Comito

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In alcune marine medievali e rinascimentali quello di comito (dal latino cŏmes, comĭtis, "compagno di viaggio", ma inteso talvolta anche come "comandante")[1] era il titolo del nostromo a bordo di galee e navi mercantili. Gli era superiore, a bordo, il sopracomito o patrono, cioè il comandante. In genere il comito era il primo dei sottufficiali e comandava la manovra delle vele e i vari servizi della nave. Le ammiraglie a volte ne avevano due.[2] Nel XV e XVI secolo, con l'aumentare delle dimensioni delle galee crebbe anche il numero degli addetti o "ufficiali" per cui, accanto al sopracomito o comandante, si distinse la figura del patrono (paròn in veneziano, cioè "padrone" ma con valore di rispetto) come comandante in seconda, il comito divenne il capo dei rematori e al pilota fu affidata la responsabilità della navigazione.[3]

Nella marineria veneziana, per un breve periodo tra il XIII e il XIV secolo il titolo designò lo stesso comandante. Sempre tra i Veneziani il comito era noto anche come paron zurado ("padrone giurato") e tale ruolo era riservato esclusivamente ad appartenenti alla classe dei cittadini. Nel meridione d'Italia (la zona di Napoli in particolare), con comito ci si riferiva al comandante dei porti marittimi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Al riguardo è utile ricordare come la parola "conte" abbia la stessa origine. Cfr. Comito, in Treccani.it – Vocabolario Treccani on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011.
  2. ^ "Terminologia nautica" sul sito Sulla cresta dell'onda.
  3. ^ Marco Santarini, "Le artiglierie della marina veneta nel XVI secolo", in Bollettino d'archivio dell'Ufficio Storico della Marina Militare, dicembre 2011, supplemento, p. 35 (testo consultabile anche sul sito della Marina Militare).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]