Butteri (Giovanni Fattori)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Butteri
Giovanni Fattori.jpg
Autore Giovanni Fattori
Data 1893
Tecnica olio su tela
Dimensioni 200×300 cm
Ubicazione Museo civico Giovanni Fattori, Livorno

Butteri è un dipinto di Giovanni Fattori (1825-1908), firmato e datato 1893; è conservato a Livorno al Museo civico Giovanni Fattori.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Sono noti altri due dipinti di Fattori, sullo stesso soggetto: Butteri e mandrie in Maremma del 1894, e Conduttori di mandrie del 1894. Sono segnalati inoltre tre disegni preparatori di questo quadro: uno è alla Galleria degli Uffizi e gli altri due sono conservati al Museo civico Giovanni Fattori di Livorno. Una Testa di buttero - un vero ritratto - è stata esposta a Firenze, in occasione della Mostra Giovanni Fattori, nel 1987. Il formato di questo dipinto rappresenta la massima grandezza che si poteva allora ottenere dal tessuto in tela. Alcune battaglie e Mercato a San Godenzo di Fattori, hanno all'incirca identiche dimensioni.

Questo dipinto fu esposto alla Biennale di Venezia del 1903, alla I Biennale di Roma nel 1921, alla mostra Giovanni Fattori di Livorno nel 1953, alla mostra di Firenze I macchiaioli nel 1976 e alla mostra Il lavoro dell'uomo da Goya a Kandinskij in Vaticano, Braccio di Carlo Magno, dicembre 1991-marzo 1992.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

In questo dipinto la tavolozza di Fattori è una monotonia di grigi giallognoli. I contorni delle figure sono segnati da una linea grigia più scura: un segno sottile ma forte, che appare quasi inciso nella tela. L'occhio si placa nel lontano spicchio del mare, appena stemperato di pallido azzurro, con una piccola vela rosata. Tre sono i butteri: il primo è l'anziano, di fronte, in primo piano, con fluente barba bianca; il secondo è di spalle e l'altro cavalca in lontananza. Sono tre macchie scure e imponenti, sopra un groviglio di sterpi che spuntano da sabbie pestate e scomposte, dentro una disordinata sequenza di teste, di corna, di code, di fianchi dei bovini bianchi irrequieti.

Stile[modifica | modifica wikitesto]

In polemica con l'estetismo simbolista di fine Ottocento, che Fattori condannava perché decadente, le opere dei suoi ultimi anni assunsero carattere di estremo realismo: così egli esprimeva la naturale inclinazione alla rappresentazione del vero. Il quadro è imponente, quasi aggressivo.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • A cura di Giuseppe Morello, Il lavoro dell'uomo da Goya a Kandinskij, Milano, Fabbri Editori, 1991, pp. 148-149 e 316.
  • Emilia Baratta, Museo civico Giovanni Fattori, Livorno, Comune di Livorno, 2014.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Pittura Portale Pittura: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Pittura