Discussione:Amor, ch'a nullo amato amar perdona

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Interpretazioni[modifica wikitesto]

Secondo me l'interpretazione più vicina è quella che L'Amor (ovvero Dio) - che non ama nessuno in particolare perchè ama tutto, amar perdona ovvero perdona anche l'amore adulterino, non concedendo la grazia... ma bensì facendoli rimanere uniti negli inferi, e fluttuare insieme non schiacciati ne fustigati dalla furia dei turbini... Questo commento senza la firma utente è stato inserito da 80.64.113.3 (discussioni · contributi) 11:13, 11 giu 2010‎.

Io credo che Dante intendesse che l'Amore non perdoni ad una persona amata di amare un'altra persona. Quindi se Francesca è amata da Giangiotto Malatesta, l'Amore non le permetterà di amare Paolo Malatesta: Amor, ch'a nullo AMATO (da Giangiotto) AMAR (Paolo) perdona. Infatti mi sembra impossibile la prima opinione, la quale dice che l'Amor non permette a nessun amato di non ricambiare, perché se fosse stato così Dante avrebbe scritto: Amor, ch'a nullo amato non amar perdona.Questo commento senza la firma utente è stato inserito da 79.53.59.163 (discussioni · contributi) .

Secondo me, come del resto mi pare abbia interpretato Benigni quando recita la Divina Commedia, il significato di "nullo amato" è da intendersi con "amato da nessuno", per cui si intende dire che "a chi non è amato da nessuno, l'Amor amar perdona". In altre parole, che è concesso amare anche a chi non vede ricambiato il proprio amore. Ha molto più senso, perché in effetti non serve essere amati per amare, e l'amore è di chi ama e non di chi riceve, dopotutto. Secondo me è un concetto molto più bello e profondo e mi piace pensare che sia questo quello che Dante intendeva. Stefio

Il "busillis" del verso sta nel fatto che le parole "nullo amato"significano semplicemente"non amato"(come era Francesca:sposata ma non amata) da cui discende istantaneo il suo diritto all'amore.Pedrotta Giancarlo Venezia

Ognuno è ovviamente libero di interpretare il verso come preferisce, ma wikipedia è tenuta riportare l'interpretazione più accreditata (o le interpretazioni più accreditate) dalla critica letteraria. --Borgil (nin á quetë) 09:56, 15 mag 2015 (CEST)