Cleuasmo

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Il cleuasmo è la figura retorica che consiste nell'atto dell'oratore di sminuirsi, cercando così, con una professione di umiltà, di attirarsi le simpatie dell'uditorio.[1]

Il nome deriva dal verbo greco χλευάζω, chleuazo, che significa "diminuisco", "sminuisco".

Un mirabile esempio di cleuasmo è rappresentato dalle Lettere Provinciali del filosofo francese Blaise Pascal, opera nella quale l'autore interroga i sapienti con simulata umiltà.

Alcuni esempi:

  • Blaise Pascal: "Egli si mise a ridere, e mi disse freddamente: “Ditemi voi in qual senso lo intendete, e poi vi dirò quel che ne penso io”. Poiché le mie cognizioni non arrivavano a tanto, mi vidi nell'impossibilità di rispondergli".
  • Álvaro de Campos: "Non sono niente. Non sarò mai niente. Non posso desiderare che esser niente".
  • Molière: "Certo, signore, io non ho studiato come voi... ma...".
  • "Probabilmente sono l'ultima persona a poter parlare in questa situazione...".
  • "Non credo di avere l'autorità per parlare, ma...".
  • "Io non ne capisco molto, ma...".
  • "A mio modesto parere...".

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Francesco Muzzioli, Le strategie del testo: introduzione all'analisi retorica della letteratura, Maltemi Editore, 2004, p. 26.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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