Discussione:Teorema dell'energia cinetica

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Ho messo il template stub sulla pagina perchè credo che vadano ancora approfondite molte cose: una semplice enunciazione del teorema è insufficiente. Questa scelta peraltro si ricollega al fatto che ho incorporato il teorema delle forze vive nella voce sull'energia cinetica, dove a mio avviso è necessario. Questa voce invece si può utilizzare per parlare del teorema in quanto tale, ma anche della sua storia (e.g. di perchè si chiama così), ecc... -- Progettualita 23:51, 3 lug 2006 (CEST)

Vorrei sapere qual è lo standard nella scrittura delle formule, perché la notazione vettoriale con le frecce è stata cambiata con il grassetto. Grazie, --XXLcàzziamiTM 12:42, 13 feb 2007 (CET)
La questione non ha ancora una soluzione. Dal canto mio prediligo il grassetto, dal momento che è una notazione facilmente utilizzabile anche nel testo normale; ad esempio. Se voglio scrivere che mi riferisco al vettore r, qui nel testo riesco a scriverlo in grassetto. Altrimenti sarei costretto ad utilizzare una png in mezzo al testo, ovvero dovrei riferirmi a in questo modo, con l'unico svantaggio di avere una png sovradimensionata rispetto alle dimensioni del testo normale. --Gabriele 12:53, 13 feb 2007 (CET)
Mi sembra però che l'abitudine prevalente sia quella di utilizzare le freccette...chiederò al bar della fisica, prima o poi. Grazie per la risposta, --XXLcàzziamiTM 12:54, 13 feb 2007 (CET)
La notazione tipografica prevede il grassetto. Le freccette si usano per la scrittura manuale. Ovviamente non è sbagliata alcuna delle due, basta solo mettersi d'accordo. Nella letteratura si trovano entrambe le forme, con il grassetto che predomina nei libri di testo e le freccette che si trovano spesso gli articoli, specie se dell'ambito della fisica matematica. Questo commento senza la firma utente è stato inserito da 87.17.216.239 (discussioni · contributi) 21:37, 3 apr 2012‎.

piccola correzione[modifica wikitesto]

Mi sono sentito di correggere l'energia cinetica mettendola in funzione dell'istante perchè ad un istante può corrispondere una sola velocità, mentre non è detto sia valodo il viceversa, e in ogni caso tendenzialmente si valuta l'energia in un istante Questo commento senza la firma utente è stato inserito da 151.55.122.212 (discussioni · contributi) 09:05, 23 feb 2007‎.

correzione sulle ipotesi[modifica wikitesto]

Ho corretto la frase secondo cui il teorema delle forze vive sarebbe valido su un qualsiasi percorso che unisce i punti iniziale e finale. Ciò non è vero, l'ipotesi che la curva considerata sia la traiettoria seguita dalla massa entra in maniera cruciale delle relazioni cinematiche. In particolare, se così non fosse, non sarebbe vero che dr / dt = v. Questo commento senza la firma utente è stato inserito da 87.17.216.239 (discussioni · contributi) 20:22, 3 apr 2012‎.

note sulla denominazione[modifica wikitesto]

La denominazione "teorema del vis-viva" fa generalmente riferimento all'arcaico teorema di Leibniz (mv2). Come affermato dallo stesso Leibniz nel suo paper del 1680 che avviava ufficialmente la controversia del vis-viva, egli con "forza-viva" intendeva la "motricis potentiae" [1]. L'altra fazione coinvolta nella controversia contro Leibniz vedeva uniti newtoniani e cartesiani, i quali sostenevano che la forza-viva era certamente mv (massa x velocità alla normale). Essi osservavano due misure diverse: Leibniz intendeva la Potenza di trasferimento, e gli newtoniani intendevano l'Energia complessiva.

Nella metà del 1700 la Emilie du Chatelet riformulò il teorema di Leibniz (avallata dalle osservazioni di 's Gravesande) aggiungendo il ½ alla mv2, e fornendo la spiegazione matematica che la forza viva equivale alla somma dell'impulso di Forza esercitata lungo la distanza. Ella era avvezza conoscitrice degli studi di Newton e fu la traduttrice dei Principia Matematica in francese e con questa definizione fece conciliare le teorizzazioni di Leibniz con quelle di Newton (ma solo apparentemente), poichè quest'ultimo appunto divulgava la proporzionalità della vis-viva con la quantità di impulso applicato.

Poi arrivò il 1826, anno in cui Gustave de Coriolis presentò la sua nuova unità di misura del lavoro "utile per l'industria" (come lui stesso ha specificato): il Newton per metro. Egli riciclò il precedente teorema delle forze-vive della du Chatelet, in teorema energia-lavoro, talvolta ancora oggi utilizzato.

Per completezza, nelle note si potrebbe dare qualche indicazione sull'evoluzione storica. Beryl 10:18, 10 feb 2017 (CET)