Concilio di Jamnia

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Il Concilio di Jamnia, città in cui esisteva una scuola giudeo-farisaica, è stata una ipotetica assemblea di rabbini ebrei farisei che fra l'altro avrebbe fissato, intorno al 95 d.C., il canone della Bibbia Ebraica (Tanakh), che costituisce l'Antico Testamento delle chiese cristiane protestanti e, assieme ad altri libri, l'Antico Testamento del canone cattolico e cristiano ortodosso. Il Concilio, secondo i fautori di tale ipotesi, avrebbe rigettato i libri biblici della Versione greca dei Settanta, compresi quelli che i cattolici chiamano deuterocanonici. Tale ipotesi, che presuppone il concilio, è stata formulata per la prima volta da Heinrich Graetz nel 1871[1]. Essa ha avuto il consenso della maggior parte degli studiosi fino agli anni '60, in seguito è stata rigettata dalla maggioranza degli studiosi[2].

Il dibattito sul presunto Concilio[modifica | modifica wikitesto]

Attualmente non c'è consenso su quando il canone dell'Antico Testamento sia stato chiuso (si veda più avanti il dibattito fra Jack P. Lewis e Albert C. Sundberg).

Jacob Neusner ha pubblicato dei libri che hanno sostenuto che la nozione di un canone biblico nel giudaismo rabbinico non è stata preminente nel II secolo o anche più tardi, e che invece il "concetto di Torah" è stato allargato per includere Mishnah, Tosefta, Talmud di Gerusalemme, Talmud babilonese e Midrashim [3].

Jack P. Lewis ha scritto[4]:

« Il concetto del Consiglio di Jamnia è un'ipotesi per spiegare la canonizzazione degli Scritti (la terza divisione della Bibbia ebraica) con conseguente chiusura del canone ebraico. ... Questi dibattiti in corso suggeriscono la scarsità di prove su cui l'ipotesi del Consiglio di Jamnia si basa e solleva la questione se essa non sia servita alla sua utilità e [tale ipotesi] dovrebbe essere relegata al limbo delle ipotesi non fondate. Non bisognerebbe considerarla basata sul consenso solo per la mera ripetizione dell' affermazione. »

Albert C. Sundberg, Jr. ha scritto[5]:

« Esistono alternative a Jamnia (o, più tardi, Usha)? Come abbiamo visto, è stato a Jamnia che secondo la tradizione il gruppo degli Hilleliti ha conquistato la supremazia sopra la casa di Shammai . E' stata la scuola di Jamnia che è diventata un sostituto del Sinedrio di Gerusalemme. Fu a Jamnia che la terza sezione del canone ebraico è stata nominata per la prima volta. Furono le decisioni di Jamnia che, sebbene non "ufficiali", divennero generalmente accettate nel giudaismo dopo la distruzione. Può essere che abbiamo seguito troppo rapidamente Lewis nel suo attacco contro Jamnia al fine di favorire la sua fede in un canone ebraico di epoca pre-cristiana. Ma quel caso, come abbiamo visto, incontra numerose difficoltà. Considerando il tempo di canonizzazione del canone ebraico tripartito ora probabilmente fissato tra 70 e 135 CE, ed il trionfo del fariseismo Hillelita dopo la distruzione dell'ebraismo, quali alternative ci sono per Jamnia come sede? »

Altri studiosi pensano che il canone sia stato chiuso al tempo della dinastia degli Asmonei intorno al II/I secolo a.C.; Philip R. Davies afferma[6]: "Con molti altri studiosi, concludo che la fissazione di un elenco canonico ci fu quasi certamente con il raggiungimento della dinastia degli Asmonei (II/I secolo a.C.)". Secondo un'altra fonte, "tutti gli indizi indicano che il canone ebraico era già chiuso al tempo di Gesù e dei suoi apostoli"[7].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Kohelet oder der Salomonische Prediger: Ubersetzt und Kritisch Erläutert, Leipzig 1871, pp. 147-173.
  2. ^ L. M. McDonald & J. A. Sanders, (eds.), The Canon Debate, Peabody (Mass.), Hendrickson Publishers, 2002, chapter 9: Jamnia Revisited by Jack P. Lewis, pp. 146-162.
  3. ^ Jacob Neusner, Midrash in Context: Exegesis in Formative Judaism, Philadelphia, Fortress Press, 1983, pp. 1–22; id. Judaism and Christianity in the Age of Constantine, Chicago, The University of Chicago Press, 1987, pp. 128–145.
  4. ^ The Anchor Bible Dictionary, vol. III, New York 1992, pp. 634–637.
  5. ^ " 'The Old Testament of the Early Church' Revisited", in T. J. Seinkewicz, J. E. Betts (eds.), Festschrift in Honor of Charles Speel, Monmouth, Ill.: Monmouth College Press, 1996, pp. 88-110.
  6. ^ L. M. McDonald & J. A. Sanders, (eds.), The Canon Debate, Peabody (Mass.), Hendrickson Publishers, 2002, pag. 50.
  7. ^ Nuovo Dizionario Enciclopedico Illustrato della Bibbia, Segrate, Edzioni Piemme, 2005, pag. 164. Da notare che per la realizzazione del citato dizionario, hanno collaborato, oltre ai cattolici, anche autori protestanti.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Lee Martin McDonald, James A. Sanders (eds.), The Canon Debate, Peabody (Mass.), Hendrickson Publishers, 2002.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Canone biblico