termine di resa del trasporto.

Nelle note, per agevolare le fasi di accettazione merci del ricevente, si può specificare facoltativamente la quantità dei pallet (se applicabile), a meno che non sia allegata una packing list (distinta di imballaggio)[2].

Durante l'introduzione di un sistema gestionale informatico, il DDT è uno dei primi documenti (insieme alla fattura, all'ordine, alla bolla di lavorazione, alla distinta di prelievo) a essere configurati e implementati.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Anche in conseguenza di tale origine, il termine "bolla" (dei materiali) per identificare il DDT è ancora molto diffuso nel gergo di magazzino, come del resto si parla di "bolla di lavorazione" per indicare un ordine di produzione
  2. ^ Documento che dettaglia la sequenza numerata dei colli, il loro contenuto e la quantità di ciascun articolo presente, la disposizione dei colli su ciascun pallet numerato.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]