Cabina per fototessera

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Cabina per fototessera

Le cabine per fototessera automatiche, note anche come Photomaton, dal nome dei primi esemplari presentati all'esposizione Universale di Parigi nel 1890, sono state introdotte negli Stati Uniti nel 1924 e in Italia nel 1962.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La prima macchina automatica fu installata a New York nel 1926, mente il 20 giugno 1928 si ha la prima installazione di 5 cabine automatiche su suolo europeo a Parigi.[1]

In Italia, la prima cabina fototessera con tecnologia derivata dalla inglese Photo-me viene prodotta e installata nel 1962, a Roma, nella Galleria Alberto Sordi (ex Galleria Colonna) dalla società italiana Dedem Automatica (oggi Dedem S.p.A.). La striscia verticale di 4 foto in bianco e nero costa 100 lire e il tempo di consegna è di 3 minuti. Per la stampa viene adottato un sistema di sviluppo diretto, cioè senza negativo, con un processo molto simile a quello manuale con bracci elettromeccanici rotanti, chiamati “carousel”, che immergevano la carta nei relativi processi di sviluppo, sbianca, fissaggio e risciacquo.

Con l’avvento del colore negli anni '80, la società brevetta il processore T5 che utilizza dei rulli per far passare la striscia foto nei vari bagni chimici, eliminando così molti problemi di diffusione di sostanze chimiche e, contemporaneamente, stabilizzando la qualità del prodotto. Agli inizi degli anni '90, le cabine fototessera vengono dotate dei primi computer e l’introduzione del formato 10x15 finisce per sostituire il classico formato.

Nella seconda parte degli anni '90, con l’arrivo del digitale, le cabine fototessera vengono dotate di una nuova rivoluzionaria carta a "sublimazione termica" (o trasferimento termico) che determina il progressivo abbandono della tecnologia chimica. La tecnologia digitale permette alla Dedem di sviluppare un procedimento di riconoscimento facciale per la stampa di foto a norma ICAO, valide per tutti i documenti di identità.

Le cabine fototessera vengono installate soprattutto nei luoghi pubblici e si attivano con l'inserimento di monete.

Di solito si trovano nelle vie o aree comuni e si attivano con l'inserimento di monete. Le cabine fotografiche tradizionalmente possedevano un sedile regolabile, progettato per la persona o le persone che dovevano essere fotografate disposte di fronte alla fotocamera. Quando si inseriscono monete si attiva il processo: la macchina scatterà una serie di fotografie, differenti o uguali fra loro. A volte, prima di ogni foto, la cabina fotografica produce un segnale, ad esempio una luce o un segnale acustico, per avvisare il cliente dello scatto imminente. Dopo l'ultima immagine della serie (di solito tra 3 e 8) l'apparecchiatura inizia a sviluppare le copie fotografiche, prendendo alcuni minuti nelle vecchie cabine fotografiche analogiche, ora con la tecnologia digitale in molto meno tempo. La dimensione e la forma di queste impressioni variano in base alla configurazione della macchina o scelta dell'utente. I paesi con la più grande infrastruttura di cabine fotografiche sono Regno Unito, Giappone, Francia e Italia. Più di 9000 sono quelle installate in tutta Europa dalla società produttrice italiana che ha sede ad Ariccia.

A oggi, le cabine fototessera Dedem, possiedono tecnologie all'avanguardia ed erogano prodotti che si aggiungono alle classiche quattro foto formato tessera (si consideri l'intramontabile striscia di foto verticali, stampata sia a colori che in bianco/nero, definita FotoVintage). Altresì, le cabine fototessera sono collegate a innovative APP: l'APP Dovunque (permette di geolocalizzare le tre cabine più vicine alla posizione dell'utente, consentendo di scegliere il prodotto ed, eventualmente, il pagamento con carte di credito) e l'APP ImpressMe (permette di stampare in cabina le foto che l'utente possiede sul proprio smartphone/tablet). Degna di nota, poi, l'alta inclusività alla quale punta il Gruppo Dedem S.p.A.: la cabina Foto No limits, accessibile a tutti, comprese le persone diversamente abili che si avvalgono di un ausilio con ruote per potersi muovere; la Little Viso, ingegnata per i bambini che, in piena autonomia, possono stampare senza l'intervento di genitori.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Federica Muzzarelli: Formato tessera: Storia, Arte e idee in photomatic (Pearson Italia, 2003, p. 71)

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