Difensore civico regionale

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search

Il Difensore civico regionale è un organo amministrativo, non politico quindi, che ha il compito di garantire i cittadini da possibili abusi delle amministrazioni regionali. Secondo gli ultimi sviluppi della legislazione italiana e della prassi innovata per impulso del presidente del coordinamento italiano dei difensori civici avv. Antonio Caputo, in carica sino al 2015 in Piemonte e autore di un saggio edito da Rubbettino, Un difensore civico per la Repubblica che traccia un identikit della Istituzione di impronta romanistico rousseauiana quale potere negativo distinto e in opposizione ai poteri costituiti e difensore dei diritti umani e fondamentali, l'Organo ha acquistato progressivamente prerogative in ambito antidiscriminatorio e a tutela del diritto alla salute, in specie delle persone più deboli e in condizione di fragilità. Resta il problema della piena attuazione di direttive e prescrizioni delle Nazioni Unite e dell'Unione europea che prevedono il potenziamento delle funzioni e la tendenziale unificazione capillare e territoriale della Istituzione, quale garante dei diritti umani e fondamentali in confronto dialettico con le pubbliche Istituzioni e nazionali e internazionali.

Elezione[modifica | modifica wikitesto]

Il Difensore civico regionale, di solito, è nominato dal Consiglio regionale e rimane in carica per la stessa durata del consiglio.

Funzioni[modifica | modifica wikitesto]

Il difensore ha funzioni informative nei confronti dei cittadini sull'andamento delle pratiche amministrative della regione. La legge 191-1998 (nota come Bassanini ter), ha esteso questa facoltà anche nei confronti degli atti delle amministrazioni periferiche dello Stato, con esclusione delle amministrazioni che operano nel campo della difesa, sicurezza pubblica e giustizia.

Di solito ha anche la facoltà di promuovere l'azione disciplinare nei confronti delle amministrazioni che ostacolino la sua attività.

La legge 127-1997 (conosciuta come Bassanini bis), attribuisce al difensore civico regionale, la potestà di nominare un Commissario per sostituire le amministrazioni provinciali e comunali che risultino inadempienti rispetto ad atti obbligatori per legge, abolendo il Coordinamento Nazionale dei Comitati Regionali di Controllo (CORECO), organo pubblico precedentemente esistente. Contro la legge 127-1997 e l'abolizione del Coordinamento Nazionale dei Comitati Regionali di Controllo si è acceso un vivace dibattito sulle pagine del quotidiano Il Sole 24 Ore e su numerose riviste specializzate, capitanato dall'esperto di diritto degli enti locali Franco Balli. La Conferenza delle Assemblee legislative delle Regioni italiane e delle Province Autonome di Trento e Bolzano ha espresso, attraverso gli Stati Generali, un Coordinamento dei Difensori Civici italiani, che opera in collegamento con il Mediatore Europeo, Istituzione prevista dal Trattato dell'Unione Europea per tutelare il diritto dei cittadini ad una buona amministrazione. Nella seduta del 21 febbraio 2011 il Coordinamento nazionale ha eletto all'unanimità il Presidente, nella persona dell'Avv. Antonio Caputo, Difensore Civico della Regione Piemonte, rilanciando la battaglia per una legge quadro nazionale sulla Difesa Civica, a tutela dei diritti umani fondamentali delle persone e contro la cattiva amministrazione.

In virtù del potere pubblico riconosciuto al Difensore Civico regionale per il passaggio dal modello gerarchico all’effettivo modello sussidiario, in cui sono le formazioni della società civile a svolgere un ruolo rilevante anche nell’assetto istituzionale, il Difensore Civico della Regione Campania, Avv. Giuseppe Fortunato, ha emanato il Decreto n° 9/2018 del 12/11/2018 pubblicato sul B.U.R.C. n° 89 con il quale sono stati riconosciuti i Gruppi di Azione della Macroregione Mediterranea, in considerazione dei ritardi accumulati per il varo della Strategia della quinta Macroregione Europea, relativa al bacino del Mediterraneo. Il senso di questo processo è quello di voler procedere dal basso, secondo l’approccio bottom-up suggerito dall’UE e nel quale il «Territorio» e i «cittadini» sono chiamati ad assumere un ruolo di assoluti protagonisti. Il Difensore Civico della Regione Campania è particolarmente attivo nel denunciare casi di nomine nella P.A. e nelle Società ad essa collegate, di soggetti senza l'espletamento di concorsi pubblici e senza i titoli necessari per garantire le competenze acquisite.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]