Dioscoride

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Dioscoride Pedanio, miniatura dal Dioscoride viennese, codice greco prodotto a Costantinopoli attorno al 512

Dioscoride Pedanio (in greco: Πεδάνιος Διοσκουρίδης, Pedànios Dioskourìdes) (Anazarbe, 40 circa – 90 circa) è stato un medico, botanico e farmacista greco antico che esercitò a Roma ai tempi dell'imperatore Nerone.

Ebbe la possibilità di viaggiare a lungo nel mondo greco-romano.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Libro arabo di semplici da Dioscoride, De materia medica. Cumino e aneto. c. 1334 British Museum.

Dioscoride è famoso per la sua opera in 5 libri, De materia medica, un erbario scritto in lingua greca che ebbe una profonda influenza nella storia della medicina. Rimase infatti in uso, con traduzioni e commenti, almeno fino al XVII secolo. Oltre che in area greca e romana, quest'autore fu conosciuto anche in Oriente e sono rimasti svariati manoscritti di traduzioni arabe e indiane.

Un gran numero di manoscritti illustrati testimoniano della grande diffusione dell'opera di Dioscoride; alcuni di essi sono antichissimi, risalendo al V-VII secolo. Il più famoso di essi è il Codex Aniciae Julianae (512/513), cioè il manoscritto Cod. med. gr. 1. conservato presso la Biblioteca Nazionale Austriaca di Vienna. La principale traduzione italiana di Dioscoride si trova in I discorsi ... nelli sei libri di Pedacio Dioscoride ... della materia medicinale, pubblicato a Venezia da Vincenzo Valgrisi nel 1568, a cura del medico senese Pietro Andrea Mattioli. L'edizione del Mattioli, tradotta in varie lingue tra cui latino e francese, affiancava alla traduzione del testo greco illustrazioni di notevole qualità e precisione, che rendevano facile il riconoscimento della specie trattata. Seguiva poi un ricco commento con le osservazioni sul testo a cura del Mattioli stesso.

Dioscoride è citato da Dante Alighieri nel quarto canto della Divina Commedia, tra gli "spiriti magni" del Limbo, attribuendogli l'epiteto "il buono accoglitor del quale".[1]

Documenti[modifica | modifica wikitesto]

Distillazione[modifica | modifica wikitesto]

Dioscoride ritratto nel De natura medica in una versione araba del XIII secolo

In un suo documento si legge che “Distillare è imitare il Sole, che evapora le acque della terra e le rinvia in pioggia”. Dioscoride ci descrive di un apparecchio per distillare, ottenere cioè essenze liquidi medicinali, dotato di una “vescica” con una sorta di testa superiore, dalla quale i vapori entravano in una struttura refrigerante per la condensazione, che non troviamo più negli apparati di distillazione di epoca medievale.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Con riferimento alle opere sulle erbe: "il buon scrittore che trattò (accoglitor) le qualità (del quale) delle erbe". Dante, Inferno, IV, 139-140.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Jean De Maleissye, Storia dei veleni. Da Socrate ai giorni nostri, Bologna, Odoya, 2008 ISBN 978-88-6288-019-0.

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