Covered warrant

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Il covered warrant è uno strumento finanziario quotato in Borsa che conferisce la facoltà di sottoscrivere l'acquisto (Call covered warrant, opzione Call) o la vendita (Put covered warrant, opzione put) di una certa attività finanziaria sottostante ad un prezzo e ad una scadenza stabilita. Peraltro ne esistono una tipologia più semplice, i cd. covered warrants plain vanilla, ed una più complessa che combina fra loro più opzioni di acquisto o di vendita, i cd. covered warrants strutturati o esotici.

A differenza del semplice Warrant può avere come attività sottostanti oltre alle azioni anche obbligazioni, indici azionari o obbligazionari o panieri di titoli, valute o tassi di interesse. Inoltre, mentre la classica opzione si configura come un contratto concluso tra due parti con esigenze opposte, il covered warrant non è un contratto, bensì un semplice titolo, emesso da intermediari finanziari.

In Italia è scambiato sul mercato SEDEX.

Il prezzo del covered warrant è influenzato dalla sua vita residua e dalla volatilità dell'attività sottostante oltre che dal livello dell'attività sottostante, dai dividendi e dal tasso di interesse free-risk del mercato.

I covered warrant seguono l'andamento dell'azione o dell'attività sottostante amplificandone le variazioni (quindi eventualmente incrementando notevolmente i rendimenti o le perdite). Questo è il cosiddetto "effetto leva", infatti per ottenere la stessa esposizione, un investimento in covered warrant richiede solo una frazione del capitale che sarebbe necessario per un investimento diretto nel sottostante. Questo li rende ottimi strumenti da utilizzare come assicurazione in caso di perdite negli investimenti del sottostante. Il covered warrant è, quindi, utilizzato professionalmente come un'assicurazione contro le perdite del sottostante e non come forma di investimento. La struttura del mercato degli stessi è concepita per evitare speculazioni di piccoli e medi investitori. Ne possono comunque trarre profitto speculativo manager di aziende quotate in borsa capaci di muovere grossi capitali e tutto ciò a discapito degli istituti finanziari.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gian Franco Campobasso, Diritto commerciale 3 Contratti titoli di credito procedure concorsuali, quarta edizione, Milano, UTET giuridica, 2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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