Chirurgia odontostomatologica

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La chirurgia odontostomatologica o orale è una branca della chirurgia.

Include anche l'implantologia e la parodontologia. A seconda delle normative vigenti nei vari Paesi può essere operata da odontoiatri, da chirurghi maxillo-facciali o da medici in possesso di un diploma specialistico.

Qualifica[modifica | modifica wikitesto]

Italia[modifica | modifica wikitesto]

La qualifica di chirurgo odontostomatologico o chirurgo orale viene raggiunta con la frequenza della scuola di specialità in chirurgia odontostomatologica (della durata di 3 anni) a cui si può accedere solo dopo la laurea in Odontoiatria e protesi dentaria e l'abilitazione alla professione medica.

Approccio al paziente[modifica | modifica wikitesto]

La conoscenza delle patologie sistemiche e la manifestazione orale delle stesse sono aspetti fondamentali di cui tener conto prima della formulazione di un piano di trattamento chirurgico orale. Questo deve essere compatibile con lo stato generale del paziente. Tenendo conto delle correlazioni fra odontoiatria e medicina è pertanto possibile e doveroso attuare protocolli di trattamento specifici per le situazioni mediche più frequenti. Particolare rilievo assumono l'approccio psicologico del paziente, la gestione delle malattie infettive e la prevenzione del rischio infettivo fra le persone che compongono l'equipe odontoiatrica, la gravidanza e l'allattamento, l'oste-necrosi da biofosfonati. Infine, i soggetti diversamente abili necessitano di protocolli di trattamento specifici suddivisi in base alla collaborazione o non collaborazione del paziente, alla malattia sistemica, alla problematica di tipo psicologico.

I fondamenti chirurgici[modifica | modifica wikitesto]

I principi della disciplina associano i fondamenti chirurgici di base e l'approfondimento di tutto ciò che interessa specificamente la terapia chirurgica orale. I fondamenti includono l'anatomia, l'anestesia locale, la preparazione del campo operatorio, gli accessi chirurgici, le tecniche di sutura, la guarigione dei tessuti. È inoltre necessario includere gli argomenti di medicina legale, di consenso informato, di cartella clinica, di dimissione del paziente.

Anatomia orale chirurgica[modifica | modifica wikitesto]

Le strutture anatomiche coinvolte più frequentemente in chirurgia orale appartengono allo splancnocranio. Il chirurgo orale possiede conoscenza dettagliata della regione mascellare, della regione mandibolare, del pavimento orale, della lingua, del vestibolo, della regione geniena, delle labbra, delle ghiandole salivari maggiori. Inoltre conosce i muscoli masticatori e i muscoli mimici. La maggior parte della testa e della faccia riceve sangue dalla Arteria carotide comune attraverso la Arteria carotide esterna. La circolazione venosa costituisce il circolo refluo della faccia e confluisce nella Vena giugulare interna. Il drenaggio linfatico è tributario dei gruppi linfoghiandolari del collo. Il nervo trigemino è la branca sensitiva per eccellenza della regione facciale.

La cavità orale costituisce l'apertura più rostrale del tratto digerente e contribuisce alla funzione masticatoria, fonatoria e respiratoria.

La neuroanatomia classifica le vie della sensibilità in esterocettiva epicritica, esterocettiva protopatica, esterocettiva della faccia, propriocettiva incosciente (la propriocettiva cosciente è inclusa nella esterocettiva epicritica), interocettiva, via acustica, via vestibolare, via gustativa, via ottica, vie olfattive[1]. In ambito odontostomatologico è necessario conoscere almeno le due più importanti: la via esterocettiva della faccia e la via gustativa.

Semeiotica orale chirurgica[modifica | modifica wikitesto]

Il processo diagnostico consta di 3 fasi: la fase analitica o semeiologica, la fase di valutazione e studio dei dati raccolti, la fase diagnostica. La fase diagnostica a sua volta prevede la diagnosi differenziale e la diagnosi definitiva. La semeiotica è perciò la disciplina medica che ha per oggetto il rilievo e lo studio dei segni che orientano verso la diagnosi[2], ovvero verso il giudizio clinico che mira a riconoscere una condizione morbosa in esame, cioè a identificarla con uno dei quadri morbosi descritti in patologia.

