Buycott

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Il termine buycott, o "positive buying", indica un'azione di consumo critico finalizzata a promuovere l'acquisto di determinati prodotti o di marchi, allo scopo di favorire una causa politica, sociale o ambientale.[1]

Il termine si oppone al quasi omografo boycott (it. "boicottaggio") che nell'ambito del consumo critico indica il rifiuto dell'acquisto di specifici marchi o di prodotti, come azione di protesta nei confronti di iniziative o di azioni non condivise dai promotori del boicottaggio.

Origine del termine[modifica | modifica wikitesto]

Il termine buycott è stato impiegato il 17 maggio 2005 dal critico Jeff Cohen nell'appello "Join the BUYcott",[2] finalizzato a promuovere negli Stati Uniti l'acquisto della benzina della rete di distribuzione venezuelana Citgo, in quanto il presidente del Venezuela Hugo Chávez è l'unico capo di Stato democraticamente eletto tra i maggiori Paesi produttori di petrolio. Nell'appello, Jeff Cohen sottolinea comunque che l'iniziativa non intende porsi in alternativa alla scelta di prediligere mezzi di trasporto pubblici o non inquinanti o alla promozione dello sviluppo delle energie rinnovabili.

Esempi[modifica | modifica wikitesto]

In Italia, esempi di buycott sono le campagne a favore del commercio equo e solidale, dei mercatini di Mani Tese, etc.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Harrison R., Newholm T., Shaw D., The ethical consumer, Sage, 2005, pp. 259

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]