Defender (videogioco)

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Defender
Defender.png
Una scena della versione arcade di Defender
Sviluppo Williams Electronics
Pubblicazione Williams Electronics, Atari (console), Atarisoft (computer)
Data di pubblicazione Arcade, A2600: 1981
A5200/8-bit: 1982
Altri: 1983
Genere Sparatutto a scorrimento
Tema Fantascienza
Modalità di gioco Singolo giocatore o 2 alternati
Piattaforma Arcade, Apple II, Atari 2600, Atari 5200, Atari 8 bit, Commodore 64, Commodore VIC-20, Colecovision, Intellivision, PC booter, TI-99/4A
Supporto Cartuccia, dischetto
Periferiche di input Joystick, tastiera
Seguito da Stargate
Specifiche arcade
CPU M6809 a 1 MHz
Processore audio M6808 a 894,75 Khz
Schermo Raster orizzontale, segnale in video composito
Risoluzione 292 x 240
Periferica di input Joystick a 2 direzioni (verticali), 5 pulsanti

Defender è un videogioco di tipo sparatutto a scorrimento orizzontale. Sviluppato e prodotto da Williams Electronics, è uscito in sala giochi nel 1981 con copyright del 1980, ma ne esistono conversioni ufficiali per molte piattaforme casalinghe pubblicate dalla Atari/Atarisoft: Atari 2600, Atari 5200, Apple II, Commodore 64, ColecoVision, ecc. Il gioco è stato realizzato da un team di persone a capo dei quali vi era Eugene Jarvis, programmatore anche di Robotron: 2084.

Defender è inoltre stato il primo videogioco ad avere introdotto il concetto di scrolling orizzontale.[1]

Modalità di gioco[modifica | modifica wikitesto]

Il giocatore controlla un'astronave in grado di muoversi su/giù e destra/sinistra su un paesaggio lunare, e di sparare un raggio orizzontale. La schermata scorre orizzontalmente ma il verso del moto si può cambiare in ogni momento; l'ambiente è "circolare" nel senso che spostandosi a lungo in una direzione ci si ritrova al punto di partenza. Nella parte alta dello schermo compare una minimappa dove è visibile l'intera arena di gioco e la posizione delle unità.

L'astronave del giocatore è anche in grado di lanciare un numero limitato di smart bomb, che devastano tutti i nemici su largo raggio. Inoltre in situazioni critiche può utilizzare l’iperspazio per teletrasportarsi in un punto casuale del pianeta, ma col rischio di capitare proprio addosso ad un nemico. Nella versione originale per sala giochi il sistema di movimento orizzontale è particolare, in quanto anziché due controlli destra e sinistra sono presenti un pulsante voltati e uno accelera. Questo in genere non accade nelle versioni casalinghe, che presentano anche molte altre varianti.

Nemici[modifica | modifica wikitesto]

Ci sono diversi tipi di astronavi nemiche sparse sul pianeta, spesso armate con proiettili e mine, ma anche umanoidi che stanno fermi in piedi sulla superficie. Il giocatore deve proteggere gli umanoidi, che possono essere rapiti dal nemico. Un particolare tipo di astronave nemica, infatti, è in grado di "afferrare" un umanoide e sollevarlo in verticale fino ad uscire dalla schermata; in seguito l'umanoide ritorna trasformato in mutante, ostile al giocatore. Gli umanoidi possono essere salvati durante il rapimento se si spara al rapitore (col giocatore che dovrà stare attento a non colpire gli umanoidi stessi): ma bisogna anche recuperarli con l'astronave prima che precipitino a terra. Quando tutte le astronavi nemiche sono distrutte si ottiene un bonus che dipende dal numero degli umanoidi che si è riusciti a salvare, e si passa così ad un nuovo livello. Appena è morto anche l'ultimo umanoide il pianeta esplode e tutte le astronavi nemiche si trasformano in mutanti.

Eredità[modifica | modifica wikitesto]

Il marquee in vetro di Defender preso da un mobile arcade

Nel 1981 è uscito il seguito ufficiale dell'arcade, Stargate. Il seguito arcade successivo fu Strike Force del 1991. Altri titoli uscirono solo per piattaforme domestiche: StarRay del 1988 per vari computer, intitolato Revenge of Defender negli USA, Defender 2000 del 1996 per Atari Jaguar, Defender: For All Mankind del 2002 per varie console.

Oltre alla serie ufficiale, si può dire che Defender inaugurò un intero filone di giochi simili[2], tra cui Repton e la parodia Attack of the Mutant Camels.

La Williams produsse anche un omonimo flipper basato sul videogioco[3].

Defender ispirò anche un omonimo gioco da tavolo della MB per due giocatori; esso si svolge su una scacchiera dove ciascun giocatore controlla una serie di proprie astronavi, mentre gli alieni possono essere controllati da entrambi[4].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'azienda produttrice, la Williams Electronics, aveva puntato moltissimo su questo titolo, tanto che venne organizzata una grande convention per il giorno dell'inaugurazione. La storia vuole che la sera prima di questa importante data i programmatori si siano accorti di essersi dimenticati di programmare l'attractive mode, ovvero la parte del programma che entra in funzione quando nessuno sta giocando. Per colmare questa grave mancanza il team lavorò duramente per tutta la notte. Si presentò un grave problema: a causa di quest'ultimo intervento sul codice del programma, il gioco aveva iniziato a non funzionare più. Presi dallo sconforto i programmatori lavorarono alacramente in quanto il rischio di un fallimento del progetto era chiaramente effettivo e molto probabile. Riuscirono a risolvere questo grave problema pochi minuti prima dell'inizio ed il gioco riscosse un grande successo di pubblico[1].

Eugene Jarvis è l'unico sviluppatore di videogiochi che ha visto una sua opera riprodotta su un francobollo degli Stati Uniti. La serie Celebrate the Century vede nel foglio dedicato agli anni ottanta due bambini ritratti a giocare a Defender.[5]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b John Sellers, Arcade Fever, Running Press, 2001, ISBN 0-7624-0937-1
  2. ^ (EN) Gruppo di videogiochi: Varianti di Defender, in MobyGames, Blue Flame Labs.
  3. ^ Defender (JPG) (flipper), in Videogiochi, nº 9, Gruppo Editoriale Jackson, novembre 1983, pp. 84-86, ISSN 0392-8918.
  4. ^ (EN) Defender, in BoardGameGeek.
  5. ^ Celebrate the Century: 1980s Issue, Arago. URL consultato il 19 agosto 2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]