Cifrario polialfabetico

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In crittografia, un cifrario a sostituzione polialfabetica fa uso di un numero più o meno grande di alfabeti per sostituire le lettere del messaggio, usando un determinato ordine che costituisce la chiave. Esempio di cifrario polialfabetico è il cifrario di Vigenere. Si contrappone ai cifrari a sostituzione di tipo monoalfabetico quale ad esempio il cifrario di Cesare.

Esempio[modifica | modifica wikitesto]

Dati i seguenti alfabeti di cifratura:

Alfabeto chiaro A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z
Alfabeto 'Z' Z Y X W V U T S R Q P O N M L K J I H G F E D C B A
Alfabeto 'N' N M L K J I H G F E D C B A Z Y X W V U T S R Q P O

e scelta la chiave di cifratura "ZN" per cifrare il messaggio "L'incontro è alle sette", si procede alla sostituzione di ciascuna lettera con quella dell'alfabeto corrispondente secondo la chiave, dopo aver ripetuto quest'ultima fino alla fine del messaggio:

Chiave Z N Z N Z N Z N Z N Z N Z N Z N Z N Z
Testo chiaro L I N C O N T R O E A L L E S E T T E
Testo cifrato O F M L L A G W L J Z C O J H J G U V

La resistenza alla crittanalisi dei cifrari polialfabetici, ed in particolare all'analisi delle frequenze, è legata al numero di alfabeti distinti utilizzati, cioè al numero n che identifica la lunghezza della chiave, e alla sua casualità.

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