Cançó del lladre

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Cançó del lladre
Artista
Autore/iAnonimo
GenereFolk
Esecuzioni notevoliJoan Manuel Serrat
Victoria de los Ángeles
José Carreras
Montserrat Figueras
DataXVIII secolo
NoteProvenienza: Catalogna
Origini: XVIII secolo

Cançó del lladre (in italiano: La canzone del ladro) è una canzone tradizionale catalana, composto da un autore anonimo del XVIII secolo, che fa parte della raccolta chiamata Cançons de bandolers.[1] Il brano fa parte della raccolta di arrangiamenti Canciones populares catalanas (1899-1920 ca) di Miguel Llobet. La canzone è contenuta nell'album Cançons tradicionals di Joan Manuel Serrat pubblicato nel 1968.

Contenuto[modifica | modifica wikitesto]

La voce narrante è quella del ladro che racconta la sua storia dalla sua infanzia fino al suo arrivo alla prigione, dove attende di essere portato al patibolo. E confessa che, appena divenuto adulto, aveva praticato la professione di ladro e racconta di aver derubato un mandriano che rientrava da una fiera. Infine, quando ebbe abbastanza soldi, con l'inganno, promettendole che l'avrebbe sposata aveva derubato della sua innocenza anche una ragazza.

Testo[modifica | modifica wikitesto]

Quan jo n'era petitet
festejava i presumia,
espardenya blanca al peu
i mocadô a la falsia

Adéu, clavell morenet!
Adéu, estrella del dia!

ara que ne só grandet
m'he posat a mala vida
Me só posât a robar
ofici de cada dia.
Vaig robar un traginer
que venia de la fira:
li prenguí tots els diners
i la mostra que duía.
Quan he tingut prous diners
he robat també una nina
l'he robada en falsetat
dient que m'hi casaria

Versioni[modifica | modifica wikitesto]

Versioni strumentali[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Segona serie de Cançóns Populars Catalanes, Biblioteca popular de «L'Avenç», Barcelona, 1909