Diagnostica per immagini[modifica | modifica wikitesto]

La semeiotica radiologica studia i segni radiologici delle malattie, intesa come mezzo integrativo all'esame clinico diretto.

Preparazione all'intervento chirurgico[modifica | modifica wikitesto]

Le tecniche anestesiologiche[modifica | modifica wikitesto]

L'anestesia orale è una pratica determinante in odontoiatria. Essa è preliminare a qualunque procedura di chirurgia orale.

Gli accessi chirurgici[modifica | modifica wikitesto]

Le suture[modifica | modifica wikitesto]

La sutura (da suor, suturare, cucire, unire assieme) indica l'atto chirurgico di riposizionamento dei lembi, e quindi l'avvicinamento dei tessuti separati a fini chirurgici. Essa indica inoltre l'atto chirurgico di avvicinamento dei tessuti separati da causa traumatica. In questo modo i tessuti lesi vengono tenuti assieme fino a quando il processo di cicatrizzazione da alla ferita una forza intrinseca sufficiente a sostenersi da sola senza supporto meccanico.[3] Il fine ultimo è quindi la guarigione della ferita stessa.

Infine, il termine sutura può indicare il filo di materiale usato per accostare i tessuti. La parola araba Kit significa corde di violino. Il Kitgut, infatti, rappresentò uno dei primi fili da sutura addominale nel 900 D.C. Probabilmente il catgut (materiale usato per la fabbricazione dei fili da sutura) è l'evoluzione dell'originale Kitgut.

Metodiche chirurgiche e Patologia orale chirurgica[modifica | modifica wikitesto]

La chirurgia orale si occupa di:[4]

  1. estrazioni dentarie semplici e complesse
  2. avulsione di elementi inclusi
  3. germectomie
  4. trattamento delle anomalie di eruzione
  5. asportazione dei frenuli labiali
  6. periodontiti apicali (endodonzia chirurgica)
  7. neoformazioni cistiche
  8. neoplasie odontogene
  9. neoplasie non odontogene
  10. biopsie ai fini di valutazione istopatologica
  11. scialolitiasi
  12. traumatologia dento-alveolare
  13. infezioni orofacciali
  14. implantologia
  15. rialzo del pavimento del seno mascellare
  16. rigenerazione ossea

Farmacoterapia[modifica | modifica wikitesto]

La chirurgia orale prevede l'impiego di antibiotici sia in profilassi che in terapia. Per la prevenzione ed il controllo dell'infiammazione post-operatoria e per il trattamento in urgenza dello shock, la chirurgia prevede l'utilizzo di cortisonici. E' da ricordare inoltre la terapia analgesica da dolore nocicettivo (ma non da dolore neuropatico)

Le dimissioni del paziente[modifica | modifica wikitesto]

Il decorso post-operatorio e la raccomandazione, munita di istruzioni scritte al paziente, rappresentano l'ultima fase chirurgica.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Pasqualino, Panattoni. Anatomia Umana, UTET SCIENZE MEDICHE, p. 804.
  2. ^ (IT) semeiotica in "Dizionario di Medicina", su www.treccani.it. URL consultato il 23 dicembre 2017.
  3. ^ Manuale delle Suture e dei Prodotti Ethicon, Johnson & Johnson.
  4. ^ Chirurgia odontostomatologica, Edizioni Minerva Medica, p. 95-314.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • MARCO MOZZATI, Chirurgia stomatologica biologicamente guidata Vol.3 UTET SCIENZE MEDICHE
  • SOCIETA' ITALIANA DI CHIRURGIA ODONTOSTOMATOLOGICA, Chirurgia Odontostomatologica EDIZIONI MINERVA MEDICA
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