Chiesa di Santa Maria Consolatrice

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Santa Maria Consolatrice
Stato Italia Italia
Regione Lazio
Località Roma
Religione cattolica
Titolare Madonna della Consolazione
Diocesi Diocesi di Roma
Consacrazione 14 luglio 1945
Inizio costruzione 1942
Completamento 1945
Sito web Sito ufficiale

Santa Maria Consolatrice al Tiburtino è una chiesa parrocchiale di Roma, situata nella piazza omonima del popolare quartiere di Casal Bertone (Municipio V).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Edificata negli anni 1942-1945 su un declivio della collina intorno alla quale sorge il quartiere, riportò numerosi danni durante la costruzione a causa dei bombardamenti alleati su Roma del 1943 e 1944.

Il 14 luglio 1945, terminati i lavori di costruzione, dalla cappellina esistente da ormai un decennio nell'attiguo palazzo dove i frati della basilica di San Lorenzo fuori le mura officiavano la messa domenicale per i fedeli del quartiere, la venerata immagine di Maria Consolatrice (copia dell'originale esposto nell'omonimo santuario torinese) fu portata in processione nella nuova chiesa. Lo stesso giorno la chiesa fu benedetta dal vicegerente monsignor Luigi Traglia[1]. La chiesa era stata eretta a parrocchia il 21 maggio precedente con il decreto del cardinale vicario Francesco Marchetti Selvaggiani "Pastoris vigilantis"[2], ricavando il territorio parrocchiale da quello della stessa basilica di San Lorenzo che all'epoca si estendeva dal quartiere San Lorenzo fino a Settecamini.

Il primo parroco Carlo Maccari, in seguito arcivescovo di Ancona-Osimo, iniziò una tradizione che volle un gran numero di sacerdoti passati tra le sue mura diventare personaggi di primo piano nella Chiesa: i successivi parroci furono Giovanni Canestri (cardinale e già arcivescovo di Genova) ed Ennio Appignanesi (vescovo di Castellaneta, di Matera-Irsina, di Potenza-Muro Lucano e Marsico Nuovo, vicegerente), mentre tra i collaboratori viceparroci figurarono tra gli altri Massimo Giustetti (vescovo di Biella), Giuseppe Mani (arcivescovo di Cagliari), Francesco Camaldo (decano dei cerimonieri pontifici).

Titolo cardinalizio dal 1975, in seguito alla morte del primo titolare Joseph Rakotomalala (arcivescovo di Antananarivo), nel 1977 fu nominato cardinale titolare della chiesa di Santa Maria Consolatrice al Tiburtino l'Arcivescovo di Monaco-Frisinga Joseph Ratzinger, papa Benedetto XVI, che ha sempre mantenuto stretti legami con la parrocchia. Dopo la sua elezione il Papa ha voluto scegliere Santa Maria Consolatrice per la sua prima visita ad una parrocchia, il 18 dicembre 2005, seguendo le precedenti visite papali nella parrocchia da parte di papa Paolo VI (1964) e papa Giovanni Paolo II (1995).

Nel 2006, al ritiro di monsignor Enrico Pomili, parroco di Santa Maria Consolatrice dal 1981, a lui è subentrato Giovanni Biallo e dal 2014 il parroco è Michele Baudena.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Scorcio dell'esterno.

Una scalinata conduce alla facciata della chiesa, costituita da due ordini ove sono inseriti 8 archi, di cui 5 ciechi, ossia chiusi: gli altri tre costituiscono le entrate dell’edificio. La porta centrale è arricchita da un mosaico realizzato nel 1975. Vi è poi una iscrizione che ricorda l’edificazione della chiesa: Deo uni et trino in hon. B. Mariae V. de Consolatione A.D. MCMXLIV.

L’interno è a tre navate suddivise da colonne in cemento rivestite di marmo rosso. Il soffitto ligneo riporta al centro lo stemma di papa Pio XII. L’abside è interamente decorata da un grande mosaico del Selva (1964): al centro sta la figura di Maria circondata da figure di santi e dalla rappresentazione delle città di Nazaret e Gerusalemme. Un altro mosaico con motivi legati alla vite e ai grappoli d’uva è collocato nell’arco trionfale: esso risale al 1980 ed è stato realizzato dal frate cappuccino Ugolino da Belluno.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cfr. dal Sito della parrocchia.
  2. ^ sito della diocesi.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • M. Quercioli, Quartiere VI. Tiburtino, in AA.VV, I quartieri di Roma, Newton & Compton Editori, Roma 2006
  • C. Rendina, Le Chiese di Roma, Newton & Compton Editori, Milano 2000

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Coordinate: 41°53′51.07″N 12°32′06.55″E / 41.89752°N 12.535154°E41.89752; 12.535154